Immobiliare negli ultimi 30 anni: prezzi più alti del 130%
I prezzi del mercato immobiliare negli ultimi 30 anni sono aumentati vertiginosamente, e registrano crescite che arrivano fino al 130%. I dati di Istat, Banca d’Italia e OCSE fotografano un mercato in crescita, ma una domanda sempre più in crisi: i giovani non riescono a comprare, e l’accesso ai finanziamenti è diventato un lusso.
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Quanto spesso chi ha tra i 30 e i 40 anni si sente dire dai genitori o dagli zii che loro, alla sua età, avevano già comprato casa e messo su famiglia? Questa è una domanda retorica ricorrente, che implica un rimprovero, un appunto, ma che anche bonariamente si fa a chi espone la propria difficoltà ad accedere al mercato immobiliare. Al di là dei singoli casi, le statistiche parlano chiaro, e se i giovani di oggi fanno fatica a comprare casa, non è tutta colpa loro.
Secondo i dati raccolti e aggregati da varie fonti istituzionali tra cui Istat, Banca d’Italia e OCSE, infatti, negli ultimi 30 anni il costo della vita per chi cerca un alloggio è aumentato talmente tanto da rendere impossibile l’indipendenza di molti. I prezzi degli affitti sono cresciuti del 130%, mentre i prezzi delle abitazioni in vendita sono saliti del 110%, a fronte di un aumento di solo il 6% dei salari reali.
Immobiliare negli ultimi 30 anni

Oggi si sente spessissimo parlare di crisi abitativa, di giovani che faticano ad entrare nel mondo del lavoro e di coabitazione. Sarebbe estremamente facile incolpare i giovani di poca attitudine, scarso impegno e poca buona volontà, ma la realtà è che anche chi si impegna, segue tutte le strade giuste e ci mette tutto ciò che ha per raggiungere l’indipendenza immobiliare, spesso non ce la fa. Il motivo è l’aumento del costo della vita e dei prezzi delle case sia in vendita che in affitto, che dal 1995 ad oggi sono aumentati rispettivamente del 110% e del 130%. Si tratta di percentuali spaventose, che si aggravano ancor di più se paragonate all’aumento del solo 6% degli stipendi reali.
Non sorprende, quindi, che gli under 35 di oggi impieghino oltre 20 anni di lavoro stabile per potersi permettere un mutuo, e che molti di loro non riescono nemmeno ad ottenerlo. Ad ostacolare l’indipendenza abitativa, sono quindi diversi fattori insieme:
- i tassi di precarietà,
- lo stallo degli stipendi,
- l’inflazione,
- l’aumento dei costi energetici.
Comprare casa è sempre più difficile

Un dato emblematico è quello relativo alle città universitarie, dove i canoni d’affitto sono saliti del 25% solo negli ultimi 5 anni (dati Idealista e Nomisma). Questo ha fatto volgere lo sguardo degli inquilini al mercato delle stanze in affitto e al co-housing, spingendo i più giovani a continuare a vivere con i genitori o a trasferirsi in aree periferiche per riuscire ad arrivare a fine mese. Il problema è che oggi anche una stanza in affitto costa cifre spaventose, e che anche le aree limitrofe ai grandi centri urbani si stanno saturando.
In più, ci sono da considerare gli affitti brevi, che tolgono un patrimonio importante dal mercato, e i prezzi in aumento dell’usato. Questa convergenza di fattori fa sì che chi si accinge a cercare casa nel momento storico attuale, debba addentrarsi in una vera e propria giungla, dove fare i conti con un accesso ai mutui sempre più complesso e una corsa all’offerta migliore quando si trova qualcosa che può fare al caso.
Nonostante a livello europeo il mercato immobiliare italiano sia molto più stabile e accessibile rispetto ad altri, la percezione di chi lo vive quotidianamente è ben diversa.