Canone Rai, prima di pagare controlla la data: ecco perché
Canone Rai, l’Agenzia delle Entrate può richiedere gli arretrati dell’imposta fino alla sua prescrizione. Ma qual è il tempo necessario? Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito il perimetro della prescrizione del Canone Rai. Vediamo quando è possibile non pagare una delle tasse più odiate dagli italiani.

Con l’Ordinanza n. 33213 del novembre 2023, la Corte di Cassazione ha fissato un principio sulla prescrizione del canone Rai in dieci anni. I giudici hanno preso in esame il caso di un contribuente che aveva impugnato delle cartelle esattoriali ed avvisi di addebito, tra le quali alcune inerenti ritenute IRPEF, IVA, canone Rai a annualità 2004, 2005 e 2006, pretesi dall’Agenzia delle Entrate. Il ricorso è stato accolto in primo grado ed è stato rigettato l’appello del Concessionario della riscossione.
Nel dettaglio, la Cassazione ha stabilito che per il canone RAI si applica la prescrizione decennale, prevista dall’art. 2946 del codice civile e non il termine straordinario quinquennale dell’art. 2948 del codice civile. Ma per quale ragione? Il motivo risiede nel fatto che l’obbligazione tributaria è dotata di una propria autonomia e il suo pagamento non è mai correlato a precedenti, anche se ha scadenza annuale. Questa regola si applica anche sull’imposta sulla detenzione di apparecchi atti o adattabili alla ricezione di radioaudizioni televisive.
Canone Rai e prescrizione: la nuova sentenza che chiarisce

L’Ordinanza n. 33213 ha fatto luce su un ulteriore principio, già espresso in un’altra sentenza del 2016 (Sez. U., 25 ottobre 2016, n. 23397 ). Si tratta della scadenza del termine perentorio stabilito per presentare opposizione o impugnazione di un atto di riscossione mediante ruolo o di riscossione coattiva che comporta solo l’irretrattabilità del credito. Dunque, non sussiste la cd. “conversione” del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale. In conclusione, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Concessionario della riscossione.
Chi è esente dal pagamento del canone Rai?
Ricordiamo che il canone Rai è l’imposta che paga chiunque abbia un apparecchio televisivo. Il versamento si effettua una sola volta all’anno e una sola volta a famiglia, a condizione che i familiari abbiano la residenza nella stessa abitazione. Il pagamento avviene mediante addebito sulle fatture emesse dalle imprese elettriche in dieci rate mensili, da gennaio a ottobre di ogni anno. Esistono, tuttavia, dei casi particolari di esenzione. Vediamoli nel dettaglio:
- i cittadini che hanno compiuto 75 anni, con un reddito annuo proprio e del coniuge non superiore complessivamente a 8.000 euro e senza conviventi titolari di un reddito proprio
- gli agenti diplomatici
- i funzionari o gli impiegati consolari
- i funzionari di organizzazioni internazionali, esenti in base allo specifico accordo di sede applicabile
- i militari di cittadinanza non italiana o il personale civile non residente in Italia di cittadinanza non italiana appartenenti alle forze NATO di stanza in Italia
- i cittadini che non detengono un apparecchio televisivo e sono intestatari di un contratto di energia elettrica residenziale
