Livia Rebecchini presenta Les Tables d’Appoint: quattro tavolini gioiello tra arte e design
Livia Rebecchini firma Les Tables d’Appoint, la sua prima collezione, realizzata da COALAN Art Designers, atelier della sorella Flavia Rebecchini e di Antonio Colantoni. Quattro tavolini da appoggio pensati per spostarsi e cambiare funzione, con superfici in lacca, frutto di strati di materia lavorati a mano.

Les Tables d’Appoint di Livia Rebecchini
Certi oggetti non si disegnano: si ricordano
Livia Rebecchini.
Ci sono oggetti che nascono da un’intuizione progettuale e altri che custodiscono storie, suggestioni e memorie lontane. Nella casa dei nonni, allineati nelle vetrine, c’erano le lacche e gli smalti riportati dai viaggi in Oriente: la profondità di una lacca, la brillantezza di uno smalto, l’imperfezione di una superficie battuta a mano. Les Tables d’Appoint diventano memoria tangibile. Le forme sono di Livia. Le superfici sono di Flavia e Antonio. L’idea prende forma durante una visita di Livia al laboratorio COALAN: sul tavolo di lavoro scopre campioni realizzati con tecniche miste, lacche e smalti dall’effetto specchiato, superfici che sembrano rispondere perfettamente all’idea di una linea di tavolini che stava sviluppando.
Interior designer, Livia Rebecchini ha una formazione francese. Gli anni al Lycée Chateaubriand di Roma, fino al Baccalauréat, le hanno lasciato più di una lingua: un modo di ragionare fatto di analisi e rigore. Studia Storia dell’Arte a Roma, poi alla London Polytechnic e all’École du Louvre di Parigi. Il mestiere lo impara in due studi romani. Nello Studio Angeletti, Anna Laura Angeletti le insegna a far convivere epoche e linguaggi diversi; da Ilaria Miani scopre il valore del dettaglio, dalla costruzione di un arredo alla ricerca di un oggetto. Dopo trent’anni di interni, nel 2022 fonda Livia Rebecchini Interiors, uno studio tutto al femminile. Nei suoi progetti cerca l’accordo tra simmetria e imperfezione, e un colore che deve molto agli interni di Bonnard e Vuillard e ai campi cromatici di Rothko.
Con Les Tables d’Appoint porta questa sensibilità dalla scala della stanza a quella dell’oggetto. Con un accento francese. La table d’appoint è il piccolo tavolo d’appoggio, quello che si avvicina al divano, alla poltrona o al letto. Il Settecento francese ne ha fatto un genere a sé, con guéridon, chiffonnière e tavolini da salotto leggeri, facili da spostare. Livia ne riprende lo spirito e il vocabolario, bout de canapé, pliant, plateau de lit, e lo traduce in forme essenziali per la casa contemporanea: oggetti liberi, da spostare, accostare, combinare.
Il risultato è una collezione di quattro modelli di tavolini che supera la funzione tradizionale del tavolino per diventare una presenza autonoma nello spazio domestico.
La Virgola

Una forma morbida, in due misure, piccola e grande. Si accosta a una poltrona, si affianca al divano, e le due misure si combinano tra loro come una punteggiatura nello spazio.
Il Bout de canapé

In Francia è il tavolino che sta accanto al divano. Livia lo ha disegnato a L, perché scivoli tra i cuscini o si appoggi sul letto. Di giorno è una table d’appoint, al mattino e la sera diventa un plateau de lit. Lacche e finitura in resina tattile, in diversi colori e nuances.
Il Pliant

Il nome viene da plier, piegare. Struttura pieghevole in ferro ottonato e piano in lacca: si apre dove serve, da vassoio a comodino accanto al letto, e quando non serve si richiude e si mette da parte.
La H

Ha la forma di una H e, come il Bout de canapé, si inserisce tra i cuscini del divano.
Le superfici di COALAN Art Designers
COALAN è un progetto che attraversa i confini tra arte, design e alto artigianato, trasformando la superficie in un elemento espressivo capace di raccontare una storia. La loro ricerca nasce dalla contemplazione delle antiche lacche giapponesi, della loro essenzialità e della loro luce, messe in relazione con tecniche miste. Le superfici non sono considerate semplici rivestimenti, ma parte integrante dell’opera: la finitura rappresenta l’“abito” dell’oggetto, l’elemento che ne definisce il carattere e ne amplifica la dimensione artistica. Il repertorio è ampio: legno, metallo, gesso, seta, iuta, garze, pigmenti, lacche, resine, smalti a caldo e a freddo, polvere di cristallo, colle naturali. È quella che i fondatori definiscono un’“alchimia primaria”: un processo di ricerca in cui tecniche tradizionali e innovazione si incontrano per raggiungere un equilibrio tra forma, colore e materia.
La forma di ogni modello si ripete, la superficie no. Per ciascun tavolino COALAN sceglie materiali e combinazioni diversi e, uno strato dopo l’altro, le lacche acquistano profondità: effetti specchiati, smalti brillanti, resine tattili, in colori che cambiano da un pezzo all’altro. Anche le piccole imperfezioni restano, perché sono la firma della mano.
A Casa triplef la collezione Les Tables d’Appoint
Casa triplef è la dimora di triplef, il progetto di Federica Formilli Fendi e di sua figlia Ginevra Piersanti Fendi: un concept store e galleria dove ogni stanza si apre come un palcoscenico e il design del Novecento convive con la creazione contemporanea.
Qui i tavolini si posano tra i pezzi che Federica e Ginevra scelgono uno a uno: tra i cuscini di un divano di Gio Ponti, accanto a una poltrona o su un letto di Borsani. Sopra si appoggiano porcellane degli anni Venti, un servizio da tè, un bicchiere. Una lacca profonda accanto a un vetro, una superficie battuta a mano si accosta alla linea netta di un maestro del design del Novecento.
A Casa triplef, Les Tables d’Appoint diventa anche una storia di donne, sotto il cielo di Roma. Un modo di intendere il design come racconto, dove la materia conserva tracce di memoria e ogni superficie diventa parte di una storia più ampia.
Les Tables d’Appoint è in vendita a Casa triplef, via delle Mantellate 15A, Roma, e online su triplef.it.