Lake Como Design Festival, presentato il programma della quinta edizione intitolata Naturalis Historia

Autore:
Tiziana Morganti
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Dal 16 al 24 settembre Como ospiterà la manifestazione con una serie di eventi e d’incontri ispirati all’opera di Plinio il Vecchio. Scopo di questa manifestazione, infatti, è quello di far conoscere il patrimonio artistico ed architettonico della zona in relazione con il design. 

Un immagine di Villa Olmo.
Villa Olmo, photo by Lake Come Design Festival

In questi giorni è stata presentata l’anteprima del programma del Lake Como Design Festival. Arrivata alla quinta edizione, la manifestazione animerà la cittadina lacustre e la zona circostante attraverso diversi incontri, installazioni, mostre ed eventi il cui fine è puntare i riflettori sulle qualità e le specifiche architettoniche, oltre che strettamente artistiche, del luogo.

Tema della manifestazione è Naturalis Historia. In questo senso, dunque, partendo dall’osservazione della natura, viene identificato un filo conduttore con l’omonima opera di Plinio il Vecchio, di cui Como celebra il bimillenario dalla nascita avvenuta proprio in questa città nel 23 d.C.

Back to Nature

Il focus, ancora una volta incentrato sulla commistione tra arte e design, si arricchisce, grazie allo spunto dell’opera pliniana, di contributi trasversali provenienti da tre macro-aree: Botanica, Mineralogia e Zoologia. Naturalis Historia, infatti, è una monumentale enciclopedia, che per secoli ha rappresentato una fonte fondamentale di conoscenza per scienziati e intellettuali. Divisa in 37 volumi, mostra tutto l’eclettismo del suo autore muovendosi tra vari campi d’interesse come la geografia e l’antropologia, la zoologia e la botanica, passando per la medicina, la mineralogia, la lavorazione dei metalli e la storia dell’arte.

Un'immagine interna degli ambienti di Villa Olmo.
Villa Olmo, photo by Lake Come Design Festival

Tenendo presente, dunque, questa forma d’ispirazione, il programma della prossima edizione 2023 si presenta ricco e variegato. Una delle sezioni più importanti è, senza alcun dubbio, Back to the Nature. Al suo interno, infatti, vengono riunite una selezione di opere, progetti, oggetti e complementi d’arredo provenienti da differenti realtà unite tra loro dalla costante ispirazione naturale attraverso le diverse epoche e tecniche di realizzazione.

Il tutto prederà forma all’interno dell’esclusiva cornice di Villa Olmo. Il salone centrale, in particolare, si trasformerà in un luogo di incontro e di approfondimento. La grande hall, con un allestimento site specific modulare e dinamico, ospiterà il ciclo di talk serali, curati da Armando Besio, e il bookshop ufficiale del festival, dove approfondire il tema trattato con una selezione di pubblicazioni dedicate.

 The Other Animals

Una delle opere messe in mostra in The Other Animals.
Woodyzoody, Toro, design Formafantasma

In questo caso  entra in campo la zoologia attraverso una mostra collettiva di opere, oggetti e complementi d’arredo che porteranno in scena il tema della zoologia. Ospitata all’interno del Palazzo del Broletto, sarà realizzata da un board di esperti provenienti da differenti discipline, aprendo le porte non solo al design ma anche all’arte contemporanea, l’archeologia e l’artigianato arrivando a toccare mondi differenti. Un viaggio nel tempo, dunque, attraverso differenti stili, materiali e tecniche produttive in stretto dialogo con le parole di Plinio il Vecchio che scrisse 2000 anni fa in relazione alle differenti specie animali esposte.

Contemporary Design Selection

I Baiba Glass messi in mostra nella sezione Contemporary Design Selection.
Baiba Glass, Collection Calm Sculptural Objects, Baiba Dzenite, photo Emils Lacums

Come ogni anno torna il Contemporary Design Selection. Si tratta di un’open call dedicata a designer indipendenti, editori e gallerie con un focus sul design contemporaneo. A realizzarla, come ormai da tradizione, è Catawiki, mentre la curatela per la prima volta è di Giovanna Massoni. Le opere presentate dagli espositori a Villa Salazar saranno successivamente vendute attraverso un’asta online organizzata in esclusiva dalla piattaforma leader nel settore delle aste online e partner della manifestazione.

Al centro della mostra, comunque, ci sarà il design, inteso come repertorio condiviso e interconnesso di oggetti e sperimentazioni, di materiali e di tecnologie che sfidano il cambiamento climatico e la scarsità di risorse naturali, attualizzando così la ricerca di Plinio il Vecchio e la sua opera.

Il design è da sempre un mestiere collaborativo ma oggi più che mai è un esercizio anti-disciplinare: un dialogo tra antico e futuro, tra pratiche di fabbricazione vernacolari e dematerializzazioni tecnologiche, tra materie organiche e nuovi materiali biocompositi, tra processi di riuso e scenari futuri dove i nostri rifiuti diventano fossili,

dichiara Giovanna Massoni.