Pagare l’IMU a metà, ecco cosa fare all’Agenzia delle Entrate

Autore:
Giacomo Mazzarella
  • Consulente Centro di Assistenza Fiscale
Tempo di lettura: 4 minuti

A volte ci sono soluzioni che permettono di ridurre di molto l’Imposta Municipale Unica al proprio Comune. Ecco come pagare l’IMU a metà.

Pagare l’IMU a metà, ecco cosa fare all’Agenzia delle Entrate per confermare lo sconto in Comune
Tutti sanno che le seconde case di una famiglia sono sempre assoggettate all’Imposta Municipale Unica. L’IMU infatti grava sulle case dove un nucleo familiare non risiede e non dimora abitualmente. A volte l’IMU è dovuta anche sulle prime case. Ma solo se sono immobili censiti in Catasto come di interesse storico, artistico e di lusso.

Oppure solo se anche se unica intestata ad un nucleo familiare, la casa non è sede della residenza e dimora abituale del nucleo familiare. Così per esempio, chi per questioni di lavoro o personali, vive in una casa in affitto, sulla casa di proprietà, anche se effettivamente è prima casa, deve versare l?IMU. E poi ci sono casi da sfruttare per rendere esonerata dall’IMU una unità immobiliare. Oppure ci sono casi in cui su un immobile il contribuente può pagare l’IMU a metà.

Pagare l’IMU a metà, ecco quando è possibile e come fare

Uno sconto del 50% dell’Imposta Municipale Unica, questo ciò che la normativa IMU consente di fare a determinati contribuenti. Pagare l’IMU a metà è possibile se si cede l’immobile ad un familiare, o ad altro soggetto, anche senza necessariamente stipulare un contratto di affitto.

Perché va bene anche il contratto di comodato d’uso. Ed anche se gratuito, come spesso accade tra genitori e figli e viceversa. In pratica, portando un parente a vivere in una casa intestata ad un soggetto passivo ai fini IMU (perché proprietario immobiliare di case successive a quella dove lui risiede), concedendo l’uso dell’immobile in comodato gratuito, l’interessato può pagare l’IMU a metà.

La normativa però è chiara nel richiedere che il contratto di comodato sia registrato all’Agenzia delle Entrate. Lo prevede la Legge numero 160 del 2019.

Ecco come registrare il contratto di comodato d’uso gratuito

Anche in questo caso lo sconto non si applica alle case che sono registrate in catasto alle categorie A/1, A/8 e A/9 (case di lusso e simili). Per l’esonero, oltre alla registrazione del contratto all’Agenzia delle Entrate, occorre altro.

Chi riceve l’immobile in comodato d’uso gratuito regolarmente registrato, deve essere un parente in linea retta entro il primo grado di colui che può finire col pagare l’IMU a metà.

Altra condizionalità è che la casa deve essere usata dal soggetto che la riceve in comodato d’uso gratuito, come abitazione principale del suo nucleo familiare. Infine è necessario che il ricevente non abbia altre case intestate a suo nome in Italia.

Per registrare un contratto di comodato d’uso è necessario che l’interessato utilizzi il modello RAP (Registrazione Atti privati). Bisogna usare questo modello e provvedere alla registrazione, entro i 30 giorni successivi alla stipula scritta del contratto tra privati. In alternativa alla registrazione presso gli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate, se la forma del contratto non è scritta ma verbale, si può fare tutto telematicamente tramite l’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. Va detto infine che per registrare il contratto bisogna versare 200 euro di imposta di registro e 16 euro di imposta di bollo per ogni 4 fogli scritti di contratto.

IMU 50%: immagini e foto