Fuorisalone 2021 Living Divani: intervista a Carola Bestetti, le novità alla Milano Design Week

Fuorisalone 2021 Living Divani: ad un anno dalla sua inaugurazione, Living Divani Gallery, nuovo punto di riferimento del brand su Milano, si ingrandisce.

Fuorisalone 2021 Living Divani

Dalle scenografie teatrali in vetrina, alle ambientazioni più classiche al piano inferiore caratterizzate dalla presenza di boiserie in noce canaletto e pareti retro illuminate, fino allo spazio skylight dedicato all’outdoor: il negozio in Corso Monforte 20 si amplia per accogliere le icone del brand accompagnate dalle ultime novità 2021 che comprendono la famiglia di imbottiti Sumo di Piero Lissoni, i Moon Coffee Table di Mist-o, la poltroncina Lemni di Marco Lavit e il divano outdoor modulare Kasbah di David Lopez Quincoces, raccontando al tempo stesso lo spirito e l’anima della collezione Living Divani (Livingdivani.it) in continua evoluzione. Ne abbiamo parlato con Carola Bestetti, head of marketing and communication di Living Divani.


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Tra i punti fondamentali della filosofia aziendale di Living Divani da sempre c’è innovazione e artigianalità. Ce ne vuole parlare?

“Living Divani è nata nei primi anni ’70 e da allora ha tracciato un percorso ben definito all’insegna del dialogo tra tradizione e contemporaneità. Savoir faire, esperienza e cura per il dettaglio sono valori cardine per il brand, che riesce a coniugarli con una costante ricerca di nuovi materiali oltre all’utilizzo di tecnologie di produzione innovative. Ogni creazione Living Divani è espressione di un perfetto equilibrio e armonia tra l’expertise, fortemente legato al territorio, e il suo carattere avanguardistico, che fa dell’azienda una realtà internazionale. Il punto di partenza è sempre stato quello della fruibilità quotidiana, garantendo al tempo stesso un’altissima qualità ed estetica.”

Ma ci sono anche altri valori che guidano la vostra storia aziendale, ce li vuole raccontare?

“Famiglia, territorio, qualità e artigianalità sono i nostri valori fondanti. Fin dall’inizio Living Divani ha creato una collezione dalla forte identità, all’interno della quale pezzi molto diversi vengono ricondotti ad un insieme armonico accomunato dalla qualità del Made in Italy, espressione di ricchezza materica ed estetica. Living Divani punta quindi, attraverso i suoi prodotti, ad esprimere il concetto di un’“eleganza silenziosa”, in cui imbottiti dalle forme e dai volumi discreti, vengono arricchiti da dettagli accuratissimi, per offrire modelli adatti ad ogni ambiente. Portiamo avanti da anni una cifra stilistica che ruota intorno al concetto di “delicatezza”, semplificando quindi le forme fino ad ottenere oggetti facilmente usufruibili.”


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In che modo si sta evolvendo, oggi, il settore dell’arredamento, vista anche la pandemia di Covid-19, che ci ha fatto riscoprire l’importanza della casa durante il lockdown?

“Il settore del design ha iniziato ad evolversi già da prima della pandemia: dopo anni di produzione frenetica e sovrabbondante si è avviato un ritorno al design fatto di ricerca, di processi produttivi più lenti e orientati al concetto di sostenibilità, riappropriandosi della sua identità progettuale. Sicuramente a causa dell’emergenza sanitaria le persone hanno iniziato a dare più valore all’arredamento essendo obbligati e rimanere in casa, e si sono rese conto dell’importanza della qualità, della comodità e della praticità, andando così a identificare i valori reali che rendono eccellente un prodotto d’arredo. Il Made in Italy ne è da sempre una garanzia e Living Divani è da oltre 50 anni che persegue questa direzione. Non possiamo sapere cosa succederà dopo la pandemia, ma, visti i risvolti di questi ultimi anni, ci immaginiamo una rete di vendita omnicanale: online, offline, punti vendita monomarca, plurimarca, per catturare tutte le richieste possibili dei consumatori, pur rimanendo fedele a sé stessa e al proprio stile.”


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Vi siete posti nuovi obiettivi in ottica green o nuove soluzioni eco-sostenibili?

“Il nostro obiettivo per il prossimo futuro sarà un prodotto sempre più sostenibile, cercando di minimizzare -per quanto possibile- l’impatto sull’ambiente, oltre che sulla società. Utilizziamo già da tempo materiali come l’essenza StoneOak e le morbide pelli Zero Impact, che valorizzano la sostenibilità ecologica grazie ad un processo produttivo in cui viene raggiunta la totale compensazione delle emissioni di gas serra, attraverso un progetto di riforestazione di aree diverse, secondo procedure certificate internazionalmente. Quest’anno per il nostro divano modulare Kasbah firmato da David Lopez Quincoces abbiamo deciso di lavorare con il Teak Burma, materiale proveniente da piantagioni certificate, oltre ad utilizzare stampi di plastica riciclata in modo che tutta la componentistica fosse orientata alla sostenibilità, mantenendo sempre la qualità massima del progetto. La vera sfida futura sarà sulla parte imbottita, dove sostenibilità, comodità e durabilità devono coesistere.”

Dopo la pandemia e il lockdown, quali sono le sfide del futuro che dovranno affrontare le aziende che producono design?

“Un tempo si ragionava per singoli prodotti, mentre ad oggi la maggior parte delle aziende che producono design hanno espanso i propri orizzonti. Anche Living Divani, partita sviluppando prevalentemente divani e imbottiti, ha allargato la propria gamma per raggiungere una collezione completa: prima si sono aggiunti i letti, poi l’arredo per l’outdoor, fino ad arrivare ai tappeti e alle sculture di styling, senza tralasciare i complementi che rappresentano una buona parte della nostra collezione. Ormai a ciascun brand è richiesto di vendere un vero e proprio “mondo” che sia l’espressione stessa dell’azienda e del suo modo di vivere. Sicuramente le sfide maggiori risiedono nell’originalità, che implica idee sempre nuove, e nella capacità di rimanere al passo coi tempi ma fedeli all’essenza del brand, per proporre arredi che appaiono sempre contemporanei ma che sono in realtà senza tempo, capaci di resistere alle mode.”

Come sarà la casa del futuro secondo Living Divani?

“Living Divani si immagina uno spazio abitativo sempre più fluido e versatile: una casa che propone ambienti adeguati alle particolari esigenze e idee di confort, ma che non rinuncia all’eleganza e alla raffinatezza delle finiture. Tutto sarà sempre più all’insegna di un relax più flessibile e a misura d’uomo, e di un concetto di personalizzazione che per l’azienda è già diventato valore irrinunciabile. I confini e gli stilemi classici del vivere verranno sostituiti da principi quali la multifunzionalità, l’interazione e l’armonia delle forme, valori che distingueranno non solo i progetti architettonici ma anche gli arredi che andranno a caratterizzarli.”

Ci racconta le novità della collezione 2021?

“La famiglia di imbottiti Sumo di Piero Lissoni, presentata nel 2020 nella variante divano e dormeuse dalla seduta concava e da una silhouette slanciata, si è ampliata per proporre nuovi modelli, pensati per rispondere ad un’idea di confort più classica e rigorosa. Vi è spazio non solo per il divano e la poltrona, ma anche per complementi d’arredo come panche e tavolini in grado di interagire con il pubblico e rispondere alle esigenze più personali. I Moon Coffee Table di Mist-o, progetto cominciato come comodino nel 2014, sperimentano nuove possibilità espressive e di utilizzo, proponendo tre nuove varianti: Moon Eclipse, Moon Satellite e Full Moon. La poltroncina Lemni di Marco Lavit, con seduta sospesa in cuoio su una struttura metallica, si muove con disinvoltura dalla zona giorno a quella notte, offrendo un inaspettato rifugio di raffinatezza che cattura l’occhio per la sua estetica leggera. Infine il divano outdoor modulare Kasbah di David Lopez Quincoces fa esplodere tutto il fascino degli spazi aperti, del legame con la natura, della vita conviviale, con uno stile che si fa rilassato e informale senza rinunciare alla delicatezza delle forme e all’eleganza, oltre alla possibilità di realizzare diverse composizione grazie alla versatilità degli elementi di cui è composto.”

Quale sarà il concept dell’allestimento per la Design Week 2021?

“In occasione della Milano Design Week 2021 Living Divani ha deciso di ampliare la propria visibilità, muovendosi tra diversi indirizzi e spingendosi oltre i propri confini consolidati. All’interno dell’Headquarters di Anzano del Parco è stato rinnovato il layout degli ambienti riservati all’esposizione e viene presentata una nuova area volta ad accogliere gli ospiti insieme al nuovo Spazio Mostre, nel segno della libertà creativa e della maestria tecnica che pongono Living Divani tra i nomi protagonisti del Made in Italy, garanzia di qualità riconosciuta a livello internazionale. Inoltre, per il Supersalone 2021, un’installazione firmata Piero Lissoni omaggia l’eleganza silenziosa del brand, capace di coniugare sintesi geometrica e comfort quotidiano. Protagonista è sicuramente la famiglia Sumo, proposta nelle sue diverse evoluzioni e declinazioni, accompagnata dalla libreria Sailor, nell’idea che varie situazioni e persone si possano susseguire nel tempo trovando un modo nuovo di interagire con gli arredi, dinamici e versatili. Ma l’appuntamento principale per questa Milano Design Week 2021 riguarda la Living Divani Gallery che, ad appena un anno dalla sua inaugurazione, propone uno straordinario progetto di ampliamento. Dalle scenografie teatrali in vetrina, alle ambientazioni più classiche al piano inferiore caratterizzate dalla presenza di boiserie in noce canaletto e pareti retro illuminate, fino allo spazio skylight dedicato all’outdoor: lo showroom in Corso Monforte 20 si amplia per accogliere le icone del brand accompagnate dalle ultime novità 2021, raccontando al tempo stesso lo spirito e l’anima della collezione Living Divani in
continua evoluzione.”

Qual è la “cosa” più contemporanea, forte e promettente che si sta manifestando a suo avviso sulla scena del design contemporaneo?

“Sicuramente una crescente attenzione e rispetto per la materia e il suo consumo: quindi da un lato il valore della durabilità, dall’altro la riscoperta di materiali e lavorazioni innovative, che riducono l’impatto sull’ambiente. Credo che i consumatori finali siano sempre più interessati al valore autentico di un prodotto unito alla sua storia e alle sue origini: chiedono sempre di più ai brand di prendere “decisioni positive” e optare per prodotti sostenibili che non abbiano un impatto negativo sull’ambiente. Sono curiosi del “behind the scene” che caratterizza ogni modello: in poche parole, cercano la tracciabilità. Desiderano infine oggetti unici: creazioni capaci di incarnare la loro personalità, customizzabili nella configurazione, oltre che nelle finiture.”

Una domanda che è anche un po’ una provocazione, esiste ancora uno stile italiano nel design?

“Sì, credo di sì. Non si tratta esclusivamente di una linea estetica, perché ogni azienda esprime la propria essenza e cifra stilistica attraverso linguaggi unici. Ciò che accomuna il design italiano sono valori cardine come la qualità, la più alta possibile, il servizio, sempre orientato alla massima soddisfazione del cliente e la cura al dettaglio. Di fatto il Know How risiede nel territorio italiano, il così detto “saper fare”, per questo poi anche i grandi nomi (Architetti e Designer ndr) italiani e stranieri si rivolgono alle aziende italiane…”

Che cos’è per lei il Made in Italy?

“Sicuramente la bellezza e la qualità dei prodotti sono dei valori intrinsechi del Made in Italy. Ma oltre a questi anche la famiglia rappresenta un ruolo fondamentale nelle aziende italiane: il fattore umano e un’attenzione alla personalizzazione hanno sempre caratterizzato Living Divani e la distinguono ancora oggi. Anche il legame con il territorio ha un valore cruciale al fine di creare partnership preziose con gli attori coinvolti nel processo creativo. Quest’ultimo concetto si riassume perfettamente nel valore della filiera, fattore chiave di successo per il Made in Italy. Attualmente è fondamentale, specialmente nel nostro settore, sfruttare le sinergie che ne derivano, promuovendo relazioni co-creative che si basano sulla condivisione di knowhow e dell’expertise per raggiungere un pubblico sempre più ampio, anticipandone le esigenze, sia in termini di stile che di funzionalità del prodotto.”

Caterina Di Iorgi
  • Laurea in Filosofia
  • Giornalista pubblicista
  • Specializzazione in Architettura & Design
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