Bonus mobili in scadenza: non tornerà nel 2026

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 5 minuti

La notizia del bonus mobili in scadenza fa preoccupare gli italiani, che iniziano una vera e propria corsa al bonifico. L’agevolazione, infatti, non tornerà nel 2026, salvo cambi di programmi dell’ultimo minuto. Il bonus si unisce così alla lista degli altri tagli previsti dal Governo per il 2026: sembra salvarsi solo il bonus ristrutturazioni.

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Bonus mobili in scadenza: non tornerà nel 2026
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Anche il bonus mobili è ufficialmente in scadenza. In assenza di comunicazioni contrarie, infatti, l’agevolazione che permette di risparmiare sull’acquisto di nuovo mobilio e grandi elettrodomestici per la casa, terminerà di esistere il 31 dicembre 2025. Nella nuova legge di Bilancio, almeno finora, non sembra esserci spazio per tutti gli incentivi casa esistiti finora, e la congiuntura negativa dei conti pubblici porterà ad un maxi taglio già annunciato, ma che sta portando scontento e agitazione tra i consumatori e l’intero mondo dell’edilizia.

Avere meno bonus, infatti, potrebbe incentivare il lavoro in nero e sfavorire le ditte. Al contempo, gli italiani potrebbero smettere di rinnovare i propri immobili e si farebbe un passo indietro nel raggiungimento degli obiettivi della Direttiva Case Green. Le implicazioni sono sicuramente numerose, ma vediamo nel dettaglio quale sarà il futuro dei bonus edilizi, tra quelli che ci stanno già dicendo addio e quelli che verranno inglobati dal bonus ristrutturazione, l’unico che ha un futuro certo, per quanto ridotto nei suoi vantaggi rispetto al presente.

Bonus mobili in scadenza

Bonus mobili in scadenza: non tornerà nel 2026
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Il governo non si è ancora pronunciato sul futuro del bonus mobili, il che fa presagire che non lo troveremo tra gli incentivi del 2026. Attualmente, questo bonus consente di avere una detrazione del 50% su una spesa massima di 5.000 euro (senza distinzioni tra prima e seconda casa) per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

Si tratta di un incentivo importante, che sta spingendo molti italiani a rinnovare il proprio mobilio e a renderlo più efficiente dal punto di vista energetico, ma che probabilmente non tornerà con il nuovo anno.

Bisogna affrettarsi, quindi, e assicurarsi di far rientrare tutte le spese inerenti i nuovi mobili e grandi elettrodomestici, entro il 31 dicembre 2025, per poterle portare in detrazione con la prossima dichiarazione dei redditi.

Si sta verificando in questi giorni, non a caso, una vera e propria corsa al bonifico parlante, per assicurarsi di non perdere i vantaggi del bonus. Per non saper né leggere né scrivere, infatti, conviene approfittare della sua validità finchè si può. Tra pochi mesi, questo come altri bonus, smetteranno di esistere.

Il bonus ristrutturazioni ingloba gli altri

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Molti, tra cui il Superbonus, ma non tutti. Il bonus ristrutturazioni infatti, ha un futuro già deciso e andrà ad inglobare altri bonus singoli, che oggi non hanno bisogno di rientrare nell’ambito di una ristrutturazione più ampia per portare la detrazione ai loro beneficiari. Ne è un esempio il bonus barriere architettoniche, che attualmente vive di vita propria, ma che dal 2026 finirà, probabilmente, nella lista degli interventi del bonus ristrutturazione. Questo, infatti, riguarderà, tra gli altri:

  • lo spostamento di tramezzi,
  • il rifacimento degli impianti,
  • l’installazione di infissi e pompe di calore,
  • la posa di pavimenti,
  • la manutenzione straordinaria dei bagni.

Attualmente la detrazione disponibile è del 50% sulla prima casa e del 36% sulla seconda, mentre il tetto massimo è fissato a 96.000 euro. A partire dal 2026 e per tutto il 2027, la detrazione scenderà al 36% per la prima casa e al 30% per la seconda, per appiattirsi al 30% per tutti gli immobili nel 2028. Già dal 1 gennaio 2026 però, il tetto massimo di spesa scenderà a 48.000 euro.

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