Italian Echoes riedita in chiave sostenibile il light design d’autore

Una collezione firmata iGuzzini aggiorna quattro lampade che rappresentano delle pietre miliari per il design made in Italy.

Italian Echoes riedita il light design d’autore
Zurigo di Luigi Massoni. Foto Alessandro Saletta

Italian echoes già dal nome comunica bene il senso dell’operazione firmata iGuzzini, che vede la riedizione di quattro delle sue lampade più rappresentative: la Zurigo di Luigi Massoni, la Polsino di Gio Ponti, la Nitia di Rodolfo Bonetto e la Sorella dello studio tecnico Guzzini.

La scelta di produrre delle edizioni aggiornate non è figlia di una nostalgia per un’epoca dorata del design italiano, quanto piuttosto del desiderio di aggiornarne, e così facendo riconfermarne, i valori di cui sono state portavoci: un design semplice ma non semplicistico, alla portata di tutti per rispondere a un’esigenza di fruizione democratica, senza trascurare innovazione progettuale e accuratezza nella scelta di materiali e soluzioni creative.

Vocazione innovazione

Italian Echoes riedita il light design d’autore
Foto archivio storico iGuzzini

Su queste premesse si costruisce dunque l’iniziativa Italian Echoes, una collezione che ci ricorda che è dal 1959 che l’azienda si dedica allo studio, al design e alla produzione di sistemi di illuminazione per interni ed esterni. Dimostrando che la citazione del presidente emerito Adolfo Guzzini rimane a tutt’oggi ancora valida:

Nel DNA de iGuzzini c’è l’innovazione. Il nostro impegno è studiare il futuro dell’illuminazione, per creare soluzioni intelligenti che mettano al centro le persone, i loro bisogni, gli ambienti e le storie che vivono ogni giorno.

Perché rieditare proprio queste quattro lampade? Perché ciascuna rappresenta un pezzo importante nella storia dell’azienda, dei progettisti che le hanno pensate, del design made in Italy. Vediamo le protagoniste in dettaglio.

Zurigo: plastica al top

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Zurigo di Luigi Massoni. Foto Alessandro Saletta

Zurigo è stata prodotta nel 1966 su disegno di Luigi Massoni, la sua riedizione rappresenta pertanto un omaggio alle intenzioni pionieristiche del brand. Dall’iniziale lavorazione del corno, infatti, l’azienda si riconvertì negli anni Cinquanta alla termoformatura del metracrilato e la Zurigo incarna più di ogni altra produzione il processo di qualificazione della plastica attraverso il design.

Il metacrilato diventerà vanto dell’azienda proprio grazie al sodalizio creativo con Massoni. Oggi viene riproposta in PMMA riciclabile al 100%, con fonte luminosa a LED e in numerose finiture (trasparente, bianca, nera, dorata, matt blue, matt light blue, matt green).

Polsino: l’attualità del design anni Sessanta

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Polsino di GioPonti. Foto Miro Zagnoli

La collaborazione fra l’azienda e Gio Ponti inizia grazie a Massoni, che lo introduce nello staff poco dopo il proprio ingresso.

Polsino, oltre per la firma che porta, è un pezzo importante perché rappresentativo delle istanze di modernità del design anni Sessanta, come per esempio la portatilità degli oggetti (di cui ci parla la grande maniglia della lampada), e un simbolo della passione di iGuzzini per la plastica, che continua ancora oggi aggiornandosi alle nuove esigenze ambientali. Prodotta in origine nel 1968, la versione 2022 si presenta come una lampada da tavolo costituita da due gusci termoformati identici di PMMA, riciclato e riciclabile al 100%, montati sfalsati sullo stesso asse, grazie a giunti in alluminio che regalano all’oggetto l’aspetto dei gemelli di un polsino.

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Dotata di maniglia in alluminio lucidato, è disponibilie in total white o nelle due versioni bicolore bianco-arancio e bianco-nero satinato.

Nitia e Sorella: design inclusivo ante litteram

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Nitia di Rodolfo Bonetto. Foto Miro Zagnoli
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Sorella di iGuzzini studio tecnico. Foto Miro Zagnoli

Le due lampade da tavolo Nitia e Sorella, oltre a una funzione simile, condividono un valore in comune, ovvero quello del design accessibile, sostenibile nel prezzo e alla portata di un grande pubblico. Inclusive ante litteram, oggi le due lampade aggiornano questo concetto aggiungendo l’attenzione ambientale, mediante l’uso di fonti luminose a LED e plastiche riciclabili, completando la collezione di Italian Echoes con coerenza.

Nitia, prodotta nel 1971, vanta la firma del designer Rodolfo Bonetto. Otto Compassi d’oro e una carriera parallela come batterista jazz, da grande appassionato di auto e motori, Bonetto ha applicato la sua conoscenza tecnica e dei processi produttivi a oggetti che all’epoca ancora non erano sotto i riflettori del design, come elettrodomestici, sveglie, telefoni e, appunto, lampade.

Sorella, prodotta nel 1972, è su disegno dello studio tecnico aziendale iGuzzini, che negli anni Settanta ormai aveva fatto propri i valori e i principi dei grandi maestri con cui ha collaborato. Nasce così una lampada che gli appassionati di cinema e tv avranno riconosciuto fra gli arredi della serie televisiva dell’epoca Spazio: 1999, oltre che nel film del 1979 Moonraker.

La luce come strumento di innovazione sociale

Italian Echoes riedita il light design d’autore
Foto iGuzzini

Italian Echoes, con le sue riedizioni, ha vestito di sensibilità ambientale quattro pietre miliari: lampade che ancora oggi sanno comunicare l’importanza di un design capace di abbinare la valenza estetica alla funzione tecnica, senza far prevalere una sull’altra. Per iGuzzini Italian Echoes è un manifesto di continuità, che dichiara con garbo che ancora oggi è possibile fare innovazione sociale attraverso la luce.

Italian Echoes riedita quattro simboli del light design italiano: foto e immagini