Fuorisalone 2021 Antrax IT: intervista a Alberico Crosetta

Fuorisalone 2021 Antrax IT: il civico sarà il 5 di via San Damiano e lo spazio avrà due vetrine su strada e un look perfettamente in linea con la nuova identità aziendale. Antrax IT, in occasione della Milano Design Week, inaugura il primo showroom monomarca, a Milano, curato dall’architetto Victor Vasilev, ne abbiamo parlato con Alberico Crosetta, CEO dell’Azienda.

Fuorisalone 2021 Antrax IT

Tra i punti fondamentali della filosofia aziendale di Antrax IT da sempre c’è innovazione e tanta ricerca. Ce ne vuole parlare?

“Sono due termini – innovazione e ricerca – che riguardano tantissimi aspetti di Antrax IT (Antrax.it). Da un lato quello propriamente del design di prodotto, che ci ha visti produrre per primi i radiatori a piastra e sviluppare termoarredi che unissero tra loro più funzioni – al di là di quella più tradizionale dello stoccaggio salviette – come la collezione Serie T, che diventa una vera e propria libreria o mensola. Dall’altro c’è quello industriale, di filiera produttiva. In questo caso parliamo di un’azienda fortemente organizzata in ottica Lean, con conseguente organizzazione mirata del flusso produttivo, riduzione degli sprechi e incremento della competitività di impresa, e dell’applicazione del Mes (Manufacturing Execution System) nelle varie fasi lavorative, per la gestione e il controllo informativo della funzione produttiva aziendale.”


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Ma ci sono anche altri valori che guidano la vostra storia aziendale, quali sono, ce li racconta?

“Antrax IT ha “un’identità parallela”, Arancionedentro, che dall’avvento dei social si è poi concretizzata in un hashtag ufficiale che accompagna tutte le nostre comunicazioni. “Arancionedentro” trovo sia un modo per sintetizzare i valori della nostra azienda: è uno slogan che racchiude uno slancio creativo e non convenzionale verso il mondo del design, uno sguardo allargato all’arte, al cinema, alla letteratura, alla fotografia, di cui ci nutriamo per raggiungere il concetto della bellezza, attraverso un design colto e allo stesso tempo di facile comprensione.”

In occasione della Milano Design Week 2021 e dei 25 anni dell’azienda inaugurate il nuovo showroom milanese, ci racconta il concept?

“Il linguaggio progettuale dello showroom voleva essere la traduzione concreta di quell’identità che emerge dal catalogo e dai nuovi strumenti marketing Antrax IT. L’interior è stato curato dall’architetto Victor Vasilev, già designer del nostro radiatore Flaps, che ha reinterpretato nello spazio i canoni estetici che ci accompagnano da sempre, ma che sono stati espressi con maggiore forza negli ultimi mesi: atmosfere pure legate al bianco e al nero, essenzialità geometrica e pulizia di segni disegnano il nostro primo monomarca aziendale. Il risultato è uno showroom dall’involucro total black, con boiserie in mdf fresato in colore nero, controsoffitto e pavimento neri, dettagli in marmo nero Marquina e una scala in metallo che collega i due livelli espositivi. La costruzione dello spazio è quasi museale, sospesa nel tempo, con una grande qualità materica e l’idea di un allestimento facile da rinnovare nel tempo. Per cambiare un radiatore in esposizione, infatti, basta sostituire il pannello in mdf a cui è agganciato, senza alcuna opera muraria.”


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In questi 25 anni avete instaurato molte collaborazioni con designer internazionali che hanno portato l’azienda verso tanti traguardi. Ci vuole raccontare il percorso svolto dall’azienda insieme a loro?

“È bello pensare che la quasi totalità dei prodotti prototipati e poi realizzati sia ancora a catalogo e che questo includa radiatori presentati nel 2006, per esempio, che sono ancora oggi tra i nostri best seller. Le collaborazioni con i grandi designer internazionali – Piero Lissoni, Daniel Libeskind, Marc Sadler, Matteo Thun & Antonio Rodriguez, Dante O Benini e Luca Gonzo, Victor Vasilev, Massimo Iosa Ghini, Francesco Lucchese, Peter Rankin, per citare i più famosi, che si aggiungono a mio fratello Andrea Crosetta – ci hanno permesso di crescere, di diventare un’azienda di riferimento nel mondo del design italiano e di essere apprezzati sempre di più nei mercati esteri. Il percorso iniziale è stato prevalentemente nello sviluppo di soluzioni di pregio per il mondo del bagno, tuttavia oggi stiamo facendo un nuovo step per offrire radiatori che possano diventare complementi in tutti gli ambienti della casa e negli spazi del contract.”


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In che modo si sta evolvendo, oggi, il settore del riscaldamento e della termoidraulica, vista anche la pandemia di Covid-19, che ci ha fatto riscoprire l’importanza della casa durante il lockdown?

“È interessante riportare come nel primo semestre ci sia stato un incremento di fatturato del 20% rispetto al 2019, circa un 48% rispetto allo scorso 2020. Un dato che è il frutto di due sostanziali fattori: la casa è il cuore della nostra vita e deve produrre comfort e benessere a tutti i livelli – estetico, termico, funzionale; dall’altra parte una recente indagine svolta dall’università di Firenze dimostra come i sistemi di riscaldamento a pavimento siano meno performanti dal punto di vista energetico e soprattutto molto meno sostenibili, realizzati con tubazioni di plastica che a fine vita non possono essere riciclate. I radiatori permettono far fronte al fabbisogno energetico richiesto in tempi estremamente rapidi riducendo in questo modo sprechi energetici e garantendo un maggiore benessere abitativo. Il loro design, inoltre, non inficia la pulizia dell’interior design, anzi valorizza gli ambienti in cui sono inseriti, mentre il corpo scaldante in acciaio o alluminio è 100% riciclabile. Caratteristiche che vengono apprezzate da architetti, dalle imprese ma anche dai clienti privati, sempre più preparati ed esigenti.”

Vi siete posti nuovi obiettivi in ottica green o nuove soluzioni eco-sostenibili?

“Abbiamo impostato tutta la filiera sul tema della sostenibilità e della riduzione dell’impatto ambientale. Dal 2011 un impianto fotovoltaico produce circa il 70% del fabbisogno energetico dell’azienda, mentre un processo basato su nanotecnologie, applicato sui radiatori prima della verniciatura a polvere, impedisce la produzione di residui inquinanti. I radiatori sono in acciaio o alluminio 100% riciclabile, con ridotto consumo di acqua e sistemi di assemblaggio brevettati per massimizzarne la resa, i loro imballi in cartone riciclato. Da questo 2021 abbiamo installato colonnine per auto elettriche per accogliere clienti e dipendenti e stiamo rinnovando la flotta aziendale in questa direzione. La nostra sede è l’unica costruita nell’area che rispetti i vincoli idrogeologici e consideriamo la sostenibilità un traguardo in continuo aggiornamento.”

Dopo la pandemia e il lockdown, quali sono le sfide del futuro che dovranno affrontare le aziende che producono design?

“Etica sostenibile è la parola d’ordine. Il cliente – qualsiasi sia – è sempre più attento all’LCA – Life Cycle Assessment di ciò che acquista e il design, come qualsiasi altro prodotto, deve assicurare le migliori condizioni di rispetto del pianeta e della salute delle persone.”

Ci racconta tutte le novità di Antrax IT che presenterete al Fuorisalone?

“Nessuna novità, a parte lo showroom ovviamente, che considero uno sforzo davvero importantissimo. Rimanendo sul tema della sostenibilità, penso che noi aziende dovremmo imparare a valorizzare i prodotti già a catalogo e a rafforzarne l’appealing commerciale, con una logica già nota al nord Europa ma ancora – ahimé – aliena in Italia: spesso le novità non servono e si portano dietro impegni produttivi non sempre sostenibili.”

Qual è la “cosa” più contemporanea, forte e promettente che si manifesta a suo avviso sulla scena del design contemporaneo?

“Proseguo quanto dicevo proprio poco fa: non è la corsa alla novità, alla nuova forma, ad una nuova offerta prodotto, ma è piuttosto una ritrovata e rispettosa lentezza. Ottimizzare i prodotti, invece di sostituirli, è una scelta commerciale coraggiosa, ma giusta. “Nutrire il pianeta, energia per la vita” era lo slogan dell’EXPO che avevamo ospitato noi italiani nel 2015 e che oggi è quanto mai attuale, la vera sfida per il futuro di tutti e del design ovviamente.”

Una domanda che è anche un po’ una provocazione, esiste ancora uno stile italiano nel design?

“Esiste la cucina italiana, la cucina francese, la cucina russa e cinese. E, allo stesso modo, esiste il design italiano con i suoi ingredienti, il suo bagaglio culturale, il suo approccio al prodotto e al dettaglio. Nonostante la globalizzazione e il “fusion”, l’identità italiana nel mondo dell’arredo e del progetto è qualcosa di fortemente connaturato e difficilmente modificabile.”

Caterina Di Iorgi
  • Laurea in Filosofia
  • Giornalista pubblicista
  • Specializzazione in Architettura & Design
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