Prima di accendere la caldaia, fai questi 11 controlli: eviti sprechi e brutte sorprese
Prima di accendere la caldaia è importante sapere quali sono i controlli fondamentali da fare affinché sia sempre efficiente durante la stagione fredda. Di seguito 11 controlli che ti permetteranno di evitare sprechi e brutte sorprese.
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Con l’avvicinarsi dell’autunno e in previsione dell’abbassamento delle temperature, è fondamentale disporre di una caldaia e di un sistema di riscaldamento efficiente.
Prima di accendere l’impianto sono però diverse le fasi a cui prestare la dovuta attenzione, ad iniziare da una corretta manutenzione.
Se vengono infatti osservate in modo diligente le 11 cose da fare prima di rimetterla in funzione, i vantaggi saranno molteplici, fra cui il buon funzionamento dell’impianto, l’ottimizzazione dei consumi energetici e il risparmio in bolletta. Ecco indicati nello specifico i singoli step da completare prima di accendere la caldaia.
Controllo periodico della caldaia

Il primo passaggio da completare prima di riaccendere il riscaldamento è verificare che la manutenzione della caldaia sia in regola. Gli interventi devono essere eseguiti da tecnici abilitati, secondo le indicazioni fornite dall’impresa installatrice. Se queste non sono disponibili, bisogna fare riferimento alle istruzioni del fabbricante dell’apparecchio e, in loro assenza, alle specifiche norme tecniche applicabili.
Non è dunque corretto affermare che la manutenzione della caldaia debba essere effettuata obbligatoriamente ogni anno in tutti i casi: la periodicità dipende dalle indicazioni previste per lo specifico impianto.
La manutenzione ordinaria non va inoltre confusa con il controllo di efficienza energetica, che comprende, per gli impianti interessati, anche la verifica dei parametri della combustione. La frequenza di questi controlli varia in base alla tipologia dell’impianto, al combustibile utilizzato e alla potenza del generatore, oltre che alle eventuali disposizioni regionali.
È inoltre importante verificare che il libretto di impianto sia correttamente compilato e aggiornato con gli interventi effettuati. Una manutenzione eseguita con regolarità contribuisce a mantenere la caldaia efficiente e sicura, riducendo il rischio di guasti e favorendo il contenimento dei consumi.
Pulizia dell’impianto

Il secondo step da portare a termine è effettuare l’analisi dei radiatori della caldaia. Non è obbligatorio rivolgerti a personale qualificato se sei un amante del “fai da te”.
Basta infatti eseguire la cosiddetta attività di spurgo per togliere l’aria in eccesso, verificandone il livello sul radiatore principale della caldaia e sui caloriferi presenti in casa. Ovviamente questa operazione va eseguita a impianto spento. Sarà sufficiente aprire ogni valvola del termosifone e richiuderla quando la fuoriuscita di acqua diventa omogenea. A questo punto verifica che il valore della pressione sul manometro della caldaia sia compreso fra 1 e 1,5 bar.
In caso di dubbi o se non ti senti pratico nell’eseguire la procedura, ti consigliamo di chiedere l’intervento di un tecnico specializzato.
Controllo della temperatura dell’acqua della caldaia

È molto importante regolare la temperatura dell’acqua dell’impianto. Bisogna distinguere quella destinata al circuito di riscaldamento dall’acqua calda sanitaria utilizzata, ad esempio, per doccia e rubinetti.
Per quanto riguarda il riscaldamento, la temperatura di mandata più adatta dipende dal tipo di impianto e dalle caratteristiche dell’abitazione. I tradizionali termosifoni possono richiedere temperature più elevate rispetto a sistemi radianti come il riscaldamento a pavimento. Anche il tipo di generatore è importante: una caldaia a condensazione, ad esempio, può lavorare con maggiore efficienza quando le condizioni dell’impianto consentono di utilizzare temperature di mandata più basse.
Non esiste quindi un valore ideale valido per qualsiasi abitazione. È preferibile regolare la temperatura in funzione dell’impianto, evitando impostazioni inutilmente elevate e facendo riferimento alle indicazioni del produttore o del tecnico che si occupa della manutenzione.
Pulire i termosifoni
Forse hai notato che vicino ai caloriferi i muri si sono anneriti. Ciò è dovuto al riscaldamento degli stessi, accesi per molte ore durante la stagione invernale. Per evitare che ciò si ripeta, è fondamentale pulire le colonne ed eliminare la polvere che si è accumulata tra gli interstizi dei singoli elementi nel corso dell’estate.
Come fare? Esistono in commercio apposite spazzole pieghevoli dotate di setole flessibili. Diventa così molto facile eliminare la polvere dietro i termosifoni e in tutte quelle aree più complicate da raggiungere. Il costo? A partire da 5-6 euro se ne trovano diversi modelli già molto validi, in media con circa 15 euro acquisti un attrezzo con materiali di buona qualità (acciaio inossidabile, peli di pecora o capra).
Riempire d’acqua gli umidificatori

Dopo aver pulito i termosifoni, non dimenticare di aggiungere l’acqua negli umidificatori in ceramica. Si tratta di un’operazione spesso sottovalutata. Richiede la prima volta soltanto cinque minuti del tuo tempo per riempirli, poi periodicamente va soltanto controllato il livello. Un intervento tanto semplice quanto basilare per assicurare sempre il corretto grado di umidità dell’aria negli ambienti.
Ecco perché non devi dimenticare durante la stagione invernale di verificare regolarmente la presenza di acqua in questi piccoli ma utilissimi accessori.
Verificare la temperatura degli ambienti

Controllare la temperatura degli ambienti aiuta a mantenere un buon livello di comfort senza consumare più energia del necessario. Durante la stagione fredda, una temperatura intorno ai 19-20 °C è generalmente sufficiente negli ambienti della casa maggiormente utilizzati, mentre nelle stanze meno frequentate può essere mantenuta più bassa.
È bene ricordare che la normativa stabilisce anche dei limiti alla temperatura degli ambienti riscaldati. Per le abitazioni, durante il funzionamento dell’impianto di riscaldamento, la temperatura non deve normalmente superare i 20 °C, con una tolleranza di 2 °C.
Evitare di riscaldare eccessivamente la casa permette inoltre di ridurre gli sprechi energetici e, di conseguenza, i consumi legati al riscaldamento.
Controllare e programmare correttamente il termostato
Prima di riaccendere il riscaldamento è utile controllare anche il termostato, verificando che funzioni correttamente e che gli orari impostati siano adatti alle proprie abitudini. Una buona programmazione permette infatti di evitare che la caldaia rimanga accesa quando in casa non c’è nessuno o nelle ore in cui non è necessario mantenere una temperatura elevata.
Se disponi di un cronotermostato o di un termostato smart, puoi programmare fasce orarie e temperature differenti durante la giornata e, nei modelli connessi, gestire il riscaldamento anche a distanza tramite smartphone. L’obiettivo non è riscaldare continuamente gli ambienti, ma far lavorare l’impianto soltanto quando serve, cercando il giusto equilibrio tra comfort e consumi.
Prima dell’inizio della stagione fredda controlla quindi le impostazioni, l’orario e, nei dispositivi che le utilizzano, lo stato delle batterie. Una verifica di pochi minuti può evitare accensioni inutili e contribuire a una gestione più efficiente del riscaldamento.
Regolare le valvole termostatiche

Sono delle valvole che vanno applicate su ogni calorifero. La loro funzione è regolare l’afflusso dell’acqua calda all’interno. Riescono a mantenere la temperatura costante e garantire maggior calore nei locali dove passi più tempo. Eviti in questo modo gli inutili sprechi di energia e ottieni il riscaldamento alla temperatura desiderata.
La valvola può essere impostata su livelli differenti: quando nell’ambiente viene raggiunta la temperatura corrispondente alla regolazione scelta, riduce automaticamente il passaggio dell’acqua calda nel radiatore, limitando così gli sprechi.
Prima dell’accensione del riscaldamento è quindi utile verificarne il corretto funzionamento e scegliere una regolazione adeguata per ogni ambiente. Nelle stanze utilizzate più frequentemente si può mantenere una temperatura più confortevole, mentre in quelle poco frequentate è possibile impostare un livello inferiore.
Modificare le cattive abitudini
Prima di accendere la caldaia è necessario innanzitutto cambiare alcune cattive abitudini che si traducono in sprechi. Non vanno bene le tende che scendono davanti ai termosifoni, allo stesso modo mettere lo stendibiancheria vicino al calorifero per asciugare più rapidamente i panni. Sono comportamenti sbagliati poiché così il calore si disperde e non riesce a propagarsi in modo uniforme negli ambienti.
Ricorda che qualsiasi “ostacolo” davanti ai radiatori forma una sorta di barriera che impedisce all’aria di circolare nel modo giusto, causando peraltro un incremento dei consumi.
Cambiare regolarmente l’aria in casa
È importante cambiare l’aria in casa, preferibilmente la mattina. Aprire le finestre rientra tra le buone abitudini ma non serve lasciarle spalancate per troppo tempo. Sono sufficienti circa quindici minuti. Un tempo ulteriore significa raffreddare eccessivamente gli ambienti, tramutandosi in uno spreco di energia quando accendi nuovamente la caldaia e desideri portare la temperatura al livello desiderato.
Controllare lo stato della caldaia

Dopo diversi anni di “onorato servizio”, valuta se è il caso di sostituire la caldaia. Può darsi che l’impianto non sia più perfettamente efficiente nonostante hai sempre eseguito una corretta manutenzione. Oggi sul mercato sono disponibili diversi modelli, come quelli a condensazione, basati sul recupero del calore dai fumi di combustione. Tra i vantaggi, il risparmio di combustibile.
La sostituzione non deve però essere automatica: la scelta dipende dalle condizioni dell’impianto, dalle caratteristiche dell’abitazione e dalle esigenze di chi la utilizza. Oltre alle caldaie a condensazione, oggi sono disponibili soluzioni come pompe di calore e sistemi ibridi, che combinano differenti tecnologie per il riscaldamento.
Prima di procedere è opportuno valutare con un professionista i consumi dell’abitazione, le caratteristiche dell’impianto esistente e i costi dell’intervento, verificando anche la presenza di eventuali agevolazioni fiscali.
Nel 2026 l’Ecobonus prevede una detrazione del 50% per gli interventi sull’abitazione principale e del 36% negli altri casi, nel rispetto dei requisiti previsti. Sono invece escluse dall’agevolazione le spese per la sostituzione dell’impianto di riscaldamento con una caldaia unica alimentata a combustibili fossili.
Sanzioni e manutenzione ordinaria caldaia: conclusioni
Rispettare gli obblighi relativi alla manutenzione e ai controlli dell’impianto termico è importante non soltanto per mantenerlo efficiente e sicuro, ma anche per evitare eventuali sanzioni.
La normativa prevede infatti sanzioni in caso di mancato rispetto degli obblighi previsti per il controllo e la manutenzione degli impianti termici. Importi, modalità di accertamento e procedure di controllo possono tuttavia dipendere dalla violazione contestata e dalle disposizioni applicate a livello regionale e locale.
È quindi consigliabile verificare le regole in vigore nel proprio territorio e conservare correttamente il libretto di impianto e la documentazione relativa agli interventi effettuati. Al di là delle possibili sanzioni, una manutenzione eseguita secondo le scadenze previste contribuisce al corretto funzionamento dell’impianto, alla sicurezza e al contenimento dei consumi energetici.