Fuorisalone 2022 Bottega Ghianda: il culto del legno, l’intervista a Romeo Sozzi

Fuorisalone 2022 Bottega Ghianda: il vero e proprio culto del legno, che si realizza attraverso le capacità uniche degli artigiani. Le creazioni di Bottega Ghianda sono pure e la loro composizione è libera da ogni barriera, immersa in forme naturali, con caratteristiche intense e materiali pregiati. Ne abbiamo parlato con Romeo Sozzi, presidente di Bottega Ghianda.

Fuorisalone 2022 Bottega Ghianda

Ci racconta la storia di Bottega Ghianda?

“La Bottega Ghianda e? nel ristretto novero di laboratori artigianali ai vertici dell’arte ebanistica nel mondo. Avviata due secoli fa, attraverso le generazioni, si e? affermata come un’eccellenza italiana dell’artigianato piu? raffinato. Io, che ho fondato Promemoria, e che ebanista per estrazione familiare e vocazione personale, nel 2015 mi sono dato il compito di consentire alla Bottega Ghianda di proseguire l’attivita? e farla crescere, nel piu? profondo rispetto della sua tradizione: per questo, insieme ai miei tre figli Stefano, Davide e Paolo, l’ho acquisita da Pierluigi Ghianda poco prima della sua scomparsa. Raccogliendo direttamente da lui il testimone di una nobile storia, ho dato modo agli artigiani storici della Bottega di continuare oggi il loro lavoro da virtuosi.”

Su quali valori si fondano l’identità e la filosofia produttiva di Bottega Ghianda?

Fuorisalone 2022 Bottega Ghianda

“La Bottega Ghianda ha coltivato una vocazione precisa: la maestria dei suoi artigiani consente a progettisti d’eccezione di dare forma concreta alla loro visione creativa. Un vero culto del legno che passa per le capacita? uniche di un artigiano manuale ben addestrato. L’arte di Bottega Ghianda salva la centralita? della mano e quindi della mente. Solo chi opera con le mani, toccando la materia e lavorandola, puo? realizzare qualcosa di davvero importante. Con il lavoro di Bottega Ghianda celebriamo la manualita? e la gestualita?.”

In che modo si sta evolvendo, oggi, il settore dell’arredo, vista anche la pandemia di Covid-19, che ci ha fatto riscoprire l’importanza della casa durante il lockdown?

“Credo che la maggiore attenzione verso l’ambiente domestico da un punto di vista estetico e pratico sia anche correlata a una maggiore attenzione verso la provenienza delle materie con cui sono realizzati i mobili che acquistiamo. Viviamo nell’epoca della consapevolezza.”

Vi siete posti nuovi obiettivi in ottica green o nuove soluzioni eco-sostenibili?

“Bottega Ghianda è green per natura. Utilizziamo solo legno con verniciature ad olio ( naturali, atossiche). Non usiamo agenti chimici e la lavorazione si fa a secco, non abbiamo dunque neanche sprechi di acqua.”

Dopo la pandemia e il lockdown, quali sono le sfide del futuro che dovranno affrontare le aziende che producono design?

“Produrre meno, produrre meglio. Alzare sempre più la qualità e la tracciabilità delle materie prime.”

Quali invece saranno le tendenze su cui puntare per il futuro del settore?

“Oggetti quasi unici, non replicabili, che soddisfano l’esigenza delle persone di avere qualcosa di unico nelle loro case.”

Ci racconta le novità della collezione 2022 che presenterete in occasione della Design Week?

Fuorisalone 2022 Bottega Ghianda

“Bottega Ghianda continua nella sua filosofia di realizzare oggetti, manufatti, da artigiani altamente esperti su disegno di architetti e designer internazionali che ci pongono delle vere e proprie sfide progettuali. A?lvaro Siza, Mario Bellini, Marc Ferrand, Lars Beller Fjetland sono i protagonisti della collezione 2022 e hanno disegnato una libreria modulare, una sedia, uno sgabello e un tavolo. Una collezione eterogenea che presentiamo nel negozio di via Pisoni 2 a Milano.”

Quale sarà il concept dell’allestimento per la Design Week 2022?

“Per il nuovo negozio, inaugurato a fine 2021, è stato scelto un allestimento che collegasse i due marchi che possiedo: Bottega Ghianda e Promemoria. Abbiamo affidato ad un importante studio creativo portoghese la realizzazione di allestimenti immersivi su quello che ho definito essere il tema di quest’anno. Il deserto di Sahel. Lo spazio Bottega Ghianda di Milano presenta la nuova collezione in un’esperienza coinvolgente, illuminata dall’arancio caldo della sabbia del Deserto che ispira i visitatori a percepirne colori e sfumature. Nuove dune che ieri non c’erano e che i venti della creativita? hanno generato. Un evento di bellezza e meraviglia che invita a sentire e a toccare con mano l’alto sapere artigiano di Bottega Ghianda.”

Qual è la “cosa” più contemporanea, forte e promettente che si sta manifestando a suo avviso sulla scena del design contemporaneo?

“Il grande ritorno all’utilizzo della manualità. Spesso collaboriamo con giovani architetti e designer per i loro progetti e ho notato con piacere il grande rispetto e la curiosità e l’intenzione a voler sempre di più utilizzare, insieme alle macchine, anche il grande lavoro artigiano di cui in Italia possediamo un grande patrimonio.”

Una domanda che è anche un po’ una provocazione, esiste ancora uno stile italiano nel design?

Fuorisalone 2022 Bottega Ghianda

“Sia sì che no. È una questione di storia, di tradizione, di amore per il bello, di proporzioni, di saper fare usando le mani. I designer italiani sono immersi ogni giorno nella storia, nell’arte e nella bellezza di questo paese e ogni loro creazione nasce in questo contesto. Ma si tratta di uno stile che si rinnova continuamente traendo ispirazione anche da altre culture, e che poi viene esportato in tutto in mondo.”

Cosa significa per voi il concetto di Made in Italy?

“Significa continuare a dare il meglio nel nostro lavoro affinché questa etichetta possa continuare ad avere il forte significato che ha nel mondo.”