Fuorisalone 2021 The Playful Home: intervista a Marta Meda

Fuorisalone 2021 The Playful Home: La Casa del PresenteFuturo è il nuovo progetto per il Fuorisalone 2021 che racconta il nuovo abitare flessibile e reale, immaginato per una famiglia con tre figli. Abbiamo incontrato ed intervistato Marta Meda, concept e Art Direction di The Playful Home che ci racconta il progetto.

Fuorisalone 2021 The Playful Home

The Playful Home racconta la casa del presente ma anche quella del futuro. Ci parli dell’allestimento e del nuovo abitare contemporaneo?

“I recenti avvenimenti ci hanno portato a vivere un periodo di transizione ma anche ad avvicinarci alla casa, da tutti i punti di vista. Nasce da qui The Playful Home – la Casa del PresenteFuturo, progetto con il quale, grazie al supporto di aziende in più settori (design, tecnologie, toys&games, verde), e altre realtà con le quali condividiamo idee e valori (come Style Piccoli) presentiamo all’interno di un ex cappellificio di via Savona, distretto Tortona Rocks, un’idea di abitare innovativo, ma anche concreto, dedicato a una famiglia con tre figli e che risponde alle effettive problematiche della quotidianità: come riorganizzare gli spazi quando nascono nuove esigenze? Ma soprattutto, come imparare nuovamente a condividere gli spazi con la famiglia e cosa poter fare insieme? Per tutto questo sfruttiamo gli strumenti di apprendimento più forti che conosciamo e soprattutto adatto a qualunque età: il design e il gioco.”


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The Playful Home prevede anche un ricco calendario di talk e workshop aperti al pubblico. Ci segnali qualche appuntamento da non perdere?

“Così come avvenne nel 2019, per la prima edizione, anche quest’anno abbiamo organizzato all’interno della Casa del PresenteFuturo un palinsesto di circa 50 appuntamenti di varia natura: tavole rotonde su temi di attualità (dalla pedagogia alla sostenibilità, ecc), talk con professionisti del settore e influencer, fino a laboratori creativi aperti ai più piccoli. Grazie alle aziende e ai media coinvolti nel progetto, puntiamo a informare il più possibile il pubblico su un largo spettro di argomenti, e il tutto verrà ovviamente ripreso e condiviso anche sui canali social, per favorire coloro i quali non potranno prendere parte alla Design Week.”

In che modo si sta evolvendo, oggi, il design, vista anche la pandemia di Covid-19, che ci ha fatto riscoprire l’importanza della casa durante il lockdown?

“Forse sarebbe più opportuno domandarsi in che modo stiano evolvendo le persone, le famiglie e le loro abitudini. Il cambiamento nel mondo del design è una diretta conseguenza di questa trasformazione e anzi pensata per agevolarla. Stiamo assistendo a un incremento degli arredi modulabili, riconfigurabili e trasformabili, ma anche alla nascita sempre più frequente di soluzioni che, grazie all’ausilio di materiali e nuove tecnologie, sono pensati per essere più sostenibili, igienici e sicuri. La nostra casa non proporrà idee strane o poco riproducibili, ma sarà popolata – non senza qualche sorpresa – da ciò che ha caratterizzato le vite delle persone negli ultimi mesi: molte piante, libri, giochi da tavolo, accessori e complementi d’arredo… strumenti per vivere meglio, con semplicità, insieme agli altri o in intimità.”


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Digitale, virtuale e la casa guidata dall’Intelligenza Artificiale saranno il futuro?

“Digitale e virtuale sono già il presente o, se vogliamo, il PresenteFuturo. Sono già qui. L’importante è non perdere il contatto con l’analogico, il concreto, la lentezza e soprattutto le persone. Per quanto consapevoli dell’incremento esponenziale del settore della domotica, abbiamo volutamente preferito in questo contesto limitare la presenza tecnologica per porre l’accento sull’aspetto più umano e genuino dello spazio domestico, pensato per incentivare la condivisione tra i membri della famiglia, la relazione e – dunque – la crescita.”


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Quali sono le prossime sfide che dovranno affrontare le aziende che producono design?

“In generale il mondo industriale deve riuscire a produrre in modo più etico e consapevole, integrando salubrità e sostenibilità nella filiera. Dall’altra parte anche i consumatori dovrebbero acquistare in modo più attento e consapevole, favorendo quelle realtà che dimostrano impegno. È un’evoluzione e uno sforzo che parallelamente coinvolge tutti gli attori, ma che è certamente necessario per riportare al centro di tutto il benessere delle persone e del nostro pianeta.”

Qual è la “cosa” più contemporanea, forte e promettente che si manifesta a suo avviso sulla scena del design contemporaneo?

“Tra tutti i trend emersi negli ultimi anni, indubbiamente ci sentiamo più vicini a quello della biofilia, che ha visto il verde caratterizzare e appropriarsi indistintamente di progetti di architettura e product design. Per questo motivo, in questa nuova edizione di TPH abbiamo pensato di coinvolgere per la prima volta diverse realtà nel mondo della botanica e della florovivaistica, per rafforzare l’idea che l’uomo e la natura debbano (e possano) vivere in modo simbiotico. Questo tema, così come quello della ricerca di materiali avanzati e 100% naturali, hanno ancora moltissimo da esprimere, e siamo certi caratterizzeranno il futuro del nostro settore.”

Una domanda che è anche un po’ una provocazione, esiste ancora uno stile italiano nel design?

“Non parlerei più di stile italiano o di stili in genere, poiché negli ultimi anni si è passati dal riferimento stilistico come punto di partenza e arrivo di un progetto d’interior a soluzioni sempre più sartoriali, cucite sullo stile di vita delle persone, sulla cultura, sulle loro emozioni ed esperienze. Parlerei invece di Qualità Italiana del Vivere, come una sorta di “certificazione d’origine” riconosciuta a livello globale. Questo “stile di vita italiano” nasce sempre da un grande equilibrio creativo di abbinamenti, materiali, forme, colori, funzionalità, tecnologie, simboli, racconti e via dicendo, sempre guidato dalla ricerca creativa e innovativa, ma centrata sulle persone. Nella Playful Home 2021, ho voluto raccontare questo approccio tra il calore dell’accoglienza e la funzionalità degli spazi, oggi più che mai prioritaria, dove la nostra famiglia immaginaria si trova rappresentata singolarmente e come comunità, orientata da valori condivisi estetici ed etici. Per concludere: stile si, ma stile di vita.

Un ringraziamento speciale va a tutti i partner di progetto: Agricola Home&Garden, Bosa, Cappellini, Clei, Compo, Connubia, Curaprox, Dal Negro, Decoryari, Erbesi, Il Giardino di Corten, Italtrike, Jannelli&Volpi, laFeltrinelli, Little Tikes, Medit, Moretti Compact, Mosaico Digitale, My Air Pure, Nuna, Pergo, Ravensburger, Totem. Gli sponsor tecnici: Bormioli, Caoscreo, Cini&Nils, Isi, Kose, Lanificio Leo, Ledvance, MarinaC, Oikoi, Revi-art, Scarabeo, Studio Roof, Waiting for the bus. I media partner: Edizioni Laboratorio Verde, Fuorisalone.it, RCS MediaGroup attraverso Quimamme.it e le testate Style Piccoli, Io e il mio Bambino e Insieme.”

Caterina Di Iorgi
  • Laurea in Filosofia
  • Giornalista pubblicista
  • Specializzazione in Architettura & Design
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