Inserire l’IMU nel saldo e stralcio: qui non si può fare

Autore:
Erika Fameli
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In alcune città si può inserire l’IMU nel saldo e stralcio, ma non dappertutto. Infatti, la decisione se far rientrare o meno le imposte locali nel sistema del saldo e stralcio, spetta ai singoli Comuni, che di queste entrate vivono. In queste città, per esempio, non si può fare, e le probabilità che le cose cambino in futuro sono davvero basse.

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Inserire l’IMU nel saldo e stralcio: qui non si può fare
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In passato la soluzione del saldo e stralcio ha permesso a moltissimi contribuenti di sanare la propria situazione debitoria, grazie ad uno sconto sull’importo da pagare, e allo stralcio del resto. L’ultima rottamazione, in questo senso, è stata la rottamazione quater, e attualmente non ci sono conferme di nuovi saldi e stralci. E’ bene però, sapere come funziona il saldo e stralcio, e quali sono i debiti che si possono sanare tramite questa soluzione.

In alcuni casi, o meglio, in alcune città, rientra tra i debiti sanabili anche l’IMU, accompagnato dalla Tari e da altre imposte locali. Solamente però, quando il Comune decide di aderire alla misura. Se non lo fa, non ci sono possibilità per chi ha debiti riferiti al mancato o parziale pagamento dell’IMU. In ogni caso, comunque, ad essere ridotto non sarebbe il capitale, ma solamente le sanzioni e gli interessi: ecco come funziona.

Come funziona il saldo e stralcio

Inserire l’IMU nel saldo e stralcio: qui non si può fare
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Il saldo e stralcio è una misura con cui i contribuenti possono sanare i propri debiti nei confronti dello Stato, pagando solo una parte dell’importo dovuto, e ricevendo in cambio uno stralcio del resto. Si tratta quindi di una soluzione molto vantaggiosa per i contribuenti, che si può applicare a:

  • versamenti omessi dovuti in autoliquidazione (Irpef, IVA, ecc.);
  • contributi previdenziali non versati dai contribuenti iscritti alle casse professionali e alla gestione separata INPS;
  • tributi locali (IMU, Tari, Tosap, Imposta sulla pubblicità, ecc.).

Grazie al saldo e stralcio, su questi debiti si può ottenere uno sconto che va dal 20% all’80% dell’intero importo, in base a diversi fattori. In particolare, ad influire sull’entità dello sconto sono la situazione economica del debitore (lo sconto è maggiore per chi ha difficoltà finanziarie), la tipologia del debito, la sua anzianità (lo sconto è maggiore per debiti vecchi) e la sua entità (lo sconto è maggiore per debiti più elevati).

Inserire l’IMU nel saldo e stralcio: dove non si può fare

Inserire l’IMU nel saldo e stralcio: qui non si può fare
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Ora che è chiaro come funziona il saldo e stralcio, vediamo come il suo meccanismo si applica sull’IMU. Innanzitutto c’è da chiarire che per quanto riguarda l’IMU e le altre imposte locali eventualmente inserite nel saldo e stralcio, queste non subiscono gli stessi sconti visti poc’anzi, ma ad essere ridotti sono solamente le sanzioni e gli interessi.

Il capitale dovuto, quindi, rimane da pagare per intero. Al di là di questo però, l’IMU e le altre imposte locali si possono inserire nel saldo e stralcio solamente quando il Comune di residenza aderisce alla misura.

Al momento non sono previsti saldi e stralci, ma in base alle adesioni alla rottamazione quater, alcune città aderenti sono state Acerra, Arezzo, Lecce, Pistoia, Lucca e Potenza. Dalla parte di chi invece non ha aderito si trovano nomi di grandi città come Roma, Milano, Bologna, Firenze, Piacenza, Modena, Verona e Bari. Siamo arrivati alla scadenza della seconda rata del 2024, ed è bene conoscere la propria situazione, e cosa fare in caso di versamenti IMU irregolari. Il miglior modo per farlo, è rivolgersi al proprio Comune.

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