Direttiva case green: ecco quanto spenderanno le famiglie per adeguarsi alla normativa
Manca poco per l’entrata in vigore della Direttiva case green che approderà al Parlamento europeo tra l’11 e il 14 marzo. Secondo Scenari Immobiliari, è prevista una spesa da 20 a 55 mila euro a famiglia per raggiungere gli obiettivi del 2023. Scopriamo quando entra in vigore la Energy Performance of Building Directive (Epbd) e cosa prevede.

Come anticipato, la Direttiva Case Green attende l’approvazione da parte dell’europarlamento durante la sessione plenaria in programma tra l’11 e il 14 marzo, per poi passare in Consiglio ed infine in Gazzetta Ufficiale. È risaputo che gli edifici sono il maggior consumatore di energia in Europa e proprio per questo motivo è fondamentale raggiungere gli obiettivi energetici e climatici dell’UE.
Le direttive promuovono politiche che aiuteranno a raggiungere un patrimonio edilizio ad alta efficienza energetica e decarbonizzato entro il 2050 e a creare un ambiente stabile per le decisioni di investimento, oltre a consentire ai consumatori e alle imprese di fare scelte più informate per risparmiare energia e denaro. Tuttavia, Scenari immobiliari anticipa che per raggiungere gli scopi prefissati dall’Ue, è prevista una spesa notevole che peserà sulle famiglie. Ad essere interessati sono circa 5 milioni di edifici in totale che corrispondono al 51,8% delle unità caratterizzate dalle classi energetiche F e G.
Direttiva case green, quanto costerà ad ogni famiglia

In attesa dell’approvazione del testo definitivo della Direttiva Case Green, gli italiani si interrogano sui costi delle riqualificazioni che dovranno affrontare. Ad oggi, non è possibile fornire dati precisi, ma secondo Scenari immobiliari, si parte da un minimo di 20mila euro ad un massimo di 50mila euro a famiglia per le singole ristrutturazioni. Ma cosa prevede la Direttiva Case Green e quali sono gli obiettivi da raggiungere?
Lo scopo principale è il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici che bisognerà raggiungere attraverso le prestazioni degli edifici di nuova e vecchia costruzione. Dunque, la direttiva prevede che il 55% della riduzione del consumo di energia primaria deve essere frutto del rinnovo di quelli più energivori che rappresentano il 43% degli immobili meno recenti. L’Italia presenta cifre spaventose, parliamo di circa 12 milioni di edifici di cui 5 presentano le classi peggiori. Tuttavia, ci saranno delle esenzioni come nei casi di immobili oggetto di vincolo, gli edifici religiosi, quelli temporanei, quelli destinati all’agricoltura e le seconde case usate per meno di quattro mesi l’anno.
Direttiva case green: quando entra in vigore
Dunque, la data da segnare sul calendario è il 14 marzo e durante la sessione plenaria l’aula si esprimerà esclusivamente sugli obiettivi generali della Energy Performance of Buildings Directive. Ricordiamo che l’Italia dovrà ridurre, entro il 2030, il consumo energetico medio del 16%, mentre entro il 2035 il target sarà del 20-22%. Per raggiungere questi standard, il governo ha il compito di lavorare a una progressiva riduzione dei consumi energetici. Inoltre, non bisogna sottovalutare una problematica importante come l’assenza della certificazione energetica che per legge, è richiesta solo in alcuni casi come la vendita, la nuova locazione, la ristrutturazione integrale, la nuova costruzione, senza dimenticare che gli APE dopo 10 anni scadono.