Addio Canone Rai? Le possibili novità e cosa succede alla tua bolletta
Il Canone Rai, la tassa che i cittadini italiani pagano per finanziare la televisione pubblica, potrebbe essere abolito dal 2024. Questa decisione, discussa durante un incontro tra il Governo e i vertici Rai, solleva timori e apre dibattiti sul futuro della tv pubblica. Ma quindi davvero gli utenti non si troveranno più la tassa in bolletta?

La tassa del Canone Rai, che viene addebitata annualmente ai cittadini italiani per finanziare la televisione pubblica, potrebbe essere eliminata a partire dal 2024. Il governo sta prendendo in considerazione questa possibilità, come emerso durante il tavolo tecnico tenutosi venerdì 23 giugno, che ha coinvolto il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti e i nuovi vertici Rai. Durante l’incontro, sono stati discussi diversi aspetti riguardanti il futuro della tv pubblica, inclusa l’eventuale abolizione del Canone Rai.
Attualmente, il Canone Rai rappresenta una fonte di entrate significativa per l’azienda, ammontando a circa un miliardo e 700 milioni di €. Tuttavia, la Rai deve affrontare anche un debito di 580 milioni di €, che rappresenta una sfida considerevole. I vertici Rai esprimono preoccupazione per una possibile diminuzione delle risorse e una ulteriore evasione dell’imposta, fattori che potrebbero causare ulteriori problemi finanziari all’azienda. Le entrate derivanti dal Canone sono fondamentali per la Rai, mentre la modifica della modalità di riscossione potrebbe comportare una perdita del 30% delle entrate, ovvero circa 500 milioni di €.
Abolizione Canone Rai, quanto guadagna l’azienda?

L’importo attuale del Canone Rai è di 90 € all’anno e viene addebitato mensilmente sulle bollette della luce in dieci rate, da gennaio a ottobre. È importante sottolineare che l’eliminazione del Canone Rai dalla bolletta rappresenta una delle condizioni richieste dalla Commissione dell’Unione Europea per poter accedere ai fondi del programma Next Generation EU. All’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), è evidenziata la necessità di ridurre gli oneri sulle bollette, tra cui potrebbe rientrare il Canone Rai.
L’abolizione del Canone Rai comporterebbe una sfida significativa per la Rai, che dipende fortemente da queste entrate per sostenere le sue attività. Attualmente, la televisione pubblica riceve circa 1,5 miliardi di € all’anno dal Canone, su un giro d’affari totale di 2,7 miliardi di €. Pertanto, sarà cruciale trovare un equilibrio tra l’intenzione di ridurre il peso fiscale per i cittadini e le necessità finanziarie dell’azienda per garantire la continuità delle sue attività.
Addio Canone Rai dal 2024? Possibili scenari
Nonostante la volontà del Ministro Giorgetti di abolire il Canone Rai, è fondamentale evitare un impatto eccessivo sulle finanze dell’azienda. Un’eliminazione completa del Canone rappresenterebbe un disastro per le casse della Rai.
L’abolizione di questa tassa potrebbe offrire numerosi vantaggi ai consumatori italiani. In primo luogo, eliminare questa tassa dalla bolletta significherebbe un risparmio economico diretto di 90 € all’anno per ogni contribuente. Ciò si tradurrebbe in una maggiore disponibilità di fondi per le famiglie, consentendo loro di destinare quei soldi ad altre necessità o desideri personali.
Inoltre, senza il peso del Canone Rai, le bollette della luce si alleggerirebbero, riducendo il carico fiscale complessivo per i consumatori. Questa decisione potrebbe portare un sollievo finanziario per molti cittadini, che potrebbero godere di una maggiore flessibilità nel bilanciare il proprio budget familiare.
La decisione sulla possibile abolizione del Canone Rai dovrà essere presa entro la fine del 2023, al fine di trovare una soluzione alternativa. Nel frattempo, l’attenzione si concentra sulle conseguenze finanziarie e sul futuro della TV pubblica, in attesa di definire i palinsesti della prossima stagione che verranno annunciati lunedì 26 giugno con le variazioni del caso: e certamente, si tornerà sull’argomento visto che l’abolizione di questa tassa comporterebbe uno sforzo in più per avere la riprova di un ulteriore risparmio in bolletta.