Come calcolare l’IMU dopo le modifiche del MEF, cambia tutto
Di seguito trovi tutte le indicazioni su come calcolare l’IMU dopo le modifiche del MEF, che obbligano i Comuni a diversificare le aliquote in base alla categoria catastale degli immobili. Le nuove aliquote entreranno in vigore nel 2025, ed è bene sapere in anticipo a quanto ammonterà l’IMU, soprattutto se si hanno diverse proprietà e non si vogliono avere brutte sorprese.
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Lo scorso 6 settembre il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha approvato il decreto, successivamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 18 settembre, con cui fornisce le nuove regole ai Comuni per permettere loro di diversificare le aliquote IMU. Come si sa, l’Imposta Municipale Unica grava su chi possiede più di un immobile, e a decretare il suo peso effettivo sulle tasche del proprietario è proprio l’aliquota con cui si tassano le sue proprietà.
Per diversificare le aliquote, i Comuni non hanno carta bianca, ma devono attenersi alle linee guida del MEF, e comunque rispettare i criteri di ragionevolezza, adeguatezza, proporzionalità e non discriminazione. Inoltre, devono rispettare anche i valori massimi previsti dall’articolo 1, commi da 748 a 755 della Legge di Bilancio 2020. Una volta fatto ciò, però, come si calcolerà la nuova IMU? Vediamolo insieme.
Come funziona l’Imposta

Prima di vedere come calcolare l’IMU, facciamo un passo indietro e facciamo un breve cappello introduttivo su questo tributo locale. Si tratta di un’imposta che finanzia i servizi comunali e che deve versare chiunque possieda più di un immobile. Per saldare l’IMU dovuta, ci sono la rata di acconto, fissata al 16 giugno, e la rata di saldo, fissata al 16 dicembre. I pagamenti IMU devono avvenire tramite F24, e l’importo preciso si può calcolare anche autonomamente.
Sulla prima casa, a meno che questa non sia un immobile di lusso, l’IMU non si paga, mentre sulla seconda casa, l’IMU si deve pagare sempre, tranne nel caso in cui l’immobile sia inagibile. In linea generale, l’IMU sulla seconda casa è pari al 7,6 per mille, ma ogni singolo Comune ha la facoltà di aumentarla o diminuirla, rimanendo però all’interno dei criteri indicati dal MEF, che riguardano appunto la ragionevolezza, l’adeguatezza, la proporzionalità e la non discriminazione. Infine, è bene sapere che in alcuni casi specifici sono previste agevolazioni e detrazioni.
Come calcolare l’IMU

Per calcolare l’IMU, ci sono due cose fondamentali da conoscere e da prendere in considerazione:
- il valore della rendita catastale dell’immobile;
- il coefficiente catastale.
Avendo questi dati alla mano, bisogna applicare una semplice formula per calcolare l’IMU: moltiplicare il coefficiente per il 5% della rendita catastale, e poi sommare la rendita stessa. Facciamo un esempio per facilitare la comprensione della formula. Prendiamo una rendita catastale pari a 1.000 euro, e un coefficiente catastale pari a 0,8. Bisogna calcolare il 5% della rendita catastale (ossia, 50 euro), e moltiplicare il coefficiente di 0,8. Il risultato di questa operazione va sommato alla rendita catastale, e si ottiene il totale da pagare, ossia 1.040 euro.
Inoltre, ci sono delle aliquote specifiche da prendere in considerazione, che sono proprio quelle che stabiliscono i Comuni, e che dopo le modifiche del MEF, cambieranno proprio nel 2025. L’aliquota varia in base sia alla categoria catastale che alle decisioni delle singole amministrazioni. Se si paga l’IMU in ritardo o non si paga, si può risolvere con l’autoliquidazione, ma bisogna conoscere le nuove sanzioni per i versamenti IMU irregolari.