Milano Design Week 2026, le novità del distretto 5VIE. La nostra guida.

Autore:
Ali Filippini
  • Giornalista
Tempo di lettura: 6 minuti

Il distretto delle 5VIE mette in scena installazioni urbane, mostre di ricerca e collettive di designer in un ricco palinsesto da apprezzare inoltrandosi nel cuore della Milano romana e medioevale.

Creative Hungary, Budapest Select

Il programma delle 5VIE è come ogni anno molto ricco e quella che segue è una nostra personale selezione dai tre quartieri generali della manifestazione: gli spazi storici di Palazzo Correnti (via Cesare Correnti 14), le Cavallerizze di via Olona 4, presso il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci e il SIAM (via Santa Marta 18). L’edizione di quest’anno è all’insegna dell’acronimo QoT, ovvero Qualia of Things, un’alternativa all’ormai diffuso Internet of Things e a dati e algoritmi, per privilegiare, al contrario, gli aspetti soggettivi e qualitativi delle esperienze. Suona molto concettuale ma parliamo delle esperienze che si possono ricavare immergendosi nel distretto delle 5VIE dove da anni vanno in scena le contaminazioni del design con l’arte e la creatività in senso lato. Perché le produzioni di 5VIE un po’ come accade in alcune Biennali d’Arte rappresentano dei momenti di riflessione sullo stato dell’arte della disciplina in cui artisti, designer e curatori sono interpellati per approfondire un aspetto del tema.

Bar Trattoria Altra Vista con Sala Giochi

Palazzo Correnti: riciclo creativo; vetri fantastici e preziosi; sperimentare con il metallo

Ass.HautsReliefs.D2.By Cheeri.2026., Courtesy MaylisCollet

Iniziamo il tour dal quartier generale di via Cesare Corrente 14. Qui l’associazione francese Hauts Reliefs con Quando i Mobili del ‘700 e ‘800 Incontrano il Design e l’Artigianato Contemporaneo propone un’alternativa alla distruzione massiva di mobili antichi con l’invito quindi a trasformare l’esistente anzichè produrre ex novo. Un’iniziativa che si inscrive in un approccio più ampio di valorizzazione del patrimonio, capace di far dialogare storia e tecniche artigianali con la visione contemporanea, trasmettendo il saper fare e un’economia circolare. Si misurano con il tema dell’upcycled con sei pezzi-manifesto i designer: Paul Bonlarron, Cheeri (studio di graphic design), Dominique Picquier e Regis Protiere insieme agli artigiani Nathalie Moschetti, vetraia d’arte; Claire Curot, doratrice; Clement Loustau, ebanista; Zoè Berthet e Amelie Logeais, tappezziere decoratrici.

La curatrice Federica Sala con Sparkling Water presenta in un’installazione immaginifica, una collezione di pezzi unici e visionari in vetro e pietre preziose sviluppati attorno al tema dell’acqua. Il sotto tema della mostra è trasformare la fragilità in forza espressiva e la materia in luce. Si potranno ammirare, riuniti in un’unica collezione, vasi, brocche, bottiglie, bicchieri e ciotole in cui le bolle si trasformano in diamanti. Il tutto affidato a un allestimento sospeso ed etereo pensato per valorizzare la perizia tecnica e provocare stupore.

OFFICINA 9, Flintstone

Un insieme coerente di progetti per restituire al design il suo ruolo più autentico: essere utile, silenzioso e necessario. Forse è quel che serve dopo tanti eccessi ed è quel che promette il brand genovese Officinanove, con One Process, Many Echoes e una selezione di progetti che interpretano il design come presenza discreta e duratura. In questa visione è il metallo il vero protagonista e tra i pezzi esposti, troviamo anche il sistema di mensole modulari agganciate a un traliccio metallico Capitanuncino. Una soluzione ingegnosa pensata come infrastruttura aperta e riconfigurabile, capace di adattarsi a usi diversi e di evolvere nel tempo attraverso l’interazione con lo spazio e con chi lo abita.

Cavallerizze: una pausa molto speciale; un dialogo con Murano.

Vandal table

Dall’anno scorso il percorso espositivo del distretto si è ampliato con le Cavallerizze di via Olona 4, all’interno del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. Arrivati in questa location l’ideale per prendere una pausa e al contempo fare comunità è il Bar Trattoria Altra Vista con Sala Giochi, a cura del collettivo di designer Anotherview (cucina e bar sono dello Chef Aldo Ritrovato). Dai materiali alla luce, dalla presentazione del cibo al design degli arredi l’ambiente è pensato come un’installazione di arte e design per celebrare e unificare le migliori eccellenze del Made in Italy: design, arte, artigianato, gastronomia e lifestyle. Una rappresentazione dell’identità italiana contemporanea all’interno di un unico spazio occupato da un grande tavolo e ambientato attorno alle finestre digitali di Anotherview e un progetto di illuminazione ideato da Giò Forma per LEDFlex.

Armand Louis , Roberto Beltrami

Dopo 35 anni, Armand Louis, uno dei suoi soci fondatori del noto studio svizzero atelier oi, ha deciso di concedersi un periodo sabbatico a Murano per immergersi nell’universo del vetro e ritornare alla materia e alla manualità del mestiere. Così 5VIE e Galleria Rossana Orlandi presentano una selezione di opere nate dalla collaborazione con Roberto Beltrami, fondatore di Wave Murano Glass, e tra i più giovani maestri vetrai attivi sull’isola. Il progetto condiviso ha il titolo poetico di L’instabilità necessaria e nasce dopo aver individuato un processo di ossidazione che modifica il tenore di rame nella massa vetrosa. La mostra racconta il processo e la relazione intuitiva e talvolta imprevedibile tra materia, artigiano e sguardo esterno.

Oxydis, ph Armand Louis

In giro per il quartiere: tra giardini e palazzi storici

Il percorso può continuare, accettando persino di perdersi un po’ tra chiese, antiche dimore e palazzi storici dal fascino délabré, botteghe nascoste in affascinati e verdi cortili.

All’interno de Il Giardino Segreto Laura Peroni, luogo di quiete e intimità, gli studenti dei corsi di Progettazione Artistica per l’Impresa e Product Design dell’Accademia di Belle Arti di Brera coordinati dalle docenti Elisabetta Gonzo e Donata Paruccini, presentano RAKETOPIA tool-being. Uno spazio di ricerca e sperimentazione con un focus sul progetto del rastrello scelto come strumento per riflettere sul rapporto tra individuo e spazio, tra azione e trasformazione, tra gesto e traccia. Il giardino che ospita la mostra non sarà quindi semplicemente cornice ma ambiente ideale dove saranno messi in opera i lavori progettuali degli studenti.

In via Olmetto 1 sarà curioso immergersi in un assaggio del miglior design contemporaneo ungherese con Budapest Select – Patterns of Being, a cura di Creative Hungary, mostra che raccoglie 26 designer e marchi suddivisi in cinque sezioni tematiche riassunte dalle parole chiave: attualità, aspirazione, destino, ciclo e responsabilità. Artigianato, conoscenza dei materiali e riflessione critica, per una mostra che è anche occasione per portare a Milano una parte di creatività dall’Europa centrale, ancora un po’ misconosciuta agli addetti ai lavori.

Creative Hungary

Milano Design Week 2026, le novità del distretto 5VIE. La nostra guida: foto e immagini