Le nuove interpretazioni del mosaico

Autore:
Marilena Pitino
  • Giornalista

Segno, oggetto, impronta, opera d’arte, luce. Sono infinite le variabili che può assumere questa arte antica e che oggi lascia spazio a nuove rappresentazioni.

Le nuove interpretazioni del mosaico
Collezione Vincent Darré di Bisazza

Che il mosaico sia un’arte antica, che racchiude una storia di pazienza e maestria nell’ornamento di oggetti e luoghi sacri, è noto ai molti. Il suo nome, deriva dal greco antico “musaikòn” e signifca “opera paziente degna delle Muse”. Questa forma d’arte ha prosperato dall’VIII secolo a.C., trasformando gli spazi in opere d’arte in pietra, soprattutto nell’epoca cristiano-bizantina, dove ha aggiunto un profondo significato religioso. Nel corso del tempo, l’uso di materiali come il piombo, la terracotta, la graniglia e il vetro ha arricchito il mosaico di colori vividi, raggiungendo il massimo splendore nel periodo tra il V e il XV secolo.

Oggi il mosaico si adatta alle diverse esigenze dell’abitare contemporaneo e viene applicato  anche al design industriale, stimolando la creatività dei progettisti che dimostrano sempre più interesse per questa tradizione, lasciando spazio alla libera interpretazione.

Il mosaico si fa opera d’arte

La collezione Vincent Darré di Bisazza nasce dalla collaborazione dell’azienda con il designer e artista francese, che per la prima volta si confronta con l’arte musiva. Prendono così vita una serie di figure mitologiche, ispirate a temi ricorrenti del suo universo immaginifico: il Neoclassicismo e il Surrealismo.

Le nuove interpretazioni del mosaico
Collezione Vincent Darré di Bisazza

Bisazza è un marchio che da tempo mi fa sognare. Ho pensato agli straordinari mosaici di Pompei, città per me mitologica, e ho immaginato un decoro neoclassico in omaggio a Jean Cocteau, la mia icona pittorica, per le sue cariatidi custodi di un tempio segreto. Ognuna simboleggia un passaggio della vita. Il Cervo, essenza divina del sacro, l’Unicorno, l’impetuosità del desiderio, la Lira, simbolo dell’armonia cosmica. Le muse sono una rappresentazione poetica delle mie ispirazioni. Calliope, il mio rapporto con il foglio bianco e l’acquerello, punto di partenza di tutti i miei progetti. Thalia, quasi una partita a scacchi, poiché considero il mio lavoro come una lotta per realizzare i miei sogni d’infanzia. Erato, la lira, una delle mie ossessioni, allegoria della rappresentazione teatrale, il filo conduttore delle mie creazioni, spiega l’artista francese.

La linea comprende quattro decori realizzati in mosaico di vetro: Caryatides, Calliope, Erato e Thalia.

Il mosaico si fa oggetto

Le nuove interpretazioni del mosaico
Verde sospeso di Francesca Lanzavecchia, realizzata da Koko Mosaico

Presentata a Ravenna in occasione di Episodi di Mosaico Contemporaneo, biennale curata da Maria Cristina Didero, Verde sospeso è la collezione di vasi-colonna architettonici progettata da Francesca Lanzavecchia e realizzata da Koko Mosaico di Arianna Gallo. Il concept prende ispirazione dal mondo della bioflia, e rappresenta l’innato legame e la connessione emotiva che gli esseri umani hanno con il mondo vegetale. Così, come altari, questi oggetti intendono rappresentare gli imponenti tronchi e la fusione tra natura, design e arte. Gli elementi sono stati realizzati con un mix analogico-digitale, utilizzando il supporto della stampa 3D, ma essere stati prima rivestiti con la tecnica antica del mosaico tradizionale.

Il mosaico si fa luce

Le nuove interpretazioni del mosaico
Gio Tirotto, collezione di lampade Andamenti

Nel mosaico artistico si usano gli andamenti, per determinare le linee che le tessere devono seguire, di modo che la composizione risulti ordinata e ben leggibile. Servono a sottolineare, ad esempio, le forme di un volto, o aiutano ad identificare le diverse zone di chiaro-scuro, racconta Gio Tirotto, autore della collezione di lampade Andamenti.

Molto più di un semplice elogio al mosaico, ma piuttosto una ricerca sul tema della luce e su come valorizzarla. Le due lampade, una posta su un piano e l’altra sospesa, creano un dialogo nello spazio, enfatizzando le potenzialità geometriche del mosaico, il rapporto tra luce e colore e, soprattutto, il suo potere espressivo. Anche questa collezione è un episodio della già citata biennale ravennate, tuttora in corso e visitabile fino al 14 gennaio 2024 a Palazzo Rasponi dalle Teste.

Il mosaico si fa segno

Le nuove interpretazioni del mosaico
Fiori e Foglie, collezione Mosaico Mosaico di Gum Design per Styl’editions

Archeologie reinterpretate dal segno frammentato sono gli elementi che guidano la collezione Mosaico di Gum Design per Styl’editions. Il progetto nasce dall’osservazione di luoghi antichi e reinterpreta la storia con nuovi segni grafici e illustrati grazie all’uso della tecnologia digitale per rendere il “di-segno” flessibile, variabile e adatto alla sua applicazione nello spazio contemporaneo. La linea si compone delle serie Fiori e Foglie, Geometrie, Losanghe, Occhio, Pavone, Quadri, Rombi e Trame.

Il mosaico si fa impronta 

Le nuove interpretazioni del mosaico
Simone Bonanni Studio per M, collezione Flicker

Simone Bonanni Studio per  il brand sassuolese M+ ha progettato la collezione Flicker che interpreta il mosaico ceramico come un ornamento:

Mi interessa il movimento, la vibrazione.  Mi sono concentrato esclusivamente sul disegno del singolo manufatto, consapevole che un segno grafico su una tessera, specialmente se minimo o quasi impercettibile, avrebbe generato a cascata una pulsazione complessiva. È un modo per andare oltre la tradizionale composizione a griglia e rendere la parete vibrante e presente.

La ricerca si è quindi concentrata nel disegno di una tessera quadrata 20 x 20 cm nel cui spessore è scavato al centro un piccolo rettangolo dando così origine a una doppia figura geometrica – il rettangolo nel quadrato – e a un verso random nella posa. L’impronta è riempita con lo stesso stucco di cui sono fatte le fughe.

Il mosaico si fa trama

Le nuove interpretazioni del mosaico
Simona Sporchia per Paola Lenti

Stiamo progettando una biblioteca cromatica per fare in modo che i miei prodotti possano essere abbinati alle collezioni dell’azienda», spiega la mosaicista Simona Sporchia che ha collabora insieme a Paola Lenti. I tessuti di Paola Lenti sono stati fonte di ispirazione sin dall’inizio. La trama, l’ordito, le numerose gradazioni contenute in uno stesso colore: questo è il mosaico.

La mosaicista coltiva un’idea di bellezza scomposta, mai rigida, in divenire, in sintonia con Paola Lenti. Così insieme hanno sperimentato forme e materiali differenti: tessere rotonde, vetri riciclati, ceramica, per dar vita a tavoli, tavolini, panche, elementi per l’architettura. Grazie alla tecnica Nerikomi, una lavorazione tipica del Giappone, Simona Sporchia impasta, taglia e cuoce tessere da inserire in manufatti che riflettono una visione del mosaico fuori dall’ordinario.

Le nuove interpretazioni del mosaico: foto e immagini

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