Tavoli d’autore: i piani con inserti disegnano nuove scenografie conviviali
I nuovi tavoli da pranzo intrecciano materiali e lavorazioni e trasformano la dining room in una scenografia sensoriale. Tra marmo ricamato, resine artistiche e legni scolpiti, la convivialità diventa racconto materico e visivo.

Nel panorama dell’interior contemporaneo i tavoli che giocano con la materia hanno un che di magnetico che cattura subito lo sguardo. Superfici ibride, che combinano materiali diversi – legno e resina, vetro e metallo, marmo e pelle – raccontano una nuova idea di convivialità, più tattile e narrativa. Perfetti per chi ama interni dal carattere deciso, questi piani scenografici trasformano lo spazio in cui sono collocati in un punto focale elegante e contemporaneo. Il segreto è nella loro capacità di dosare l’effetto “wow”: venature, trasparenze e contrasti dialogano con palette e luci, regalando profondità nuove e una sofisticata leggerezza visiva che definisce uno stile personale dove ogni elemento amplifica l’altro, generando un’unica energia più intensa e vibrante.
- Draga & Aurel, a regola d’arte
- Delsavio 1910, il sapore artigianale
- Riva1920, l’inaspettato legno massello
- Salvatori, superfici concettuali
- Budri, il marmo all’uncinetto
- Zanotta, tutti in riga
- Promemoria, alta ebanisteria
- Fratelli Boffi, etno chic
- Edra, urban style
- Tavoli d’autore: i piani con inserti disegnano nuove scenografie conviviali: foto e immagini
Draga & Aurel, a regola d’arte

Cemento solido e resina epossidica trasparente o colorata: Draga&Aurel plasmano da sempre la materia con un loro riconoscibile linguaggio artistico. Qui il risultato è un tavolo, Golia, che racconta il piacere creativo della sperimentazione tra volumi monolitici e superfici lavorate a mano. Il piano, trattato come una tela, nasce da processi artigianali lenti: colature, levigature e finiture lucide o satinate che rendono ogni pezzo irripetibile. Più che un arredo, Golia è una presenza scultorea, sospesa tra arte e design. Un ambiente, con un arredo così, acquisisce all’istante tutta l’autorevolezza e la bellezza di una galleria d’arte.
Delsavio 1910, il sapore artigianale

Le resine colorate, amalgamate con inserti minerali stratificati, mantengono imperfezioni e segni naturali, trasformando ogni piano in un micro-paesaggio unico e prezioso. La lavorazione artigianale di Marble Marbling di Delsavio 1910 combina colature artigianali e levigature manuali, capaci di esaltare riflessi e profondità e di dialogare con la luce. Perfetto per chi ama il design che racconta storie, questo tavolo disegnato da Zanellato Bortotto sposta l’attenzione sulla ritualità del “ritrovarsi a tavola”: un invito a sostare, osservare e vivere il gesto della convivialità come luogo di incontro autentico e sensoriale, tra design, memoria e matericità.
Riva1920, l’inaspettato legno massello

Lo guardi e ti sembra quasi che si stia muovendo: Hypnotic di Riva1920, disegnato da Authentic Design, esprime tutta la forza di quelle geometrie ipnotiche che regalano effetti dinamici e illusioni spaziali. Il top è formato dall’accostamento di più doghe ricurve che, intervallate da inserti di resina nera, sembrano vibrare nell’ambiente. Le gambe, invece, composte ciascuna da due ovali slanciati in ferro, riprendono la forma morbida mantenendo però una leggera tensione. Preziosa reinterpretazione del tavolo in legno massello.
Salvatori, superfici concettuali

Salvatori da sempre spinge la sperimentazione sul marmo per offrire visioni che superano i limiti della materia elevando l’effetto decorativo. Ecco perché Elisa Ossino, nota per il suo personalissimo approccio metafisico, ha scelto di lavorare questa materia con segni grafici e prospettive capaci di offrire profondità inattese. Con Proiezioni il tavolo diventa un paesaggio geometrico che, attraverso ombre e percezioni, suggerisce usi e contesti. Un oggetto elegante e concettuale che cambia a seconda dello sguardo.
Budri, il marmo all’uncinetto

Da un tavolo in marmo non ti aspetti certo un ricamo. Eppure Patricia Urquiola lo rende possibile con la collezione Marblelace per Budri, traducendo la pietra in una trama sorprendentemente leggera. “Ho cercato di addomesticare la natura mimetica e mutevole del marmo”, ha raccontato la designer. Nel modello Biscuit in Bianco Lasa, la magia è tecnica: sottili lastre, tagliate a controllo numerico con precisione millimetrica, si compongono in intarsi sovrapposti che evocano pizzi e merletti bianchi e colorati. Ne nasce una superficie dove artigianato e innovazione intrecciano una sorta di “orpello della nonna”, contemporaneo e inaspettato.
Zanotta, tutti in riga

Riga-Riga: non poteva che chiamarsi così questo tavolo di Zanotta disegnato da Pierre Charpin, perché di righe, in effetti, ne ha in abbondanza, anche se il suo design è l’essenza della sottrazione. Lineare, rigoroso, quasi austero, si fa notare per la sua modernità senza tempo. Merito del piano in frassino: laccato nero o amaranto, come le gambe imponenti in multistrato curvato, è impreziosito da inserti in cristallo retro verniciato che aggiungono un guizzo di luce e personalità. Nei toni di menta e cielo per la versione nera, in avorio e corallo per quella amaranto.
Promemoria, alta ebanisteria

Andalù di Promemoria è un esercizio di eleganza calibrata, quella identitaria del brand, a cui Romeo Sozzi ci ha abituati. Legni preziosi, proporzioni armoniose, una lavorazione unica. I dettagli del lusso sono tanti, eppure discreti: la struttura in legno, a scelta tra diverse essenze pregiate, il profilo e i piedini in bronzo martellato, le gambe (volendo) intarsiate a quadri e il piano intarsiato a quadri o righe, risultato dell’alta ebanisteria dei nostri artigiani. È l’espressione perfetta di raffinatezza estetica, qualità tattile e atmosfere ancient.
Fratelli Boffi, etno chic

Voglia di evasione? Con il tavolo Masai disegnato per Fratelli Boffi, la designer Lorenza Bozzoli ci proietta, all’istante, nella magia di paesi lontani. Lo stile è decisamente etnico, la chiave di lettura contemporanea e ricercata. Il piano, decorato con uno straordinario intarsio in essenza bois de rose e bois de violette, riproduce il manto maculato della giraffa, mentre la cornice in mogano e le gambe a tronco di cono in noce canaletto con rifinitura scalpellata aggiungono un tocco naturale. Una suggestione animalier che gioca con volumi importanti, dettagli materici e una forte presenza scenica: questo tavolo è il protagonista dichiarato della convivialità fusion, quella che mescola culture e linguaggi. E che trascende mode ed epoche.
Edra, urban style

Può un tavolo interpretare l’anima di una città? A rispondere è il designer israeliano Ezri Tarazi che per Edra ha tradotto il paesaggio urbano della capitale irachena nel nuovo Baghdad. Ispirato alla planimetria della metropoli, questo tavolo insolito è costituito da centinaia di diversi profili estrusi d’alluminio (circa 700), saldati a mano in modo artistico fino a formare una singola superficie traforata. Le gambe, invece, sono realizzate con profili estrusi bloccati nel piano. Due le altezze, per la sala da pranzo o per il living, nella classica forma rettangolare o con perimetro irregolare e asimmetrico.