Fuorisalone 2021 Christian Fischbacher: intervista a Paolo Rigamonti

Fuorisalone 2021 Christian Fischbacher: in occasione della Design Week abbiamo incontrato ed intervistato Paolo Rigamonti, direttore generale di Christian Fischbacher Italia con cui abbiamo scoperto tutte le novità proposte dall’azienda.

Fuorisalone 2021 Christian Fischbacher

Su quali valori si fondano l’identità e la filosofia produttiva di Christian Fischbacher?

“In duecento anni di vita Christian Fischbacher (Fischbacher.com/it)per creare le sue innumerevoli collezioni tessili ha puntato sulla ricerca costante della qualità e della bellezza, mantenendo sempre alto il livello di sperimentazione e innovazione. Tuttora è così.”

In che modo si sta evolvendo, oggi, il settore del decor, vista anche la pandemia di Covid-19, che ci ha fatto riscoprire l’importanza della casa durante il lockdown?

“L’abitare domestico oggi ha assunto significati diversi: la casa non è solo luogo dell’intimità, rifugio; è anche spazio di lavoro, di svago e di relax. Un ambiente versatile e trasversale, capace di dilatare i propri confini, di trasformarsi, per venire incontro alle nostre plurali esigenze. Il tutto con uno sguardo sempre più sensibile verso i prodotti ecosostenibili.”


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Vi siete posti nuovi obiettivi in ottica green o nuove soluzioni eco-sostenibili?

“Per Christian Fischbacher da lungo tempo la sostenibilità non è semplicemente un fatto di moda ma una pratica reale e concreta che ci fornisce stimoli per innovare e rinnovarci di continuo. Risale a dodici anni fa la prima collezione Benu® Recycled, ideata e sostenuta dalla creative director Camilla Fischbacher, realizzata con un rivoluzionario filato, ottenuto dalla trasformazione di bottiglie di plastica usate. Da allora, attraverso molte innovazioni, abbiamo potenziato grandemente la produzione di tessuti riciclati. Gli ultimi sviluppi in questo ambito ci hanno permesso di contribuire alla pulizia del mare: i rifiuti di plastica marina vengono pescati negli oceani, poi puliti, selezionati e trasformati in poliestere di alta qualità, che utilizziamo nella produzione dei nostri tessuti e tappeti Benu Sea.”

Dopo la pandemia e il lockdown, quali sono le sfide del futuro che dovranno affrontare le aziende che producono design?

“Credo che le aziende di design, come del resto tutte le industrie manifatturiere, dovranno orientarsi verso sistemi produttivi capaci di ridurre sempre di più l’impatto ambientale. Dovranno saper coinvolgere il più possibile tutta la filiera in questo processo virtuoso, riuscendo anche a comunicarlo opportunamente al consumatore finale. Noi abbiamo intrapreso questo percorso con convinzione e i risultati stanno arrivando.”

Quali invece saranno le tendenze su cui puntare?

“Per quanto ci riguarda ci impegneremo ad offrire al nostro pubblico prodotti capaci di sedurlo ed emozionarlo, senza dimenticare la semplicità d’uso e, naturalmente, rispettosi dell’ambiente.”


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Come sarà la casa del futuro secondo Christian Fischbacher?

“La nostra idea di casa, anche per il futuro, è improntata alla bellezza, ad un’eleganza raffinata e discreta. Una casa da vivere nel senso più ampio e completo del termine, anche con spazi outdoor più o meno ampi, dove sentirci davvero a contatto con la natura. Le nostre numerose collezioni sono pensate per offrire una risposta personalizzata e coordinata ad ogni esigenza decorativa: dal tendaggio al rivestimento per divani e poltrone, al tappeto, alla carta da parati, ai cuscini d’arredo.”

Ci racconta le novità della collezione 2021?


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“Abbiamo una pluralità di proposte che possono accontentare ogni esigenza: con la collezione Urban Luxury dichiariamo cosa intendiamo per classico oggi: uno stile trasversale, fatto di un’eleganza pacata, senza ostentazione. Tessuti e tendaggi preziosi e ricercati che interpretano motivi classici con spirito contemporaneo. Altre due collezioni, Djembe Rhythms e Salonga, celebrano la straordinaria diversità del continente africano, attraverso disegni molto espressivi e mix di filati che giocano su consistenze a contrasto. I colori, i modelli e le texture di questi multiformi tessuti sono stati tradotti anche in un’interessante collezione di carte da parati di alta qualità. Tessuti decorativi e da rivestimento insieme alla carte da parati sono un vero invito a scoprire le bellezze dell’Africa senza viaggiare. Infine molte le novità di Christian Fischbacher nell’ambito dell’ecosostenibilità: l’ormai storica collezione Benu® Recycled si è arricchita di due nuovi tessuti ecologici e ignifughi, l’uno vaporoso e morbido, l’altro più materico che evoca la corteccia degli alberi. Ma la vera new entry è la collezione di tappeti ecologici Benu Sea Carpet. Per produrre questi tappeti viene utilizzato il filato Upcycling Monsilk, ricavato dai rifiuti in plastica dei mari degli oceani Il prodotto ha le tipiche proprietà di un filato in poliestere di alta qualità: è soffice, dai colori brillanti e dona ai tappeti una lucentezza, che ricorda la seta. Contrariamente a quanto avviene per ottenere il tradizionale poliestere, produrre Upcycling Monsilk permette di ridurre il consumo idrico e l’uso di sostanze chimiche; inoltre si utilizza meno energia e si abbattono notevolmente le emissioni di CO2. Mi sembrano dei traguardi più che significativi. La collezione propone quattro tipologie estetiche, disponibili in molti colori e forme diverse, in più dimensioni. Ci tengo a sottolineare anche la sua facilità e semplicità di manutenzione. Come dicevo non è necessario rinunciare allo stile e alla qualità per realizzare prodotti sostenibili.”

Quale sarà il concept dell’allestimento per la Design Week 2021?

“E’ il nuovissimo showroom di Milano, in via del Carmine, a Brera, la cornice all’interno della quale viene proposta per la prima volta la collezione di tappeti ecologici Benu Sea Carpet, insieme alle altre varie collezioni di carte da parati, di tessuti e tendaggi. Un percorso che intende far riflettere sul valore della “bellezza responsabile”, sottolineando come estetica ed ecologia non siano concetti antitetici, ma, al contrario, del tutto complementari.”

Qual è la “cosa” più contemporanea, forte e promettente che si sta manifestando a suo avviso sulla scena del design contemporaneo?

“A rischio di essere ripetitivo ritengo che il design contemporaneo debba realmente praticare la sostenibilità se vuole rappresentare lo spirito del tempo attuale, senza naturalmente rinunciare ad una originale creatività e alla funzionalità.”

Caterina Di Iorgi
  • Laurea in Filosofia
  • Giornalista pubblicista
  • Specializzazione in Architettura & Design
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