AGCM multa Deghi per 2 milioni di euro, così usava finti sconti

Autore:
Erika Serughetti
Tempo di lettura: 4 minuti

Le strategie di marketing oggigiorno sono veramente molteplici. Deghi S.P.A, l’azienda che si occupa di arredamento per la casa è una delle tante attività imprenditoriali che adotta alcune tecniche per aumentare le vendite, purtroppo però, l’AGCM ne ha individuata una scorretta: ecco di quale si tratta.

Sentenza ecommerce
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Nel mondo del marketing, soprattutto online, una delle tecniche più efficaci per aumentare le vendite è l’urgency. E Deghi fino ad ora l’ha saputo fare molto bene con l’inserimento di un “conto alla rovescia” che avrebbe dovuto sancire la fine di una promozione.

L’Autorità che tutela il mercato e i consumatori ha però individuato una falla: Deghi S.P.A una volta terminato il countdown, non avrebbe realmente messo fine alle offerte, ma faceva ripartire il “conto” e replicando la stessa “finta promozione”. Una mossa scorretta che gli è costata parecchi milioni di euro.

La strategia “dark” di Deghi con la finta promozione

Truffa ecommerce
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Deghi è un’azienda italiana ormai nota nel panorama dell’arredamento online. I suoi forti sconti però, sono finiti nel mirino dell’Antitrust, nello specifico il modo utilizzato per promuovere le offerte a tempo, che di fatto non avevano una reale scadenza.

Nel gergo tecnico questa manipolazione si chiama “dark pattern“, ovvero la realizzazione di un’interfaccia grafica che possa manipolare il comportamento di un utente in base a determinate specifiche, nel caso in analisi l’uso di un countdown che si rinnova “all’infinito”.

Questa manipolazione sleale a Deghi è costata una multa dell’AGCM per un importo pari a 2 milioni di euro. Per essere una strategia leale l’azienda avrebbe dovuto far scadere il timer e far tornare al prezzo normale i prodotti in sconto. Per l’Autorità garante del mercato in questo modo non sussiste una reale urgenza, dato che poi la promozione torna ad esserci anche a countdown finito.

Il problema sulle restanti promozioni

Multa Antistrust a Deghi
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Ma la multa di Deghi si estende anche ad un’altra criticità rilevata dall’antitrust, ovvero il calcolo dello sconto che si basava sul prezzo originario e non sull’ultimo prezzo degli ultimi 30 giorni, come invece prevede la normativa proprio per rispettare il principio di trasparenza.

Deghi ha risposto all’autorità sostenendo che i countdown erano mirati allo smaltimento di magazzino, prodotti fuori serie o difficili da vendere a causa di vecchie collezioni mai commercializzate. L’azienda ha ribadito anche, di non aver mai pensato a ripetere delle promozioni costanti, ma si sarebbe limitata a prorogarle.

Tesi non condivisa dall’antitrust che è rimasta ferma nella sua posizione e ha sanzionato l’azienda per 2 milioni di euro. Inoltre, per l’AGCM, Deghi avrebbe dovuto informare gli utenti così da poter essere più trasparente sulle modalità e condizioni di vendita.

A Deghi non resta che pagare la multa e rassegnarsi all’idea di non poter più contestare la decisione dell’Autorità, che ha decretato la pratica scorretta, con l’uso di un marketing aggressivo ma soprattutto non coerente con il principio di chiarezza. Un’urgenza chiarisce l’AGCM, può essere usata nel marketing ma a patto che esista davvero, e non come nel caso dell’e-commerce Deghi che ripeteva la promozione anche a tempo scaduto.

L’AGM e la multa da 2 milioni di euro a Deghi: foto e immagini