Guarda con attenzione: la differenza sta nel dettaglio!

Autore:
Ali Filippini
  • Giornalista
Tempo di lettura: 6 minuti

A caccia di dettagli, come in un gioco, per capire e carpire l’intelligenza di alcuni oggetti visti durante la Design Week che ci hanno colpito al primo sguardo.

Guarda con attenzione: la differenza sta nel dettaglio!
Mathare, Giacomo Moor, Cappellini

Dettagli, ovvero soluzioni, guizzi, trovate, di volta in volta riconducibili alla costruzione del pezzo, ai materiali impiegati, alle modalità d’uso suggerite e così via. Perché in fondo è il “particolare” a innescare, anzitutto, la curiosità per l’oggetto fino ad arrivare al suo desiderio. Così tutti questi arredi contengono qualcosa di speciale in grado da legittimarne la qualità di disegno e il pensiero, come si addice da sempre al miglior design.

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L’eleganza del togliere

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La collezione Mathare di Giacomo Moor per Cappellini come dal nome rimanda a un’iniziativa umanitaria che ha impegnato il designer milanese nella progettazione e realizzazione – Moor è un autentico wood maker – degli arredi per una scuola di uno degli slum più popolosi di Nairobi. L’esperienza ha portato allo studio di un sistema costruttivo in grado di offrire stabilità e resistenza attraverso una serie di incastri disposti in sequenza: così è eliminato tutto il superfluo e il decorativo. Nondimeno la ripetizione modulare di gambe, traversi, incastri e catene ottimizza il processo produttivo, reinterpretando con semplicità e indubbia eleganza il tema dell’incastro, alla base delle tradizionali tecniche di ebanisteria, trasformandolo in un motivo nella panca e nel tavolo in rovere.

Un manifesto di sensibilità

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FF_Spine_Formafantasma, Cassina_ph_Luca Merli

Nel caso della libreria FF.Spine, primo arredo del duo Formafantasma per Cassina, il dettaglio sta nella staffa di supporto fissata al montante che sorregge la mensola. La libreria, o meglio il sistema di librerie (autoportante, con basamento a terra e fissaggio a parete o sospesa) a dispetto della sua semplicità nasconde un meticoloso lavoro di ebanisteria. Infatti, gli elementi in legno massello, eterogenei nelle venature e nei tagli del legname, sono combinati per massimizzare ogni singola parte di un tronco (ricordiamo che i designer nel 2020 hanno avviato un progetto di ricerca poi mostra itinerante, Cambio, dedicato alla sostenibilità del materiale). Accurate anche le scelte cromatiche, con tre colorazioni che lasciano trasparire la trama del legno per dare valore alle venature. Con i colori applicati manualmente a straccio sul frassino, con il contrasto delle staffe ton-sur-ton attraverso una mano aggiuntiva a spruzzo.

 

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FF_Spine_Formafantasma_ph_Luca Merli

Progettare con la serendipità

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Odo Fioravanti, Baleri-Italia_InBallo

Non meno sensibile si dimostra Odo Fioravanti nel provvedere per i tavolini InBallo di Baleri Italia delle gambe di cartone, con elementi terminali in feltro, connesse a un piano in metallo grazie alle zanche piegate che si inseriscono e si ancorano. Un’attenzione ecosostenibile e comportamentale – per essere spediti in imballaggi ridotti vengono montati dall’utente finale senza utilizzare utensili, viti o colle – che in realtà nasce dall’osservare una tecnologia per la produzione di profili in cartone utilizzati per proteggere e imballare gli elettrodomestici e che Fioravanti fa propria. Il designer  trasforma così i profili rigidissimi in elementi strutturali le cui modanature peraltro richiamano la classicità delle colonne antiche, qui ottenute attraverso la grecatura propria del semilavorato, in un dettaglio che ne nobilita la semplicità.

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Quando il design è empatico

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Paul Cocksedge, designer e artista britannico noto per la sperimentazione con la luce e i suoi materiali, si è chiesto come dare espressività a un complemento d’arredo non sempre facile da approcciare come lo specchio. Il risultato è la collezione Squash di Magis, che lui stesso riassume come il frutto di “un’esplorazione sul potere della compressione”. La collezione è composta da tre specchi montati in una cornice metallica nera che ne contiene idealmente la spinta, posizionabili sia in verticale che in orizzontale, e da due specchi caratterizzati rispettivamente da una o due mensole infilate ai fianchi. Il gioco percettivo sta nel contrasto tra la morbidezza delle sagome e la loro natura di superfici piatte lasciando all’osservatore d’intravvedere i possibili rimandi di significato dei diversi pattern.

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Moderno contemporaneo

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Mezz’aria, Daniele Lago, Lago

Daniele Lago, designer e imprenditore dell’azienda che porta il suo cognome, dopo aver fatto fluttuare negli anni diversi mobili, con Mezz’aria rilegge l’archetipo della sedia a sbalzo, o cantilever nella tradizione modernista, attraverso la costruzione ardita dell’oggetto. Qui la struttura inclinata delle gambe in metallo o in rovere, ma soprattutto l’assenza di sostegni posteriori creano un originale effetto di leggerezza visiva, per un comfort dichiaratamente flessibile e un po’ giocoso che in realtà cela una seria ricerca e una tecnologia nascosta. Il disegno geometrico e grafico contrasta con il dettaglio della seduta dalla generosa imbottitura trapuntata riproposta anche nella versione poltrona.

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Un tavolo bar sperimentale

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Living Divani, Etoile

La sua figura gentile nasce per accogliere, per abbracciare i momenti di relax, di dialogo, di leggerezza. Ergonomia spontanea, ispirata ai movimenti pieni di grazia delle ballerine. Una grazia che si mostra, in punta di piedi

Così Marco Carini commenta il suo tavolo bar Etoile per Living Divani, dalla forma tonda con una struttura leggera sulla quale si possono appoggiare i piedi oltre che agganciare una borsa. La struttura in acciaio si compone di sei tondini uniti da elementi arcuati a formare una ramificazione grazie al posizionamento di altezze diverse. Ma a renderlo oltremodo interessante è la personalizzazione del top che oltre a legno e marmo include un materiale biocomposito naturale, NOAI®, realizzato con terra cruda, fibre di canapa, quarzi e ossidi minerali naturali. Frutto della ricerca del designer che lo ha brevettato con un’azienda di bioedilizia, è in grado di schermare anche le onde radio nocive dei telefoni.

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