Fuorisalone 2021 UNO Contract: intervista a Mauro Tabaro

Fuorisalone 2021 UNO Contract: in occasione della Milano Design Week abbiamo incontrato ed intervistato Mauro Tabaro, Ceo di UNO Contract con cui abbiamo parlato del mondo del design inserito nel contesto contract e della collezione Uno Essential.

Fuorisalone 2021 UNO Contract

Prima del lockdown il contract stava vivendo un momento molto vivace, com’è la situazione adesso, dopo la sospensione?

“Si percepisce una buona ripresa. Noi non abbiamo mai smesso di lavorare e anzi sono stati due anni pieni di grandi impegni, tra cui il recente hotel You.Me a Trieste.”

Ci racconta il progetto per You.Me Design Place?

“Abbiamo lavorato a fianco dell’architetto Simone Micheli per la realizzazione di questo nuovo hotel di Trieste. Ci siamo occupati degli arredi di tutte le camere e delle parti comuni. Un aspetto interessante di questo progetto è che la fornitura è avvenuta tramite noleggio operativo. Una soluzione che consente di rinnovare gli arredi dilazionando l’impegno finanziario nel tempo e con la possibilità alla fine del noleggio di riscattare il bene, rinnovare il contratto, restituire gli arredi oppure sostituirli, vantaggio importante per le strutture alberghiere dove gli arredi si usurano velocemente e, periodicamente, devono essere sostituiti. Per venire incontro alle esigenze del committente, UNO Contract ha suggerito alla proprietà questa soluzione che è stata accolta con grande interesse ed implementata con successo, favorendo il processo di rinnovo della struttura.”


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Vi state occupando anche dei nuovi interni del Park Hyatt di Milano…

“Sì, UNO Contract (Unocontract.it) è stata scelta da Park Hyatt Milano per la fornitura dell’arredo completo per tutte le camere e suite dell’hotel, su disegno dello studio di interior design londinese Muza Lab. Sono molto orgoglioso di questo lavoro che, dopo tante realizzazioni di hotel 5 stelle all’estero, ci consente di portare tutta la nostra esperienza internazionale nella gestione di progetti di lusso anche in Italia. Nel mercato italiano in questo momento storico si osserva una presenza crescente di investitori internazionali, e la pluriennale esperienza dell’azienda all’estero è particolarmente apprezzata. Uno Contract nel progetto Park Hyatt Milano è stata scelta come interlocutore unico per la gestione del rinnovo degli interni della struttura. Grazie alla nostra esperienza e alle nostre competenze, stiamo fornendo il nostro supporto alla committenza e allo studio di progettazione nella definizione delle migliori soluzioni in termini di design, materiali e finiture secondo i più elevati standard del lusso e della raffinatezza. L’apertura è prevista per fine 2021 e sarà una pietra miliare per Uno Contract, che ancora una volta si conferma leader del settore.”

Vi siete posti nuovi obiettivi in ottica green o nuove soluzioni eco-sostenibili?

“Siamo molto attenti a questi aspetti e cerchiamo di dare il nostro contributo per creare sensibilità anche nel nostro settore. Siamo certificati FSC dal 2011 e l’anno scorso abbiamo ricevuto il premio speciale Catena di Custodia – FederlegnoArredo del concorso FSC Italia Furniture Award, che riconosce l’impegno delle aziende nel realizzare produzioni con uso di legno certificato e proveniente da foreste gestite in modo responsabile. La nostra collezione UNO Essential è realizzata proprio con materiali certificati FSC. Inoltre, quest’anno, a partire dal calcolo delle emissioni di CO2, abbiamo elaborato un piano per una progressiva riduzione del nostro impatto ambientale, con l’obiettivo di ridurlo a zero. L’azienda ha già piantato 3000 alberi nel nostro territorio e entro la fine dell’anno ne pianterà altri 8000. Abbiamo poi introdotto un packaging completamente riciclabile per i nostri arredi con l’obiettivo di ridurre al minimo anche l’immissione di rifiuti di plastica nell’ambiente.”


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Dopo la pandemia e il lockdown, quali sono le sfide del futuro che dovranno affrontare le aziende che producono design?

“La sfida sarà valorizzare le eccellenze della produzione locale e artigianale e portarle in tutto il mondo. Vogliamo diventare portavoce di questo tesoro nel mondo.”

Quali sono le specificità della progettazione di un interno nautico di altissimo livello?

“I progetti navali hanno le loro specificità: precise caratteristiche che ogni arredo deve necessariamente avere per essere parte di un progetto “galleggiante”. Bisogna saper gestire questi progetti in tutta la loro complessità e in tutte le fasi nel rispetto delle tempistiche richieste. Occorre una buona organizzazione logistica ed essere pronti a fornire assistenza al cliente in qualsiasi momento e in ogni luogo del mondo. Noi abbiamo acquisito questa capacità di gestione dei progetti navali nel corso di 35 anni di attività e oggi, giunti al completamento della nostra ventesima nave, è ormai ben consolidata.”


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Ci racconta le novità della collezione Uno Essential?

“UNO Essential è una collezione che in un solo anno si è già riempita di storia! Dal servizio fotografico a Venezia, i nostri arredi sono stati più volte sotto i riflettori, prima alle Aperture Straordinarie de La Biennale, poi alla Mostra del Cinema di Venezia e infine all’iniziativa VID – Venice Innovation Design nell’Isola di San Servolo, dove si è parlato di design sostenibile. La collezione, disegnata da Simone Ciarmoli e Miguel Queda è stata studiata per fornire ad architetti e decoratori, ma anche albergatori e clienti finali, una scelta di arredi per i loro progetti contract che fosse perfettamente personalizzabile, ma di rapida disponibilità. Da lì la decisione di aprire un nostro e-shop dedicato, dove il cliente potesse acquistare direttamente gli arredi oppure personalizzarli con il supporto del nostro team di progettisti. Marva Griffin, fondatrice del SaloneSatellite, che abbiamo incontrato a Venezia in occasione di VID, ha apprezzato i nostri arredi che decoravano la Sala Grecale dell’Isola di San Servolo. Per noi è stata una bella soddisfazione”.

Qual è la “cosa” più contemporanea, forte e promettente che si sta manifestando a suo avviso sulla scena del design contemporaneo?

“Oggi la sfida è portare sempre maggiore personalizzazione in arredi che nascono per una produzione in serie. Le persone vogliono sentirsi uniche e differenziarsi e questo desiderio si riflette anche nella scelta degli arredi per cui assistiamo a una richiesta sempre maggiore di personalizzazione. Da questo punto di vista, Uno Contract ha un vantaggio perché la produzione di arredi su misura è il suo core business.”

Una domanda che è anche un po’ una provocazione, esiste ancora uno stile italiano nel design?

“Assolutamente sì. È una questione di storia, di tradizione, di amore per il bello, di proporzioni, di saper fare usando le mani. I designer italiani sono immersi ogni giorno nella storia, nell’arte e nella bellezza di questo paese e ogni loro creazione nasce in questo contesto unico. È uno stile che oggi si innova e rinnova continuamente traendo ispirazione anche da altre culture e che poi viene esportato in tutto in mondo.”

Che cos’è per lei il Made in Italy.

“Stile, unito a una grande attenzione per la qualità ed è garanzia della durabilità dei prodotti. È cura dei dettagli, che deriva da una forte tradizione artigiana e che conferisce ai prodotti la loro unicità e una bellezza riconoscibile.”

Caterina Di Iorgi
  • Laurea in Filosofia
  • Giornalista pubblicista
  • Specializzazione in Architettura & Design
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