Milano Design Week 2021: intervista a Roberto Palomba e Ludovica Serafini

In occasione della Milano Design Week 2021, abbiamo incontrato ed intervistato gli architetti e designer Roberto Palomba e Ludovica Serafini, che ci hanno raccontato tutte le novità presentate in occasione della settimana milanese del design.

Milano Design Week 2021

Partiamo con le novità legate alla Milano Design Week 2021. Presentate una nuova collezione con Kartell, ce la raccontate?

“Continua l’esplorazione con Kartell in mondi che vanno oltre la plastica, che, inaspettatamente, con la collezione HiRay, lancia un nuovo progetto che vede come protagonista il metallo, lo fa utilizzando il codice della leggerezza e della modernità. Da questo input abbiamo ripreso la tecnica del filo saldato, per creare una collezione outdoor dal sapore essenziale e funzionalista che porta con sé tutta l’emozione del segno. Tutto il progetto si muove sul disegno di fili di metallo, che, congiungendosi tra loro, irrigidiscono e costruiscono la struttura, caratterizzata da una forma organica che si compone di un pezzo unico. Il risultato è davvero molto scenografico!”


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Milano Design Week 2021

Che cosa avete progettato per il mondo outdoor di Talenti?

“Dall’inizio della nostra collaborazione con Talenti il focus è stato quello di unire nelle collezioni disegnate, eleganza, funzionalità e qualità. Il nostro concetto di outdoor living è improntato sulla socialità contraddistinta da un carattere innovativo e ricercato arrivando ad un’estetica del tutto inaspettata. Quest’anno presenteremo con la Gerly Collection, un progetto che nasce con lo scopo di unire leggerezza e comodità nella vita un plan air, andando a ridisegnare situazioni che trasmettano sensazioni di intimità e relax, sempre nel massimo rispetto dell’equilibrio ma soprattutto della proporzione. La Malè Collection, un divano dalla seduta bassa, una struttura rigida e squadrata, proprio come un guscio. Queste sono solo due delle novità che presenteremo.”

L’outdoor torna protagonista anche in Poltrona Frau, una nuova collezione.

“È dal Mediterraneo e dalle nazioni che vi si affacciano che parte il nostro percorso creativo con Poltrona Frau per il mondo un plain air, per parlare di natura e di vita all’aria aperta, al cui centro l’Italia, che è sempre stata il collegamento naturale tra Ovest ed Est tra Sud e Nord. Solaria appunto rappresenta il rapporto col sole, con la luce filtrata delle pergole che proteggono dal caldo e dalla luce accecante e ancora, l’architettura tradizionale dei palazzi, le corti, le masserie, il cotto, la pietra e gli intonaci bianchi.”


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Milano Design Week 2021

Ed infine Versace Home…

“La nuova collezione Versace Home riflette l’attitudine audace del marchio, traducendo i codici Versace in interni lussuosi, audaci, sensuali e caleidoscopici: la nuova collezione anticipa le tendenze in evoluzione e le interpreta con un tocco molto Versace. In ogni dettaglio si possono trovare legami con la bellezza del marchio. I motivi firmati Versace – diventano decorazioni sui paralumi, presenti su grandi schermi che adornano le testate dei letti, arricchiscono le gambe dei tavoli, raffigurati su accessori serigrafati o tridimensionali motivi sui tappeti. Largo spazio anche a ricche fabbricazioni e motivi riconoscibili di Versace che sono canalizzati attraverso pezzi imbottiti e lussuosi. Il gioco di codici ci ha permesso di abbinare i materiali più lussuosi: iconica pelle nera, morbido cotone, seta liscia, jacquard personalizzati e metalli lucidi.”


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In che modo si sta evolvendo, oggi, il design, vista anche la pandemia di Covid-19, che ci ha fatto riscoprire l’importanza della casa durante il lockdown?

“Se prima noi architetti guardavamo agli standard delle abitazioni e pensavamo a come la società vivesse l’abitare, in qualche modo ci siamo accorti di prendere come riferimento un modello ormai desueto, ovvero quello dei moduli familiari. Oggi invece la società è molto cambiata, il lockdown ha costretto le società internazionali a guardarsi dentro e capire che oggi il modulo non è più dato dalla famiglia, ma dalla persona, ovvero dalle molteplici tipologie di famiglie, single, nuove aggregazioni, gruppi di amici che coabitano, convivenze ecc. Questa realtà ci ha fatti così riflettere su un nuovo modulo su cui pensare al mondo dell’abitare. Nel momento in cui noi come architetti, ci troviamo a riconsiderare il benessere delle persone, dobbiamo riflettere anche in base al tipo di flessibilità che oggi dobbiamo dare alle abitazioni.”

Digitale, virtuale e la casa guidata dall’Intelligenza Artificiale saranno il futuro?

“Sì sicuramente! Alexa, Google, o chissà quale altro dispositivo! Abbiamo visto che il mondo che funziona è un mondo semplificato ed intuitivo, se la digitalizzazione e la domotica arriveranno ad un livello di immediatezza ed interattività così semplice da poter essere usato da tutti (anche da noi che siamo negati) sarà sicuramente un possibile futuro.”

Quali sono le prossime sfide che designer e aziende dovranno affrontare?

“Indubbiamente alla sostenibilità, nel design siamo proprio all’inizio di quel percorso di vera sostenibilità. Altro argomento su cui puntare lo sguardo è il “ritornare al design democratico” ovvero bisognerà a lato di un mondo di qualità e lussuoso, costruire un altro polo di prodotto democratico. Crediamo infatti che spezzare il monopolio del design democratico sia l’unico modo per tornare ai valori del design. Ricordiamoci inoltre che la concorrenza è qualcosa che si muove nell’interesse del consumatore.”

C’è un materiale o una lavorazione con cui vi piacerebbe approcciarvi?

“Abbiamo indagato praticamente ogni materiale, dalla plastica al metallo, il legno, le superfici vetrose, la ceramica. A meno che non inventino un nuovo materiale non ci resta che portare avanti il lavoro che facciamo tutti i giorni. La nostra creatività si esprimerà rispetto alle esigenze di ogni singolo progetto. Il centro della nostra creatività si sta spostando sull’immateriale, in questo momento siamo molto più attenti a progettare la vita delle persone all’interno degli spazi quanto gli oggetti. Basti pensare ad esempio al progetto di Palazzo Daniele, boutique Hotel situato nella punta più estrema a sud della Puglia, Gagliano del Capo, noi non abbiamo progettato solo le stanze e la sua estetica ma anche il modo in cui le persone le vivranno. Non progettiamo solo oggetti e spazi, ma anche e soprattutto l’immateriale della vita delle persone che li vivono e li amano.”

Negli ultimi anni la sostenibilità è un tema molto sensibile. Nei vostri progetti c’è uno sguardo rivolto a questa tematica?

“Sì, per esempio uno dei temi a cui poniamo molta attenzione è la disassemblabilità degli oggetti, disegnando la vita di un prodotto ma anche la fine della sua carriera, partendo dal presupposto che molti dei nostri progetti sono ancora sul mercato, nascono per durare, non solo nel mercato ma soprattutto come compagni, silenziosi e fedeli nella vita delle persone che li sceglieranno: Icone.”

Qual è la “cosa” più contemporanea, forte e promettente che si sta manifestando a vostro avviso sulla scena del design contemporaneo?

“Indubbiamente l’immateriale.”

Caterina Di Iorgi
  • Laurea in Filosofia
  • Giornalista pubblicista
  • Specializzazione in Architettura & Design
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