Bonus pergole bioclimatiche: il 2025 sarà l’ultimo anno? Cosa sapere
Pergole bioclimatiche: quali sono i bonus nel 2025 che consentono di risparmiare. Caratteristiche, requisiti, modalità di pagamento, tempistiche. Guida completa.
Le pergole bioclimatiche sono una fra le più moderne soluzioni adottabili per ripararsi dal sole e dalle intemperie in giardino. A differenza delle pergole fisse, sono costituite da lamelle di alluminio orientabili a mano oppure, più semplicemente e senza sforzo, usando un telecomando.
Sono quindi una schermatura dalla luce esterna, potendo ruotare in base ai raggi solari ed avere così una gradita zona ombreggiata ed al tempo stesso, generando una piacevole brezza, fondamentale nella calde giornate estive.
Il funzionamento delle pergole bioclimatiche è davvero semplice. Le lamelle orientabili ruotano secondo i raggi solari ed in questo modo regolano il passaggio della luce creando al tempo stesso un flusso di aria: in questo modo lo spazio sottostante rimane fresco, per poter rimanere all’aperto molte ore della giornata.
Inoltre la copertura delle lamelle è impermeabile e consente di far scivolare le acque piovane a terra facendole passare lungo il perimetro della struttura in virtù del sistema di drenaggio.
Pergole bioclimatiche: Bonus ristrutturazione 2025
Un’altra agevolazione fruibile al momento in cui si installano le pergole bioclimatiche nel proprio spazio all’aperto, balcone, terrazzo o giardino che sia, è il Bonus ristrutturazione, in vigore ormai da tanti anni che, mediante la detrazione in dichiarazione dei redditi dell’importo speso, permette di vedersi rimborsato il 50% dell’importo speso, in rate di pari importo, in 10 anni.
Condizioni necessarie
Per aver diritto al bonus occorre effettuare un intervento di manutenzione straordinaria, ovvero uno o più lavori che richiedono il deposito di una CILA o SCIA presso l’ufficio tecnico del Comune in cui è situato l’immobile.
Siccome l’installazione delle pergole bioclimatiche è un’opera di edilizia libera, quindi senza la necessità di fare apposita richiesta, occorre effettuare un intervento che preveda una CILA o una SCIA, come potrebbe essere l’abbattimento di un muro interno piuttosto che l’innalzamento del tetto o qualunque opera che determini l’alterazione della figura iniziale dell’edificio.
In questo modo si può “agganciare” l’installazione della pergola al resto dei lavori.
Importo massimo

Il Bonus ristrutturazione prevede un tetto massimo di spesa, nel 2025, pari a €96.000. Questo significa che il massimo importo recuperabile sarà pari a €48.000. Attenzione però all’aliquota: in caso di intervento sulla seconda abitazione, la detrazione scende al 36%.
Vantaggi
Questo bonus presenta il vantaggio di non dover rispettare alcun requisito prestazionale oltre a non essere soggetto al Decreto Costi massimi, ovvero l’importo massimo di €276,00 al mq .
Beneficiari
I beneficiari della speciale aliquota sono:
- condomini
- persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari di proprietà o in locazione
- istituti autonomi case popolari (IACP)
- cooperative di abitazione a proprietà indivisa
- ONLUS
- organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui all’articolo 6 della legge 11 agosto 1991, n. 266
- associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ad interventi su immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi
- associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e nei registri regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano previsti dall’articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383.
Modalità di pagamento
Le modalità di pagamento ammesse sono:
- chi non è titolare di reddito di impresa deve effettuare il pagamento delle spese sostenute mediante bonifico bancario o postale, cosiddetto parlante;
- chi è titolare di reddito di impresa è esonerato dall’obbligo di pagamento mediante bonifico parlante. Potrà utilizzare anche altra modalità di pagamento (vietati i contanti), purchè fornisca altro tipo di documentazione idonea, come ricevuta del pagamento con bancomat o carta di credito.
In ogni caso, qualunque sia il metodo di pagamento, devono risultare chiare le seguenti informazioni:
- causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986)
- codice fiscale del beneficiario della detrazione
- codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento
- il numero e la data della fattura.
