Icaro Hotel, sulle cime dove osano le aquile

Autore:
Daniela Giambrone
  • Giornalista
Tempo di lettura: 6 minuti

Dal nome evocativo, l’hotel sulle Dolomiti firmato Modus Architects reinterpreta l’ospitalità in alta quota con gusto design eclettico, attenzione sostenibile e una garbata vocazione artistica.

Icaro Hotel, sulle cime dove osano le aquile
Icaro Hotel, Suite Spuren. Foto Cathrine Stukhard

Lo scenario è quello delle Dolomiti, patrimonio naturale dell’umanità Unesco. A 1910 metri di altitudine, in Alto Adige, si trova Icaro, un hotel a due passi da Compaccio, la stazione a monte della funivia dell’Alpe di Siusi e dal parcheggio centrale.

Il nuovo edificio nasce dalla reinterpetazione dello storico rifugio Ikarus, aperto nel 1936, ristrutturato con attenzione dallo studio Modus Architects di Bressanone. Dal 2000 gli architetti Sandy Attia e Matteo Scagnol si distinguono per il loro approccio audace ed eterogeneo, che nasce da un meticoloso studio del luogo e del contesto in cui operano.

Nel riprogettare Icaro, siamo tornati alla solida forma originale del rifugio e abbiamo combinato il vecchio con il nuovo: il legno di larice avvolge la casa, che si inserisce con rispetto nel maestoso ambiente circostante. Imponenti travi lignee si intersecano, si incastrano, si uniscono per dare forma e struttura alla facciata e sostenere il tetto a falda che richiama la forma di un’immensa ala pronta a spiccare il volo.

Gli interventi di ristrutturazione sono stati diversi: l’ampliamento del parcheggio interrato, un nuovo edificio di alloggi per il personale, una ala aggiuntiva con otto camere, la riorganizzazione di tutti gli spazi comuni, inclusa l’area wellness con piscina, e l’imponente loggia di colonne lignee che si distende sulla facciata principale.

Icaro Hotel, sulle cime dove osano le aquile
Icaro Hotel, piscina indoor. Foto Luciano Paselli

Facciamo un passo indietro

Icaro Hotel, sulle cime dove osano le aquile
Icaro Hotel, esterno. Foto Luciano Paselli

Manager e titolare è Angelika Sattler, terza generazione nella gestione familiare della struttura. È stata infatti la nonna Berta a fondare l’impresa di famiglia. Negli anni Cinquanta, salì quassù dalla Val Sarentino in cerca di impiego: per alcuni anni lavorò in quello che al tempo era l’Ikarus, un rifugio di montagna spartano, costruito nel 1936. Nel 1971 Berta e il marito Andreas decisero di acquistare la locanda, meno di dieci anni dopo, la figlia Irmgard li seguì con il marito Walter. A ricevere il testimone ai giorni nostri è Angelika, nipote di Berta e figlia di Irmgard, che ha trasformato radicalmente la struttura in un progetto di ospitalità attento e ricercato.

In armonia con il paesaggio circostante

Icaro Hotel, sulle cime dove osano le aquile
Icaro Hotel, esterno. Foto Valentina Casalini

Il legno è il protagonista di questo progetto. All’esterno, le lastre di larice che avvolgono l’edificio richiamano la foresta circostante, mentre i loro intrecci danno solidità e struttura alla facciata. La scelta del materiale legno si inserisce nella tradizione di estro e maestria artigiana con cui da secoli si costruiscono case e rifugi in questo territorio. L’imponente tetto a falda evoca un’immensa ala aperta pronta a spiccare il volo, in  omaggio al nome dell’hotel e al mito cui si riferisce.

Icaro Hotel, sulle cime dove osano le aquile
Icaro Hotel, esterno. Foto Luciano Paselli, Matteo Scarpellini

Per questo Modus Architects ha impiegato materiali sostenibili, coinvolto artigiani locali e rispettato la struttura originale, che è stata recuperata dove possibile per evitare di abbattere e ricostruire da zero. Perché già dal 2010 l’hotel manifesta una spiccata vocazione sostenibile, riconosciuta con l’Ecolabel UE: l’elettricità verde è ottenuta da energia idroelettrica, il riscaldamento è a gas, i detergenti ecologici e le emissioni di CO2 sono compensate mediante progetti certificati di tutela del clima.

Interni dal gusto neo-folk

Icaro Hotel, sulle cime dove osano le aquile
Icaro Hotel, interno. Foto Gustav WilleitIcaro

Abete rosso, quercia e olmo caratterizzano gli spazi interni, che si distribuiscono su tre livelli. Le 29 camere e suite sono state in parte ripensate e riprogettate e, oltre alla vista spettacolare che ognuna offre, sorprendono con opere d’arte, oggetti di design inconsueti, tessuti non convenzionali e soluzioni architettoniche inedite.

Icaro Hotel, sulle cime dove osano le aquile
Icaro Hotel, Telescope Room. Foto Luciano Paselli

Al piano terra si snodano sale panoramiche e salottini raccolti. Poltrone e divani multicolor invitano gli ospiti a leggere libri e riviste messi a disposizione. Un grande tavolo di marmo è il meeting point a cui trovarsi a ogni ora del giorno, mentre la sala ristorante svela toni rosa, blu e pesca come sfondo a una vista aperta sullo Sciliar. Anche le terrazze che si affacciano sulle montagne e la piscina panoramica sono state progettate scegliendo cromie inedite e avvolgenti.

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Icaro Hotel, lounge. Foto Gustav Willeit

Il fil rouge dell’arte

Icaro Hotel, sulle cime dove osano le aquile
Icaro Hotel, scorcio. Foto Gustav Willeit

Ad aumentare il fascino di questa struttura è il gusto per l’arte che la famiglia Sattler riesce a esprimere integrando pezzi d’arte contemporanea in tutti gli spazi dell’hotel, anche i più inaspettati, come le pareti grezze del garage o della piscina. Hubert Kostner, marito di Angelika, partecipa attivamente con le sue opere, esposte sia nelle aree comuni sia in alcune camere, come la suite Spuren im Schnee e la stanza Posta Prioritaria. Insieme a lui, sono presenti nelle camere i lavori di altri artisti altoatesini: la suite Feathers ospita un progetto site specific di Roland Senoner, mentre alcune fotografie di Philipp Messner vivacizzano le pareti della suite Clouds. Infine, un muro bianco all’entrata dell’hotel è al centro del progetto Art Wall, che ogni anno invita artisti internazionali a realizzare un’opera pensata appositamente per quello spazio.

Una cucina eclettica

Icaro Hotel, sulle cime dove osano le aquile
Icaro Hotel, ristorante. Foto Luciano Paselli

Lo spirito vivace e originale dell’hotel si riflette anche nell’offerta culinaria. Lo chef altoatesino Kurt Rier combina la tradizione locale con piatti moderni che dimostrano la profondità del legame con la sua terra e l’attenzione centrata sulla qualità delle materie prime. Il ristorante, aperto dall’alba fino al dopo cena, offre una vista impagabile sulle cime e sui prati circostanti sia dalla terrazza en plein air sia dalle sale panoramiche interne. In inverno, a pranzo, è fortunatamente  aperto anche agli esterni.

Icaro Hotel: foto e immagini