Milano Design Week: Peel Chair, la prima sedia stampata assolutamente 100% green

Autore:
Tiziana Morganti
  • Giornalista

Lo studio di design Prowl Studio ha dimostrato che la bioplastica può essere portante con il lancio della sua Peel Chair monomateriale. Realizzata con PLA derivato dal mais e fibre di canapa, la sedia è presentata alla Settimana del Design di Milano.

Foto delle sedie computabili.
Photo by Prowl Studio

Progettato per reinventare uno dei pezzi più pratici e presenti dell’arredo, ossia la sedia impilabile in plastica, il prototipo è stato svelato come parte della mostra annuale Alcova. A rendere la seduta di Prowl Studio un oggetto innovativo, però, è soprattutto il modo in cui è stata prodotta. Si tratta del processo di stampaggio ad iniezione, ma senza l’utilizzo di combustibili fossili.

La struttura, poi, è stata creata utilizzando un composito di bioplastica sviluppato dalla start-up di innovazione dei materiali M4 Factory. Questo, al termine del suo utilizzo, ha il vantaggio che può essere facilmente compostato industrialmente.

Le materie plastiche convenzionali come il polipropilene, comunemente usato nelle sedie impilabili in plastica, impiegano circa 450 anni per rompersi – ha affermato Lauryn Menard, co-fondatrice di Prowl Studio – al contrario, il nostro PLA a base di canapa si rompe in soli sei mesi se nelle giuste condizioni controllate.

In questo modo, dunque, Peel è la prima sedia stampata a iniezione che può essere compostata. Anche i cuscini attaccati alla seduta e allo schienale sono realizzati con una nuova schiuma a base di canapa che si decompone alla stessa velocità di una buccia d’arancia.

La sedia Peel e la struttura in canapa

Foto della Peel Chair
Photo by Prowl Studio

Diversi marchi di mobili hanno già esplorato la possibilità di realizzare sedie in bioplastica compostabile industrialmente. Ma questi generalmente fanno ancora affidamento su telai in legno massello o acciaio. La sedia Peel, però, risolve questo problema utilizzando un composito sviluppato da M4 Factory, che mescola una comune bioplastica chiamata acido polilattico (PLA) con le fibre grossolane che si accumulano come sottoprodotto di scarto della lavorazione della canapa.

L’aggiunta di queste, infatti, consente al designer di utilizzare meno plastica, rendendolo più leggero ma allo stesso tempo fino al 90% più resistente, afferma l’azienda.

La canapa è un ottimo bio-riempimento che non richiede abbondanti quantità di acqua o lavorazione per coltivare in modo efficiente e sta diventando prontamente disponibile –  ha affermato Kyle Swen, chief design officer di M4 Factory – oltretutto aggiunge anche forza e rigidità al nostro materiale di base, che è necessario per soddisfare i nostri requisiti strutturali per una sedia.

La produzione in serie

Particolare della Peel Chair.
Photo by Prowl Studio

L’integrazione di questo supporto strutturale nella bioplastica, piuttosto che formare un telaio portante separato, consente alla Peel Chair di essere prodotta in serie in modo rapido e semplice, proprio come le sue controparti a base di petrolio, utilizzando macchinari convenzionali per lo stampaggio a iniezione.

Questo è estremamente importante per fare il salto verso l’implementazione di plastiche alternative più sane perché utilizza i sistemi esistenti ed evita la necessità di inventare nuove tecnologie –  ha affermato Baillie Mishler, co-fondatrice di Prowl Studio – Una volta completata la configurazione iniziale di un nuovo progetto e impostati gli strumenti, puoi produrre quantità infinite di qualunque cosa tu stia realizzando a un costo molto basso.