Casetta in giardino senza permessi: le multe che si rischiano
Costruire una casetta in giardino senza permessi può comportare il rischio di ricevere multe e sanzioni anche parecchio pesanti. Tutto sta nel capire se la costruzione rientra nel raggio d’azione dell’edilizia libera oppure no e, eventualmente, provvedere a procurarsi tutti i permessi necessari.
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Quando si ha un giardino molto grande e si vuole costruire qualcosa, è sempre bene informarsi prima di iniziare qualsiasi tipo di lavorazione. Realizzare una casetta in legno, per esempio, spesso e volentieri può comportare un rischio consistente di multe e sanzioni.
Il motivo è semplicissimo: se è vero che esistono delle costruzioni che si possono realizzare nell’ambito dell’edilizia libera, è altrettanto vero che il confine tra questa e la necessità di un permesso è molto sottile.
Per capire se serve o meno un permesso, si devono considerare le dimensioni della costruzione, la sua amovibilità e la sua destinazione d’uso. Inoltre, si deve fare riferimento a più normative, che si trovano su livelli diversi della legislatura: dal Codice Civile al Testo Unico dell’Edilizia, dalle norme regionali a quelle comunali e ai vincoli paesaggistici e ambientali. Ecco come regolarsi e quali sanzioni si rischia di ricevere se si va contro la normativa vigente.
Casetta in giardino senza permessi

Gli elementi che si devono tenere sotto controllo per determinare se c’è bisogno o meno di un permesso specifico per costruire una casetta in giardino sono fondamentalmente 3:
- le dimensioni;
- l’amovibilità (presenza o meno di fondamenta);
- la destinazione d’uso (permanente o temporanea).
Non fa alcuna differenza, quindi, il materiale con cui si sceglie di realizzare la costruzione. I principali riferimenti normativi che specificano queste e altre regole da seguire sono il Codice Civile, dove si specificano le distanze minime da rispettare per questioni di veduta e di privacy, il Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001), le leggi regionali e quelle comunali. In ultima battuta, si devono considerare anche i vincoli paesaggistici e ambientali. Insomma, si tratta di una materia più complessa di quanto si possa pensare in prima battuta.
Multe e sanzioni

Fondamentalmente però, i permessi che possono essere necessari sono una CILA (se la costruzione non ha fondamenta e presenta dimensioni modeste), una SCIA (se la costruzione ha fondamenta, dimensioni medio-grandi ed è destinata ad un uso non temporaneo) oppure un permesso di costruire (se la costruzione ha fondamenta, impianti e una dimensione superiore ai 20 mq, e viene utilizzata come dependance o abitazione).
Se la casetta ha una superficie inferiore ai 6 mq, è amovibile (quindi non ha fondamenta) e viene utilizzata come deposito attrezzi o ripostiglio temporaneo, invece, può essere realizzata in edilizia libera, ossia senza la necessità di ottenere alcun permesso speciale.
In base a questa classificazione, se si costruisce una casetta senza i permessi idonei, si rischiano multe parecchio salate. In particolare, per la mancata presentazione di CILA il Comune può applicare una multa che va da 1.000 a 3.000 euro (art. 6-bis D.P.R. 380/2001), mentre per la SCIA le multe salgono da 516 a 10.329 euro (art. 37 D.P.R. 380/2001).
Infine, se la casetta non ha il permesso di costruire ma presenta le caratteristiche che lo richiedono, è considerata abusiva, e come tale può essere demolita con le spese a carico del proprietario. Inoltre, può comportare una multa che arriva fino a 20.000 euro.
Il Decreto Salva casa ha semplificato di molto la materia dell’edilizia, e ha anche specificato quali sono gli interventi ammessi e quelli sanabili, risolvendo parecchi dubbi a riguardo.