Posso chiudere il balcone per mettere la cucina?

Chiudere lo spazio a disposizione sul proprio balcone per ricavare una cucina. Il desiderio da realizzare è possibile ma la trasformazione e creazione di opera ex novo dev’essere denunciata. 

Posso chiudere il balcone per apporre la cucina? Ecco la risposta

Ricavare un nuovo vano dalla chiusura di un balcone è possibile.

Spesso il proprietario per ampliare la cucina può decidere di chiudere lo spazio libero apposto sul balcone creando una nuova volumetria: trattasi di una veranda dove installare la cucina.

Tutto lecito purchè venga denunciato l’aumento di volumetria e si ottenga il permesso a costruire da parte dell’Ente Comune.

Chiusura del balcone: la normativa

Per chiudere un balcone e ricavare una cucina è necessario adempiere ad una serie di doveri burocratici.

L’eventuale non rispetto dell’obbligo di permesso a costruire comporta imputazione di responsabilità penale per carenza di titolo edilizio (abuso edilizio) e di una responsabilità civile per violazione della normativa comunale e del decoro architettonico.


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Chiusura di un balcone: cosa dice la giurisprudenza

come realizzare cucina in terrazzo

Come suddetto, occorre, per chiudere un balcone, ottenere il permesso di costruire.

L’aumento della volumetria dell’edificio e la conseguente variazione della sagoma necessitano di tali adempimenti amministrativi

Il Comune deve autorizzare i lavori di edificazione per non intercorrere nel reato di abuso edilizio.

Tale tipo di illecito è punito:

  • con ammenda fino a 10.329 euro per inosservanza di norme e modalità di esecuzione stabilite dalla legge e dai regolamenti edilizi
  • arresto fino ai due anni ed ammenda da 5.164 euro a 51.645 per i lavori eseguiti in difformità o mancanza di permesso a costruire o per recidività degli stessi in presenza di un ordine di sospensione.

Per la giurisprudenza integra il reato di abuso edilizio:

La copertura, in difetto di permesso di costruire, di mura perimetrali preesistenti laddove si venga a determinare la creazione di nuova superficie utile ed al fine di modificare la originaria destinazione d’uso.

E nel caso di specie non è confutabile il mutamento abusivo della destinazione d’uso da terrazzo a vano abitabile (nella specie, cucina, come comprovato dalla predisposizione di supporti in muratura per allocarvi elettrodomestici, v. rilievi fotografici in atti) attuato mediante la realizzazione della copertura lignea

Veranda abusiva: come ottenere la sanatoria

Posso chiudere il balcone per apporre la cucina? Ecco la risposta

Il testo unico in materia edilizia ex art.36 prescrive che per gli interventi edilizi eseguiti in difformità o in difetto di permesso a costruire, il proprietario o il responsabile di abuso edilizio possano ottenere il permesso in sanatoria qualora tale intervento sia conforme alla disciplina urbanistica a partire dalla realizzazione dell’opera e dal momento della presentazione di regolare istanza di esecuzione.


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Il  permesso in sanatoria può essere richiesto:

  • per interventi eseguiti in assenza di permesso a costruire o in difformità allo stesso con effettuazione di variazioni entro il termine di 90 giorni attribuito per demolizione opera abusiva o ripristino status quo
  • per eventuali interventi di ristrutturazione non autorizzati in assenza di permessi di costruire o in difformità agli stessi fino a scadenza termine congruo prefigurato da responsabile del competente ufficio comunale.

Il  permesso in sanatoria è concesso mediante pagamento con effetto oblatorio, di un contributo di costruzione pari a misura doppia.

Sull’istanza di permesso in sanatoria il responsabile dell’ufficio competente del Comune si deve pronunziare con motivazione nel termine di 60 giorni oltre i quali la richiesta si intende rifiutata.


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Avverso il silenzio diniego dell’Ufficio Comunale, l’istante può ricorrere dinanzi al Tribunale Regionale Amministrativo competente per territorio

Posso chiudere il balcone per apporre la cucina? Ecco la risposta

Il rilascio del permesso in sanatoria é subordinato al pagamento, a titolo di oblazione, del contributo di costruzione in misura doppia. Nell’ipotesi di intervento realizzato in parziale difformità, l’oblazione é calcolata con riferimento alla parte di opera difforme dal permesso.

Sulla richiesta di permesso in sanatoria il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale si pronuncia con adeguata motivazione entro sessanta giorni, decorsi i quali la richiesta si intende rifiutata.

Contro il silenzio diniego è possibile proporre ricorso al tribunale amministrativo regionale competente per territorio.

Cucina realizzata sul balcone e le opposizioni del Condominio

Anche se lecita poichè autorizzata, la chiusura di un balcone per apporvi una cucina può essere oggetto di contestazione del Condominio che, nel proprio regolamento, non contempli la fattispecie.

Tuttavia per allestire una cucina chiudendo il balcone, il condomino non deve chiedere il permesso al Condominio il quale, tuttavia, potrebbe opporsi alla realizzazione dell’opera.

Tale opposizione sarebbe fatta valere dal Condominio in tali casi:

  • Divieto apposto da regolamento contrattuale
  • L’opera pregiudichi stabilità edificio
  • Opera leda il decoro architettonico
  • Le immissioni provenienti dalla cucina si rendano intollerabili per i vicini che potranno agire in Tribunale per fare porre fine alla molestia.

Avv. Ennio Carabelli
  • Laurea in Giurisprudenza
  • Abilitazione Forense presso la Corte d'Appello di Salerno
  • Giornalista Pubblicista
  • Autore specializzato in controversie legali, normative, condominio, casa, successioni, contratto, mutui.
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