Il gioco non è più un passatempo: è il trend del 2026

Autore:
Marilena Pitino
  • Giornalista
Tempo di lettura: 7 minuti

La dimensione ludica diventa il terreno privilegiato della ricerca progettuale attraverso cui i designer indagano nuove forme di interazione e socialità per l’ambiente domestico.

Il gioco non è più un passatempo: è il trend del 2026
Calciobalilla Boss di FAS Pendezza

Ne avevamo già parlato come di una delle macro tendenze che si stavano facendo largo alla Design Week milanese. Lontano dall’essere confinato all’universo dell’infanzia e del tempo libero, oggi il gioco si afferma come uno strumento progettuale capace di attivare relazioni, stimolare la sperimentazione e generare nuove modalità di interazione con gli oggetti.

Non è quindi un caso che sempre più designer e aziende guardino alla dimensione ludica come a un terreno privilegiato di ricerca. Ne nascono prodotti e installazioni che vanno oltre la funzione, trasformandosi in esperienze capaci di favorire la partecipazione e il coinvolgimento emotivo. «Il gioco si è rivelato una chiave di lettura sorprendentemente precisa e stimolante: non un’evasione, ma un modo di pensare e di fare», osserva Anna Quinz, curatrice della mostra SCISCIORÉ. Il gioco come gesto alpino.

Una visione che ha attraversato esposizioni, installazioni e collezioni, confermandolo come uno dei linguaggi interessanti e forse inaspettati del design contemporaneo. Non semplice intrattenimento, ma approccio progettuale da cui prendono forma progetti capaci di muoversi tra funzione e divertimento, ricerca e leggerezza, ridefinendo il modo in cui gli oggetti entrano in relazione con le persone.

Due mostre e tre oggetti elegantemente disegnati.

La mostra che indaga il design alpino

Il gioco non è più un passatempo: è il trend del 2026
SCISCIORÉ. Il gioco come gesto alpino

La mostra SCISCIORÉ. Il gioco come gesto alpino, ospitata prima a Edit Napoli e poi all’ADI Design Museum di Milano e curata da Anna Quinz, esplora il design del Trentino-Alto Adige attraverso la lente della dimensione ludica, riunendo oltre cento oggetti tra manufatti artigianali icone del design e della tradizione, prodotti industriali e prototipi, firmati da settanta designer, studi, aziende e artigiani legati al territorio. La mostra si sviluppa attraverso dieci sezioni – Naturalia, Animali fantastici, Figure, Radicamenti, Altaquota, Girotondo, A incastro, Cameretta, A palla ed Equilibrismi – concepite come un grande playground aperto e dinamico, in cui gli oggetti dialogano tra loro attraverso richiami formali, analogie e assonanze. L’allestimento, progettato da insalata-mista studio e realizzato da Barth, azienda altoatesina specializzata nella progettazione di interni su misura, richiama immaginari naturali e infantili. Il bianco domina lo spazio espositivo, scandito da accenti cromatici che accompagnano il visitatore lungo il percorso, in sintonia con il concept vivace del progetto e con l’identità visiva firmata da Lucas Zanotto.

 

Il gioco non è più un passatempo: è il trend del 2026
SCISCIORÉ. Il gioco come gesto alpino

Con SCISCIORÉ ho provato a mettere in discussione la narrazione del design del Trentino-Alto Adige, andando oltre gli stereotipi per restituirne la complessità, racconta la curatrice Anna Quinz. Il gioco si è rivelato una chiave di lettura sorprendentemente precisa e stimolante: non un’evasione, ma un modo di pensare e di fare capace di attraversare pratiche, generazioni e linguaggi che abitano questi territori.

La presentazione all’ADI Design Museum rappresenta un ulteriore passaggio di questa ricerca, offrendo l’occasione di aprire il progetto a un pubblico più ampio e al confronto con il panorama del design contemporaneo.

Il lato giocoso di Achille Castiglioni e Bruno Munari

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Achille e Bruno. Liberi di giocare

Anche per due giganti del design come Achille Castiglioni e Bruno Munari il gioco era argomento progettuale. Ne è testimonianza la mostra proposta dalla Fondazione Castiglioni Achille e Bruno. Liberi di giocare, un percorso espositivo che indaga il legame tra progettazione e dimensione ludica attraverso il lavoro e la complicità intellettuale dei maestri. Al centro della riflessione c’è l’idea che il progetto sia, in fondo, una forma di gioco: un’attività mentale orientata alla risoluzione di problemi, una pratica che esercita l’ingegno di fronte a enigmi, intuizioni e possibilità. Per Castiglioni il gioco è sempre stato un autentico atteggiamento nei confronti della vita. Chi lo ha conosciuto ne ricorda l’ironia, la curiosità e la capacità di affrontare la quotidianità con leggerezza e spirito giocoso. Amava coinvolgere gli altri, trasformando incontri e conversazioni in occasioni di scambio, sorpresa e partecipazione.Attraverso oggetti, fotografie e materiali d’archivio, la mostra restituisce il ritratto di come questi due instancabili esploratori del design siano stati accomunati dalla curiosità, dalla libertà di sperimentare e dalla volontà di osservare il mondo senza pregiudizi. Ne emerge una visione del design in cui gioco e progetto si alimentano reciprocamente, in un processo creativo aperto, dinamico e profondamente umano.

Per chi ama il gioco del biliardo

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AL13 di RS Barcellona e NICHETTO

La centralità del gioco emerge oggi anche nella progettazione di nuovi prodotti, dove la dimensione ludica si intreccia sempre più spesso con ricerca formale, innovazione tecnica e qualità estetica. Ne è un esempio L13, il tavolo da biliardo che segna la prima collaborazione tra RS Barcelona e NICHETTO®, lo studio fondato da Luca Nichetto, oltre a rappresentare il primo approccio del designer italiano al mondo dei tavoli da gioco. Caratterizzato da un’estetica essenziale e raffinata, presenta una struttura in alluminio in pressofusione ed estrusione, definendo una silhouette sospesa sostenuta da due gambe monolitiche. Quasi un unico blocco rifinito da un profilo in pelle che ne percorre il perimetro, in un elegante contrasto materico.

Ispirazione nautica

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FAS Pendezza e Offshore, Grasshopper tavolo ping pong

Anche FAS Pendezza interpreta il gioco come occasione di innovazione progettuale. In collaborazione con Offshore, rilegge alcuni dei suoi prodotti intramontabili – i calciobalilla Boss e Cross e il tavolo da ping-pong Grasshopper – ai quali si aggiunge Cornelius Offshore, nuova interpretazione del gioco del cornhole. Disegnata dallo studio Basaglia + Rota Nodari, la collezione si ispira al mondo della nautica, trasferendo sugli oggetti superfici luminose, texture sofisticate, dettagli grafici ed elementi in teak che richiamano l’eleganza essenziale degli yacht.

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FAS Pendezza x Fiat 500, Ciclope 500 Heritage

Accanto a queste novità, FAS Pendezza presenta anche una linea di calciobalilla dedicata alla Fiat 500, che ne reinterpreta i codici estetici e cromatici. Cross 500 Heritage si distingue per la livrea azzurra con finiture bianche e per il piano da gioco decorato con una grafica che richiama l’intreccio del midollino, mentre Ciclope 500 Heritage è disponibile nelle tonalità rosso corallo – presente nella gamma Fiat tra il 1968 e il 1972 – e verde chiaro, colore introdotto fin dal 1957.

Il trionfo del gaming

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Nivola

Tra i progetti più interessanti dedicati al tema del divertimento spicca Nivola, il primo simulatore di guida che unisce elevate prestazioni tecniche e valore estetico. Firmato da Adriano Design, lo studio fondato da Gabriele e Davide Adriano, in collaborazione con Gianfranco Barban, CEO e Creative Director di Teckell, l’azeinda che lo produce, il progetto trasforma l’esperienza del gaming in un vero e proprio oggetto d’arredo. Interamente realizzato in Italia, Nivola si distingue per una scocca ispirata alle classiche vetture da corsa, che ne enfatizza la silhouette leggera e dinamica. Materiali pregiati come legno e alluminio si combinano con lavorazioni artigianali di alta qualità, tra cui le sedute in cuoio con finiture cannettate o semipunturate. Completano il progetto la griglia frontale e le ruote con dettagli a specchio, elementi che contribuiscono a trasformare il simulatore in una sintesi equilibrata tra performance, artigianalità e design.

Il gioco non è più un passatempo, è il trend del 2026: immagini e foto.