Un affascinante attico di design a Budapest
La cultura europea si fonde sapientemente con quella asiatica in una residenza di lusso situata in uno dei quartieri più esclusivi della capitale ungherese

Un mix di culture che si incontrano in uno spazio da riprogettare, è la sfida che ha affrontato l’architetto ungherese Ezster Radnóczy e il team este’r partners nella progettazione dell’attico nella villa Metropolitan Flat a Budapest. Un edificio molto conosciuto non solo per l’eclettico progetto architettonico con tegole a vista, che ricorda lo stile inglese, ma anche per la posizione – tra il Monte Gellért e la cittadella – che assicura una vista panoramica ineguagliabile su tutta la città. I proprietari, una coppia di artisti, lui sceneggiatore, lei regista cinese, hanno fatto specifiche richieste alla progettista. Soprattutto hanno espresso il desiderio che la casa riflettesse la loro cultura e le loro personalità, ma anche che lo spazio venisse studiato e arredato con uno stile cosmopolita per ospitare i molti amici provenienti da tutto il mondo. Da ciò la necessità di ricavare tre suites.
La scelta del colore

Nella zona living, ampia e confortevole, la suddivisione degli spazi e l’arredamento è un giusto compromesso tra classico e moderno. Il rigore cromatico, che fa da fil rouge nei vari ambienti, va dalle tonalità del bianco, per le ampie superfici delle pareti e per i rivestimenti in marmo dei bagni, a una palette di grigio/blu, in varie gradazioni, scelte per la laccatura delle porte, per alcune porzioni dei marmi nei pavimenti, ma anche per gli imbottiti che si uniscono ai toni naturali e al legno, selezionato per buona parte degli arredi e dei complementi.
Suddivisione degli spazi e mobili su misura

La zona pranzo e la cucina – realizzata con arredi su misura dalle forme arrotondate che riprendono le linee utilizzate nel soffitto e nel pavimento e con boiserie che racchiudono gli elettrodomestici – è caratterizzata dall’originale stuccatura bianca tono su tono del soffitto, che ricorda i raggi del sole. Per l’ambiente cucina è stata scelta per le superfici dei mobili e l’isola, l’essenza wengé a cui è stata dato un tocco di colore nella parete finale, rivestita di carta da parati Zuber, la stessa utilizzata anche per l’ingresso. Cifra stilistica dell’appartamento sono le colonne poste tra le finestre, in cui sono state disegnate particolari scaffalature in metallo e legno. Anche nelle camere da letto, il legno è protagonista, stato utilizzato come pavimento ma anche nelle pannellature di noce americano posate a spina di pesce, motivo che riprende il parquet, con pareti rivestite con carta da parati in seta di Dutch Walltextile. L’originale tessuto Dedar Tiger Mountain, prediletto dall’architetto, riveste le poltrone di Alivar.
La metratura limitata dell’attico ha posto grandi problemi di realizzazione, ed è stata una vera sfida ricavare queste 3 tre suite, ma dopo vari studi e tentativi abbiamo trovato la soluzione. Nella parte panoramica della casa, abbiamo ricavato un grande spazio dove è stata ricavata la zona giorno con cucina, dining e living room. Sullo stesso piano è stato collocata la master bed, la camera matrimoniale più grande che gode della stessa vista sulla città, mentre le altre due suites sono state collocate lungo la parte laterale dell’attico. Inoltre, abbiamo lavorato sulla grandiosità della scenografia: nella hall di ingresso, abbiamo nascosto grandi armadi a muro, coperto da una carta da parati che riprende scene di vita nella natura di ispirazione cinese. Lavorare con una persona di cultura asiatica su un palazzo di Budapest è stata un’esperienza incredibile. E devo dire che mi ci è stata lasciata la libertà dell’immaginazione
racconta Ezster Radnóczy.
L’importanza della luce

Particolari atmosfere sono state create dallo studio di progettazione con una illuminazione studiata ad hoc per i diversi ambienti: per illuminare le opere d’arte e le parti più nascoste sono stati utilizzati apparecchi illuminanti a luce indiretta, mentre per altri spazi la scelta è stata più decorativa con lampade scenografiche e uniche. L’originale lampada, composta da due spade prodotta da Sigma L2, è stata scelta per rendere lo spazio della hall ancora più contemporaneo in contrasto con il soffitto retroilluminato Barrisol, trasformato in un ricercato dettaglio dall’intensa luce e doghe che riprendono la cultura orientale.