Tradizione d’avanguardia. Nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, il volto contemporaneo dell’Hotel Bella Vista Trafoi è un mix fra tradizione alpina e hospitality d’eccellenza

Autore:
Daniela Giambrone
  • Giornalista
Tempo di lettura: 7 minuti

La nuova ala progettata dallo Studio Matteo Thun & Partners con Christina Biasi-von Berg non trascura nulla in termine di benessere: suite con affaccio diretto sulle vette, piscine sospese tra le montagne, saune immerse nel bosco, yoga vista Ortles.

Tradizione d’avanguardia. Nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, il volto contemporaneo dell’Hotel Bella Vista Trafoi è un mix fra tradizione alpina e hospitality d’eccellenza
Foto per gentile concessione Hotel Bellavista Trafoi

Nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, ai piedi del massiccio dell’Ortles, l’Hotel Bella Vista di Trafoi propone un nuovo step nella sua storia con l’apertura di un importante ampliamento. Si tratta di 12.000 metri cubi di volume in più, che includono 24 Suite Natura, la “Home of Gold” Lounge Bar e un’area SPA suddivisa fra Adulti e Family. A firmare il concept architettura è lo Studio Matteo Thun & Partners, che ha collaborato con Christina Biasi-von Berg, titolare dello Studio Biquadra, per l’interior design.

Cinque generazioni per un hotel che conserva lo spirito originario

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Foto per gentile concessione Hotel Bellavista Trafoi

La storia dell’albergo inizia nel 1875 quando Ludwig Ortler, bisnonno di Gustav Thöni, costruì la locanda Bella Vista a Trafoi, la prima struttura di cui oggi l’Hotel Bella Vista conserva memoria e tradizione. Da allora sono state cinque le generazioni della famiglia Thöni che hanno portato avanti la gestione dell’hotel, situato in una posizione privilegiata in mezzo al Parco Nazionale dello Stelvio.

Per me è un’emozione incredibile vedere realizzato questo progetto insieme all’amico Matteo. Ne parlavamo da anni, e vederlo finalmente prendere vita qui a Trafoi è qualcosa di unico. È il simbolo di un’amicizia che resiste al tempo e dell’amore che condividiamo per queste montagne

ha commentato Gustav Thöni, celeberrimo ex campione di sci, la “Valanga Azzurra” che negli anni Settanta vinse quattro Coppe del Mondo, che non ha mai abbandonato la sua valle.

Un nido sulle vette dell’Alto-Adige

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Foto per gentile concessione Hotel Bellavista Trafoi

La nuova ala si inserisce nel contesto delle Dolomiti dell’Engadina quasi in punta di piedi. L’intervento, completato nel maggio 2026, rappresenta infatti una riflessione profonda sul rapporto tra architettura e paesaggio alpino, con l’intento di perseguire il più possibile l’integrazione.

Questo progetto nasce da un ricordo d’infanzia: le aquile sopra Trafoi e il silenzio della montagna. Ai piedi dell’Ortles prende forma un nido contemporaneo, un’architettura leggera e intima che si inserisce nel paesaggio alpino. Ogni spazio è progettato come un’apertura verso la natura, in modo che il vero protagonista resti sempre il paesaggio

spiega l’architetto Matteo Thun.

La metafora del nido diventa principio progettuale concreto: l’architettura si sviluppa come un rifugio naturale, leggero e intimo, che si inserisce nel paesaggio senza dominarlo.

Le Suite Natura: osservatori sul paesaggio

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Foto per gentile concessione Hotel Bellavista Trafoi

Con l’ampliamento, il totale delle camere della struttura sale a 50, fra le 26 camere originali più le 24 nuove realizzate nel 2026. Ogni suite include zona soggiorno e area relax, ma l’elemento più affascinante è rappresentato dalle ampie vetrate panoramiche che offrono viste privilegiate sull’imponente paesaggio dello Stelvio. Ogni stanza si trasforma in un osservatorio esclusivo che incornicia le vette e amplifica la profondità dello sguardo.

Home of Gold: quando la storia dello sport si intreccia con l’interior design

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Foto per gentile concessione Hotel Bellavista Trafoi

Il progetto per gli interni è stato firmato dallo studio Biquadra, fondato nel 2005 a Merano dall’architetta Christina Biasi-von Berg, in armoniosa sinergia sia con il linguaggio architettonico di Thun sia con la natura circostante.

Come dimostra la “Home of Gold” Lounge Bar, uno spazio di 250 metri quadri dedicato alla carriera di Gustav Thöni e alla storica squadra sciistica italiana Valanga Azzurra. Qui il calore del camino e i materiali naturali dialogano con i ricordi di un’epoca che ha segnato lo sci mondiale, fra citazioni tradizionali e memorie legate al team.

I colori blu, bianco e rosso richiamano le fotografie d’epoca degli anni Settanta e le imprese della celebre squadra. La nuova reception è il punto di connessione tra l’edificio del 1875 e l’ala moderna, diventando anche segno di continuità tra passato e presente.

Natura come fonte di salute

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Foto per gentile concessione Hotel Bellavista Trafoi

Alla base del concept benessere proposto dall’hotel Bella Vista è il principio che la natura sia fonte di salute. Nella SPA Adults Only, con i suoi 550 metri quadri di superficie indoor e 5.000 outdoor, il benessere non è confinato all’interno degli spazi della struttura, bensì viene costruito attraverso un dialogo continuo con il paesaggio alpino, assunto come parte integrante del percorso di rigenerazione.

L’infinity pool si apre verso il Canyon di Trafoi come una terrazza sospesa, mentre una grande vetrata panoramica incornicia le vette e lascia ampio spazio alla vista.

La sauna panoramica esterna è situata accanto a un piccolo lago naturale alimentato da una sorgente che sgorga all’interno della proprietà. La Natur-Arena, uno spazio che scende a scala verso un laghetto, crea un ambiente che avvolge l’ospite in un abbraccio con la natura, rafforzando la sensazione di immersione nel paesaggio.

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Foto per gentile concessione Hotel Bellavista Trafoi

L’area wellness comprende quattro saune diverse. Accanto alla piscina si trova una vasca idromassaggio esterna con vista sul paesaggio, sale per yoga e fitness, e tre cabine dedicate ai trattamenti, inclusa una wellness suite con la celebre “Lavasca” disegnata da Matteo Thun.

In quest’area il design degli interni si presenta più sobrio, lasciando il ruolo di protagonista al panorama montano. Gli spazi privilegiano materiali locali e naturali: legni alpini come cirmolo, abete e quercia, pietra locale, materiali naturali trasportati dal Rio Trafoi, tessuti ispirati alla tradizione alpina. Un occhio di riguardo è stato riservato agli artigiani della regione, per rafforzare il legame con il territorio e garantire autenticità materiale.

Il lusso della semplicità

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Foto per gentile concessione Hotel Bellavista Trafoi

A completare un’offerta hospitality già molto ricca, una nuova piscina per bambini di 400 metri quadri, una sauna family e lo scivolo avventura Waterfall (fa tutto parte del nuovo ampliamento). Senza dimenticare la cucina firmata dallo chef Andreas Wunderer, capace di coniugare leggerezza mediterranea, tradizione sudtirolese e influenze internazionali.

In questo nido sotto l’Ortles il vero lusso rimane lo stesso fin dalla sua fondazione: lo spazio, il silenzio e il dialogo continuo con l’alta montagna. L’architettura di Matteo Thun conferma la capacità dell’architetto di leggere il genius loci e tradurlo in forme contemporanee che rispettano il contesto senza rinunciare alla modernità.

 

Tradizione d’avanguardia. Nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, il volto contemporaneo dell’Hotel Bella Vista Trafoi è un mix fra tradizione alpina e hospitality d’eccellenza – foto e immagini