Dal 29 maggio arriva il nuovo APE: molti proprietari non sanno cosa cambia
Dal 29 maggio entra in vigore il nuovo APE: la versione più moderna dell’attestato di prestazione energetica prevede una nuova scala di classificazione e altre novità. Ecco quali sono e cosa deve fare chi deve aggiornarlo (questo, infatti, non è un obbligo per tutti).
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Il nuovo Attestato di Prestazione Energetica (APE) si prepara a fare il suo debutto, e a partire dal 29 maggio prossimo arriverà nelle case di tutti. Il nuovo testo è pensato per descrivere in maniera molto più comprensibile e puntuale il reale consumo energetico degli immobili, la tipologia degli impianti presenti al loro interno e le scelte che i proprietari hanno fatto in materia di energia rinnovabile.
In questo modo, si avrà una vera e propria fotografia energetica dell’immobile, in grado di incidere notevolmente anche sul valore di mercato della casa. La classe energetica, infatti, assumerà una valenza maggiore e identificherà in modo ancora più preciso gli edifici più o meno virtuosi. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul nuovo APE e sulla classificazione energetica.
Entra in vigore il nuovo APE

A partire dal 29 maggio entra in vigore il nuovo APE, che recepisce le indicazioni armonizzate a livello comunitario. La prima cosa da dire a questo proposito, è che da questa data cambierà la classificazione della scala energetica: se fino ad ora in Italia gli edifici si classificano dalla classe A4 alla G, dal 29 maggio in poi la scala andrà dalla A alla G, in cui la lettera G corrisponde sempre al 15% degli edifici con le prestazioni peggiori del parco immobiliare nazionale. Al contrario, la classe A identifica gli edifici a emissioni zero.
Grazie a questa scala armonizzata, sarà più semplice orientarsi nel mercato immobiliare italiano anche per gli investitori esteri, in quanto le classi energetiche parleranno tutte la stessa lingua. A livello pratico, quindi, alcune case cambieranno classe energetica con la richiesta del nuovo APE, e non perchè cambi qualcosa nell’edificio, ma perchè a cambiare è il metro di misura.
La nuova classificazione A-G

Quella dell’APE è una delle novità più importanti del mondo edilizio nel 2026, e per comprendere meglio la logica dietro la nuova classificazione, è bene capire su quali aspetti si basa:
- la capacità termica e di isolamento,
- i ponti termici,
- il riscaldamento passivo,
- la presenza di elementi di raffrescamento,
- l’impianto di riscaldamento e la produzione di acqua calda per uso domestico,
- la produzione di energia rinnovabile e di stoccaggio di energia in loco.
Inoltre, sull’APE sarà presente l’indicazione del fabbisogno energetico, del vettore e della fonte dell’energia rinnovabile prodotta dall’immobile, la predisposizione dell’edificio a reagire o meno a segnali esterni adeguando il proprio consumo, e se il sistema di distribuzione del calore può funzionare a temperature più efficienti. Sarà, quindi, molto più dettagliato del modello attuale, e anche i non addetti ai lavori potranno decifrarlo e interpretarlo più facilmente. L’obbligo di aggiornare l’APE non riguarda chi ne ha uno in corso di validità, ma incombe sui lavori di ristrutturazione o riqualificazione energetica che terminano dopo il 29 maggio.
Ne sono degli esempi le ristrutturazioni che riguardano più del 25% della superficie disperdente dell’involucro (per cui l’attestato è necessario prima del rilascio del certificato di agibilità), gli interventi per i quali si accede all’ecobonus (richiedono un APE pre e post lavori per verificare il miglioramento della classe energetica), e gli interventi incentivati dal Conto Termico 3.0, quando previsto dalla scheda di intervento. Infine, l’APE è obbligatorio anche per chi deve stipulare una compravendita o un contratto di locazione.