Nuova bozza PNRR: procedure più snelle e interventi diretti
Programmi PNRR più veloci: il nuovo Decreto PNRR snellisce la burocrazia che ruota attorno alle pratiche dei progetti PNRR e favorisce l’investimento e gli interventi diretti. Ecco tutti i campi interessati dalle modifiche, e cosa prevede la nuova bozza rilasciata il 27 gennaio scorso.
Guarda il video

Il cosiddetto Nuovo Decreto PNRR è stato in questi giorni al centro del dibattito normativo italiano, per via delle due bozze che sono state rilasciate a distanza di meno di una settimana l’una dall’altra (rispettivamente il 21 e il 27 gennaio).
La seconda bozza, quella più aggiornata, introduce numerose modifiche all’approccio ai Fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e permetterà di intervenire in maniera più tempestiva ed efficace. In particolare, nella bozza si trovano nuove procedure e snellimenti in materia di:
- infrastrutture (settore ferroviario e idrico);
- edilizia e urbanistica (procedure e student housing);
- transizione energetica (agrivoltaico e comunità energetiche);
- bonifiche e aree interne.
Ecco i dettagli della bozza del 27 gennaio e quali sono i cambiamenti che porterebbe in Italia.
Programmi PNRR più veloci

Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) è il programma strategico adottato dall’Italia nel 2021 per stimolare la crescita economica, rafforzare la resilienza sociale e ambientale del Paese e superare le conseguenze della crisi pandemica. Attualmente però, i programmi faticano ancora a partire, motivo per cui si è reso necessario il Nuovo Decreto PNRR.
In particolare, il provvedimento interviene su tempi e burocrazia: si avranno 30 giorni di tempo per le determinazioni delle amministrazioni, e 45 per gli interessi sensibili; e arriva il silenzio assenso automatico.
Per agrivoltaico e autoconsumo collettivo e comunità energetiche rinnovabili, prevede nuovi incentivi gestiti dal GSE, che subentra al Ministero dell’Ambiente e che può richiedere il trasferimento anticipato del 10% delle risorse per avviare i programmi. Riguardo le politiche di coesione, invece, un pacchetto da 90 milioni di euro sarà destinato ad interventi sulle infrastrutture pubbliche nei Comuni delle aree interne, in base alla classificazione sismica.
Ancora, RFI potrà espropriare aree da destinare al conferimento e alla riambientalizzazione attraverso il riutilizzo delle terre e rocce da scavo derivanti dai cantieri, e si amplia l’operatività dell’art. 242-ter del Codice dell’ambiente, includendo anche i progetti finanziati dal PNC. Infine, si prevede un Fondo da 1 miliardo da destinare al settore idrico, chiamato Strumento finanziario nazionale, da alimentare anche con risorse nazionali, e che servirà per finanziare in via prioritaria gli interventi nelle zone alluvionate.
Focus sull’edilizia

Per quanto riguarda il campo dell’edilizia, il nuovo Decreto PNRR interviene sulla legge 338/2000 (residenze universitarie) aggiornando i riferimenti alle soglie dimensionali e rafforzando il permesso di costruire convenzionato. Questo, infatti, si potrà utilizzare anche per opere di urbanizzazione a potenziamento di quelle già esistenti.
Inoltre, una grande novità riguarda gli interventi che non prevedono nuove strade o opere di urbanizzazione primaria, o che vengono realizzati con convenzioni, per i quali non è richiesto il piano attuativo. Questo permette di realizzare direttamente le opere non primarie necessarie, senza passare per la burocrazia.
La scarsità di posti letto in Italia è uno dei principali problemi della crisi abitativa, e proprio per far fronte a ciò, la misura include anche opzioni di accessibilità economica e contratti calmierati, eliminando però il riferimento alla destinazione di risorse per il pagamento del godimento dei posti letto per i primi 3 anni, che invece era presente nella bozza del 21 gennaio.