Chandelier: le nuove interpretazioni della luce

Lo scenografico lampadario a bracci è all’attenzione dei designer. Innovazione tecnologica, ricerca dei materiali e nuove soluzioni per condurre l’elettricità ne rinnovano la tipologia.

Lo chandelier: le interpretazioni più innovative

Non si tratta di un esercizio di stile e queste recenti variazioni sul tema del lampadario centrale confermano la bontà delle idee alla base degli esempi scelti, presentati per la maggior parte durante la Milano Design Week da poco conclusa.

A prescindere che la soluzione sia più decorativa o essenziale, l’originalità data dall’innovazione tecnologica e formale conferisce nuovo interesse al tema della sospensione centrale a bracci, sia per l’ambiente pranzo che per altre destinazioni.

Lo chandelier: le interpretazioni più innovative

Chandelier: il richiamo al classico

Lo chandelier: le interpretazioni più innovative

Philippe Starck con Khan di Kartell disegna un lampadario imperiale alla portata di tutti, difatti afferma il designer:

Non bisogna per forza essere un Khan, per ereditare un lampadario imperiale. Oggi è possibile acquistarlo

Khan rievoca la memoria dell’antico lampadario settecentesco, in linea con quanto da lui già sperimentato nell’arredo in plastica precedentemente. In questo ibrido tra un candeliere e un lampadario le candele sono sostituite dai diffusori che svettano sulla struttura di policarbonato 2.0 (un innovativo materiale plastico ecologico) nelle versioni trasparente, nero o una raffinata tonalità champagne.

Chandelier: materiali innovativi

 

Lo chandelier: le interpretazioni più innovative

La linearità e la leggerezza caratterizzano anche l’innovativo J-US di Alessandro Zambelli per Luceplan reso ancora più minimale attraverso l’uso del solo colore nero, solitamente utilizzato nel campo della tecnologia. In questo chandelier sono determinanti i materiali usati: la conduzione dell’elettricità è infatti celata alla vista, nei bracci, grazie all’impiego di un materiale multistrato (rame e fibra di vetro) normalmente impiegato per i circuiti elettronici.

I bracci sono collegati al binario elettrificato centrale in alluminio e, all’insegna della flessibilità d’uso e della personalizzazione, si possono articolare in diverse configurazioni. Vi è anche la possibilità di estendere il diametro del lampadario agganciando un secondo anello di bracci a quello più interno con una semplice operazione.

I diffusori dalla forma ad asola sono in policarbonato e portano un’illuminazione a led.

Chandelier: soluzioni illuminotecniche

Lo chandelier: le interpretazioni più innovative

Ancora più essenziale, e tecnico, è il lampadario che Michele De Lucchi ha pensato per Artemide. La soluzione nasce da un concetto ottico. Tre bracci ramificati originano sei teste luminose per distribuire la luce nell’ambiente, posizionandosi a piacere in ogni direzione, per avere un’illuminazione indiretta o diretta.

Ma soprattutto i diffusori di Osidio non abbagliano perché le lenti dei Led orientano sempre la luce verticalmente sul piano. Lo studio ottico determina anche l’asse di rotazione e quindi l’inclinazione bracci studiata per distribuire al meglio la luce. Rivolti verso il basso concentrano l’emissione verso il piano di lavoro o la tavola, ruotati verso l’alto la aprono nell’ambiente. Di questa versione tecno dello chandelier dice il suo autore:

Ho denudato il progetto da tutte le sovrastrutture ed è rimasto un lampadario esile e leggero che ricorda un’infiorescenza arborea

Onirico, poetico, equilibrato nella sua decisa essenzialità.

Chandelier: luce dal tessuto

Lo chandelier: le interpretazioni più innovative
Per lo stesso brand l’archistar danese BIG (Bjarke Ingels) ragiona sull’idea di una struttura ad ombrello composta da uno scheletro di undici bracci collegati a un alimentatore. I bracci hanno una struttura tubolare e in una sezione di 25 mm inglobano un’ottica di controllo luminoso che diffonde la luce morbidamente nello spazio.

Su questa corona si può aggiungere a piacere un diffusore in tessuto che poggia, come un vestito, disegnando con il peso e la sua matericità delle curve sinuose. I diffusori sono differenti per composizione e consistenza della fibra ma provengono dalla stessa ricerca di tessuti innovativi, sostenibili ed etici provenienti solo da fibre esistenti in natura. Le fibre sono filate attraverso lavorazioni di tipo meccanico (senza subire procedimenti chimici) in alternativa alle più tradizionali e industriali soluzioni tessili con maggiore carbon footprint.

Tra queste, l’ortica selvatica che ha proprietà antistatica ed è brillante come la seta e il bamboo, apparentatile alla viscosa e come l’ortica completamente biodegradabile.

Chandelier d’artista 

Lo chandelier: le interpretazioni più innovative

Gioioso e giocoso, TUTTI, dell’artista Matilde Cassani per FontanaArte, azienda quest’anno al suo novantesimo anno, è un omaggio alla diversità messa in scena con una serie di sagome metalliche ritagliate, appese intorno al diffusore e libere di ruotare su loro stesse.

Una rilettura dello chandelier, senza bracci, con una vaga reminiscenza alla celebre sospensione Zettel’z di Ingo Maurer. Prevale concettualmente un trionfo degli opposti figurato che simboleggia il mondo di contraddizioni e contrapposizioni in cui viviamo: drappo religioso assieme allo scudetto della squadra di calcio; uomo e/o donna: gender fluidity; gonna e pantaloni; bottiglietta in plastica e pesce. Matilde Cassani si muove come artista al confine tra architettura, installazione e performance e per lei TUTTI è

un’arca che contiene tutto ciò che l’uomo, in questo momento, porterebbe nel futuro. I suoi elementi sono gli ex voto di oggi. Ruotano su sé stessi, mostrando il loro opposto. Uno chandelier di contraddizioni. Una lampada che assume il colore dall’ambiente domestico in cui si trova

Chandelier innovativi: foto e immagini

Nuove soluzioni interpretano il tradizionale chandelier con estro e innovatività: vediamo alcune delle proposte più interessanti in questa galleria.