Addio condizionatore: arriva la parete in ceramica che potrebbe raffreddare casa senza elettricità
Il caldo estivo potrebbe avere un nuovo nemico: una parete in ceramica capace di contribuire al raffreddamento degli ambienti sfruttando un principio naturale. La soluzione è stata progettata dai ricercatori della TU Graz e potrebbe trovare applicazione sia negli spazi interni che all’aperto.
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Altro che semplici pareti decorative: questa parete in ceramica è altamente porosa e sfrutta l’evaporazione dell’acqua per favorire il raffreddamento. Una tecnologia interessante, soprattutto in un periodo in cui ridurre il ricorso ai climatizzatori è diventato sempre più importante.
Addio condizionatore? La parete in ceramica che può rinfrescare gli ambienti

Il caldo estremo che si concentra nelle città potrebbe essere contrastato anche grazie alla tecnologia e a un’idea decisamente fuori dagli schemi. Dalla TU Graz, in Austria, arriva infatti un progetto che punta a sfruttare la stampa 3D per creare una nuova generazione di pareti in ceramica.
L’obiettivo è intervenire sulle cosiddette isole di calore urbano, sempre più difficili da ignorare durante i mesi estivi.
I ricercatori dell‘Istituto di Architettura e Media hanno progettato speciali elementi in ceramica altamente porosa. La loro particolare struttura permette di sfruttare un fenomeno naturale: il raffreddamento evaporativo.
In pratica, l’acqua viene trattenuta dalla ceramica e, evaporando, sottrae calore all’ambiente circostante.
Il progetto ha anche un approccio bio-ispirato e coinvolge microrganismi e biomassa naturale.
L’idea è quindi quella di creare superfici capaci non soltanto di delimitare uno spazio, ma anche di contribuire attivamente a renderlo più fresco.
Quando alberi e depaving non bastano: arriva una nuova soluzione
Piantare nuovi alberi o rimuovere l’asfalto attraverso interventi di depavimentazione non è sempre possibile, soprattutto negli spazi urbani più densamente costruiti.
Proprio per questo i ricercatori della TU Graz hanno cercato una soluzione alternativa, semplice da integrare anche nei contesti più complessi: i cubi per il raffreddamento urbano.
Il progetto sfrutta innanzitutto il principio del raffreddamento evaporativo, una tecnica conosciuta da secoli che permette all’acqua, passando dallo stato liquido a quello gassoso, di assorbire calore e sottrarre così energia termica all’aria circostante.
In città esistono già diverse applicazioni di questo principio, dalle fontane, agli stagni e alle piscine fino a sistemi attivi come torri del vento e nebulizzatori. Il loro effetto, però, varia in base a diversi fattori e generalmente consente di ridurre la temperatura dell’aria di circa 1-2°C.
La ceramica che si trasforma in un sistema di raffreddamento

La soluzione sviluppata dalla TU Graz è completamente passiva, ma sfrutta le moderne possibilità offerte dalla stampa 3D.
I ricercatori hanno progettato digitalmente e realizzato cubi di 23 centimetri in argilla ceramica, caratterizzati da una particolare geometria a superficie minima, la cosiddetta TPMS, pensata per aumentare il più possibile l’area del materiale a contatto con l’ambiente.
Una volta che l’acqua viene introdotta nella struttura, si distribuisce rapidamente attraverso l’argilla grazie alla capillarità, creando una grande superficie continua sulla quale può evaporare.
È proprio questo processo a sottrarre calore all’ambiente e a favorire il raffreddamento dell’aria circostante. Ma il team è intervenuto anche sulla composizione del materiale, aggiungendo colture fungine e trucioli di legno.
Il micelio, cioè la rete di filamenti dei funghi, cresce all’interno dell’impasto creando una struttura fitta che, durante la cottura, brucia insieme ai trucioli.
Il risultato è una rete di micro e macropori che facilita ulteriormente la circolazione dell’acqua. E i primi test hanno dato risultati sorprendenti: i cubi sono riusciti ad abbassare la temperatura dell’aria di quasi 7°C.
