Bonus rifiutato: si può chiedere un risarcimento al tecnico?
In caso di bonus edilizio rifiutato per mancanza dei requisiti richiesti, il contribuente può chiedere il risarcimento del danno al tecnico che ha compilato la domanda e portato avanti i lavori? La questione è spinosa, e va trattata con la massima attenzione: ecco cosa può fare il contribuente per ottenere il risarcimento del danno.
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Tra i motivi che stanno spingendo sempre più italiani a riqualificare il proprio immobile, ci sono i bonus edilizi che permettono di recuperare una parte della spesa attraverso le detrazioni fiscali. Per ottenere i bonus, però, si deve rientrare obbligatoriamente in determinati parametri, che variano da agevolazione ad agevolazione, e che sono spiegati nel dettaglio e consultabili liberamente da tutti. Trattandosi di una materia piuttosto complessa e complicata per chi non è un addetto ai lavori, capita sovente di affidarsi ad un professionista per la valutazione del lavoro, e anche per capire se quello che si sta facendo rientra tra gli interventi agevolabili oppure no.
Se il tecnico dà il suo avallo per procedere ai lavori assicurando che la pratica andrà a buon fine, ma poi la richiesta di bonus viene rifiutata perchè non si rispettano i requisiti richiesti, il contribuente può chiedere al professionista di risarcirlo dei danni subiti dalla mancata applicazione del bonus? Questo caso è molto più comune di quanto si possa pensare: ecco come muoversi.
Bonus rifiutato, che si fa?

Quando ci si rende conto che non si è rientrati in un bonus edilizio, e che il Comune ha rifiutato la propria domanda, reagire con ansia e panico non è affatto strano. In questa situazione, infatti, la prima cosa a cui si pensa sono tutti i soldi spesi e che, per il rigetto della domanda di agevolazione, non torneranno mai indietro. La prima cosa da fare in questi casi è contattare il professionista che ha gestito il lavoro e la pratica, per chiedere un confronto e cercare una risoluzione bonaria della faccenda. Se la situazione non si dovesse risolvere così, è essenziale avviare un’azione legale nei confronti del professionista per chiedere il risarcimento dei danni.
Per riuscirci, si deve presentare al giudice tutta la documentazione inerente sia i lavori di intervento che il contratto d’incarico del professionista, così come la comunicazione di irregolarità dell’Agenzia delle Entrate. Quello che si deve provare, sostanzialmente, è che è a causa del lavoro del tecnico che non si è ottenuto il bonus, il che può non essere sempre semplice. Serve, infatti, la coesistenza di diversi elementi essenziali.
Come ottenere il risarcimento

Per chiedere un risarcimento economico ad un tecnico che ha fatto rifiutare una domanda di bonus edilizio, si deve provare la sua colpevolezza. Nello specifico, si deve provare la negligenza del professionista, eventuali errori o inadempienze che hanno provocato il rigetto della richiesta di agevolazione. Il nesso causale, quindi, tra l’azione del tecnico e la perdita del bonus è un elemento fondamentale da dimostrare ai fini dell’ottenimento del risarcimento del danno (proprio come avviene nei casi di allagamento della cantina), così come:
- il danno patrimoniale effettivo, rappresentato dalle somme richieste dall’Agenzia delle Entrate per il recupero della detrazione,
- l’inadempimento del tecnico, ossia la gestione della pratica da parte del professionista, che questa riguardi la verifica dei requisiti, l’asseverazione tecnica o altri aspetti del lavoro.
L’entità del risarcimento dipende dalle responsabilità che il tecnico aveva nei confronti del cliente, e che si trovano definite, solitamente, nel contratto di incarico al professionista. Di conseguenza, se tra gli obblighi del contratto non figura la gestione delle pratiche fiscali, ottenere il risarcimento sarà parecchio difficile.