Mutui, nuovo rialzo dei tassi d’interesse: quale scegliere tra fisso e variabile

Autore:
Verdiana Sasso
  • Giornalista

Mutui, la BCE ha deciso di rialzare nuovamente di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento. Si tratta del settimo aumento consecutivo da luglio 2022 della Banca Centrale europea. Come cambia la situazione mutui e quale conviene scegliere, fisso o variabile?

Mutuo
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Viste le prospettive di inflazione che continuano a essere troppo elevate e le perduranti alte pressioni inflazionistiche, il Consiglio direttivo ha deciso di innalzare di 25 punti base i 3 tassi di interesse di riferimento della BCE. Pertanto, i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale saranno innalzati rispettivamente al 3,75%, al 4,00% e al 3,25%, con effetto dal 10 maggio 2023.

Questa decisione farà inevitabilmente lievitare le spese per chi ha optato per un mutuo a tasso variabile e per chi è in procinto di stipulare un contratto di mutuo a tasso fisso.

Le decisioni future del Consiglio direttivo assicureranno che i tassi di riferimento siano fissati a livelli sufficientemente restrittivi da conseguire un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% nel medio termine e siano mantenuti su tali livelli finché necessario

si legge nel comunicato stampa diramato dalla Banca Centrale Europea. Vediamo cosa cambia per coloro che hanno un mutuo e quali sono i possibili scenari.

Mutui e BCE, cosa cambia dopo il rialzo dei tassi d’interesse

Tassi d'interesse
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Dopo la nuova stretta dell’istituto centrale che ha deciso di alzare i tassi d’interesse, i primi ad essere preoccupati sono coloro che hanno già sottoscritto un mutuo. Ma cosa cambierà? Ovviamente lo scenario varia in base al tipo di tasso applicato a un mutuo fisso o variabile che dipende dalla somma dello Spread più un tasso di mercato. Generalmente è l’Euribor per i mutui a tasso variabile e l’IRS per i mutui a tasso fisso. Vediamoli nel dettaglio.

Per quanto riguarda il mutuo a tasso fisso, l’aumento dell’IRS (interest rate swap) non preoccupa più di tanto in quanto il tasso è stato già fissato al momento della stipula del mutuo e non può variare. Il vantaggio dei mutui a tasso fisso, infatti, sta proprio nella sicurezza della rata certa e che resta sempre la stessa nonostante i periodi di tassi in crescita.

La situazione cambia per coloro che hanno optato per un mutuo a tasso variabile. In questo caso, la rata viene definita periodicamente facendo la somma dello Spread più l’Euribor del periodo di riferimento. In altre parole, se L’Euribor aumenta, anche la rata cresce. Inoltre, è importante sottolineare che il tasso di riferimento della BCE influisce notevolmente sull’Euribor anche se l’aumento della rata dipende anche dal momento in cui è stato stipulato il mutuo.

Aumento dei tassi del mutuo: cosa fare?

Cosa possono fare coloro che hanno optato per il mutuo a tasso variabile e vedranno lievitare le spese? Una soluzione potrebbe essere quella di valutare la surroga del mutuo che dà la possibilità di trasferire il proprio mutuo esistente con una banca verso un’altra banca e passare al tasso fisso oppure a quello misto. Così facendo, è possibile bloccare il valore della rata per i mesi a venire.