Beko: Urso, più sereni per il piano di rilancio
Giornate calde per il Governo: sul tavolo è finita la questione Beko. In mattinata il Ministro Urso ha risposto alla Camera a una interpellanza urgente. Rimane l’ottimismo per l’occupazione alla luce del prossimo incontro con l’azienda il 20 novembre.

Momento cruciale per il Governo italiano sotto il piano occupazionale per il comparto elettrodomestici. Nelle ultime settimane è arrivato sul tavolo del Consiglio dei Ministri la situazione di Beko che vanta 7 stabilimenti sul suolo italiano. In mattinata, in risposta ad una interpellanza urgente il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso si è espresso con chiarezza sulla strategia da adottare per risolvere in maniera positiva la situazione.
Beko, Governo pronto al dialogo
Il ministro Urso ha annunciato un impegno decisivo per rendere la produzione di elettrodomestici in Italia competitiva. L’obiettivo? Rafforzare la ricerca e lo sviluppo e garantire risposte occupazionali concrete in tutti i siti aziendali nel paese.
Il nostro obiettivo é di concordare e supportare, in un confronto trasparente e diretto con tutte le forze, quindi anche e, soprattutto, con l’azienda e i sindacati, ogni iniziativa utile per rendere competitiva la produzione degli elettrodomestici in Italia, per sviluppare e potenziare l’ambito della ricerca e sviluppo del settore e, più in generale, per dare risposte produttive ed occupazionali a tutti i siti del gruppo nel nostro Paese
ha dichiarato Urso nell’Aula della Camera, sottolineando l’importanza di un dialogo chiaro e aperto. Questa strategia punta a sostenere non solo l’innovazione tecnologica ma anche a preservare i posti di lavoro, un tema cruciale per la stabilità sociale.
Urso: richiesta di un piano concreto

In un contesto di cambiamento, il ministro ha fatto una richiesta esplicita all’azienda: presentare un piano concreto che tuteli i livelli occupazionali in Italia, coinvolgendo direttamente 4570 lavoratori e indirettamente migliaia di altri nell’indotto. Urso ha ricordato l’importanza storica del gruppo Merloni, una volta leader del settore, prima di essere ceduto a Whirlpool.
Abbiamo criticato la cessione a suo tempo, poiché i governi di allora non intervennero, ha affermato, richiamando l’attenzione sui nuovi sviluppi con l’ingresso del gruppo turco Arcelik nel capitale. La salvaguardia dei posti di lavoro non è solo una priorità economica ma anche un impegno etico e sociale.
La Nuova Joint Venture e il Futuro del Settore
Nel mese di marzo, l’Antitrust del Regno Unito aveva dato il via libera alla joint venture tra Whirlpool e Arçelik, alla nascita di Beko Europe. In questo scenario, Arcelik ha ora la maggioranza del 75% nella nuova società, acquisendo gli stabilimenti Whirlpool nell’area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa). Il restante 25% rimane a Whirlpool. Parte della strategia di espansione del gruppo turco include l’integrazione di due stabilimenti romeni e la gestione di sette impianti in Europa con 14.000 dipendenti complessivi. In Italia, sono interessati i siti produttivi di Siena, Comunanza, Melano, Cassinetta, e il magazzino logistico di Carinaro.