Abbattimento alberi condominiali: quando e come è possibile


Come risolvere il problema dell’abbattimento di un albero nel giardino condominiale. La normativa in vigore, la maggioranza richiesta in assemblea, come vengono suddivise le spese di potatura. Cosa fare per opporsi al taglio della pianta.

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Le discussioni che possono sorgere in un condominio per l’abbattimento di uno o più alberi possono essere infinite, senza che si affronti in maniera seria il problema, considerando che in alcuni casi, la decisione va presa in maniera rapida, come è il caso di un nubifragio o di una tempesta di vento che rende necessaria potatura e sostituzione di una pianta pericolosa.

Sebbene sia importante sostenere e conservare giardini, piante ed alberi, elementi naturali per la lotta all’inquinamento, ci si può imbattere in un albero le cui condizioni, malridotto e pericolante, spingano all’abbattimento. Oppure, nuove esigenze, come la creazione di nuovi posti auto oppure per l’installazione delle colonnine di ricariche delle auto elettriche, rendano necessaria il taglio di una pianta.

Vediamo cosa dice la normativa italiana, chi ha il potere di decidere l’abbattimento o meno della pianta e le necessarie maggioranze in assemblea condominiale. Non ultimo, come viene ripartita la spesa fra i condomini.


Alberi condominiali: a chi appartengono

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Gli alberi presenti negli spazi condominiali comuni  sono di proprietà di tutti i condomini con due sole eccezioni:

  1. una disposizione diversa del titolo, ovvero dell’atto d’acquisto o del regolamento condominiale,
  2. alberi piantati da un singolo condomino su spazi comuni.

In questo secondo caso, l’albero rimane di proprietà del singolo condomino, che a suo tempo aveva ricevuto apposita concessione per provvedere alla piantumazione.

Nel caso in cui la proprietà appartenga ad uno o soltanto alcuni condomini, la manutenzione e le relative spese sono a carico dei singoli proprietari, i quali hanno obbligo di provvedere in caso di pericolo di caduta.

Pericolo di caduta: cosa possono fare i condomini

In caso di pericolo immediato, procurato ad esempio da una forte tempesta di pioggia e vento, gli altri condomini possono richiedere l’abbattimento mediante una denuncia per danno temuto qualora ritrovino forte opposizione da parte dei proprietari degli alberi.

La denuncia deve essere presentata mediante un ricorso presso il tribunale del luogo in cui si trova il condominio. Il ricorso, che in questo caso può essere presentato da più condomini e che richiede in modo obbligatoria l’assistenza di un avvocato, deve riportare tutte le circostanze importanti a definire il danno potenziale.

Sarà quindi il giudice a valutare la situazione, indicando tempi e modi per l’eventuale abbattimento.

Si tratta dunque, di un‘operazione non rapida ed immediata, e che presenta oltretutto dei costi legali.

Abbattimento alberi condominiali: chi decide

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L’abbattimento degli alberi condominiali di proprietà di tutti i condomini costituisce, secondo il codice civile, un’innovazione e pertanto la decisione può essere presa soltanto all’unanimità dell’assemblea condominiale.

Negli ultimi anni però, la giurisprudenza ha voluto compiere dei passi in avanti, specificando che l’unanimità è obbligatoria soltanto per gli alberi ad alto fusto o di particolare pregio.

In ipotesi pertanto di opere relative al riordino dei giardini, con sostituzione/rinnovamento delle specie, le recenti sentenze in materia sono concordi nel considerare le potature come innovazioni ammissibili, la cui approvazione richiede la maggioranza di due terzi dei millesimi.

Abbattimento urgente

Le situazioni contingenti possono però portare alla necessità di potare le piante il prima possibile: il carattere dell’urgenza, dovuto al pericolo di caduta e dunque con le conseguenti difficoltà di convocare l’assemblea in poco tempo per la decisione, attribuiscono all’amministratore di condominio il potere di procedere in maniera autonoma all’abbattimento, riferendo nella successiva assemblea

Abbattimento alberi condominiali: regolamento edilizio comunale

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La possibilità di abbattere un albero, anche all’interno di un condominio, rimane soggetta al regolamento edilizio del Comune: le norme comunali possono vietare il taglio di particolari tipologie di piante in virtù del pregio storico, l’inserimento in contesti architettonici particolari od in quanto specie protetta.

Prima di procedere con i lavori, occorre l’autorizzazione del Comune, richiesta mediante compilazione di moduli appositi, disponibili presso gli uffici preposti.

Il Comune ha il diritto di richiedere le motivazioni particolari ed effettuare sopralluoghi per comprendere meglio la situazione, inviando un agronomo che, in veste di tecnico, possa effettuare una perizia.

Nel caso in cui il Comune non rilascia alcun documento a scopo di autorizzazione, il taglio è concesso in base al silenzio/assenso.

Una volta abbattuto, l’albero deve essere conservato per eventuali controlli da parte delle autorità comunali; la legge tuttavia non indica un periodo minimo, utilizzando il termine alquanto vago di “tempo ragionevole”.

Abbattimento alberi condominiali: ripartizione spese

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Nella situazione di alberi condominiali di proprietà comune, la spesa di manutenzione, conservazione e dunque eventuale potatura deve essere sostenuta da tutti i condomini in base ai millesimi di proprietà, salvo particolari accordi esistenti e registrati.

Se invece la proprietà è individuale o limitata ad alcuni condomini, le spese di manutenzione rimangono a carico dei proprietari, indipendentemente dalla loro collocazione, in spazi comuni o privati.

Abbattimento alberi condominiali opposizione

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Il condomino che desidera opporsi all’abbattimento degli alberi fino all’ultimo, non ritenendo valide le indicazioni di pericolo e di malattia delle piante, dovrà inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno o una email mediante PEC (posta elettronica certificata) all’amministratore del condominio, indicando in maniera chiara il proprio parere contrario.

Qualora le sue motivazioni non vengano rispettate, il condomino può adire alle vie legali chiedendo il risarcimento del danno in sede civile.

Davide Bernasconi
  • Redattore specializzato in Design
  • Scrittore e Blogger
  • Esperto di Arredo e design

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