Tari non residenti: da rivedere le tariffe?

Davide Bernasconi
  • Autore - Laurea in Economia e Commercio
09/09/2022

La sentenza che i proprietari di casa vacanze aspettavano. La TARI va commisurata e non in proporzione alla grandezza dell’immobile. Valanga di ricorsi in arrivo?

Tari non residenti: da rivedere le tariffe?

Non è ammissibile che i cittadini non residenti subiscano una penalizzazione in merito al pagamento della tariffe TARI rispetto ai residenti. Duque illegittimo il regolamento condominiale che pone su due piani diversi le differenti situazioni abitative.

A dirlo è la sentenza 26/2022 della commissione tributaria regionale della Toscana, sezione seconda: pertanto la produzione di rifiuti non può determinare una tariffa non proporzionata per coloro i quali ne producono meno. La sentenza dei giudici d’appello riporta che:

abitando i residenti con continuità nel territorio comunale, la logica vuole che gli stessi vi producano ben più rifiuti di coloro che invece, a parità di condizioni abitative, vi ci soggiornano solo per periodi di tempo limitati o saltuari”.

Ed aggiungono, a  maggior ragione

in una località turistica a vocazione balneare prettamente stagionale, dove è normale immaginare che i non residenti siano mediamente assenti per la maggior parte dell’anno.

Il concetto chiave alla base è che la tassa ha come scopo quello di coprire i costi del servizio sostenuti dal comune ma non può gravare in maniera sproporzionata su chi, non vivendo con la stessa frequenza la seconda casa, riceve una fattura più elevata.

Già negli anni passati era intervenuto il Consiglio di Stato, quinta sezione, con la sentenza 4223/2017, ritenendo il concetto di proporzionalità come condizione sine qua non, e pertanto inammissibile applicare tariffe in maniera discrezionale.

Ora, c’è da attendersi una valanga di ricorsi sulle tariffe degli anni passati? Solo il tempo ci dirà.