Stufa canadese: 30 ore di caldo no-stop


Cos’è una stufa canadese? Quanto costa acquistarla? Scopriamo quali sono le sue particolarità, conosciamo il suo utilizzo, molto diverso da quello di una normale stufa a legna.

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Scopriamo la stufa canadese, molto diffusa in America ed in Canada, dove il clima invernale è molto rigido e viene scelta ed utilizzata per le sue capacità di riscaldamento costante e continuo.

Le stufe a legna con il loro inconfondibile fascino del vecchio mondo, le ritroviamo disponibili in commercio in linee semplici e decisamente più moderne, per adattarsi agli interni delle case. Valutare una stufa, per i non esperti o per chi si accinge per la prima volta a comprarne una, può sembrare un’impresa impossibile.

Una breve e dettagliata descrizione del funzionamento renderà la scelta più semplice ed è ciò che ci accingiamo a fare in questo articolo. Ci occuperemo delle stufe canadesi, semplici da utilizzare, soffermandoci sulle differenze che presentano nel funzionamento rispetto a quelle più conosciute e comuni.


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Stufe a legna

Le stufe a legna che acquistiamo altro non sono che evoluzioni dei caminetti, unico modo per portare calore alle case in passato. L’evoluzione di questa tipologia di riscaldamento la si deve all’aggiunta di una valvola d’ingresso per l’aria, atta a regolare la combustione.

A differenza dell’antenato, nelle stufe la camera di combustione è chiusa. Si avvalgono, in aggiunta, di un sistema di ventilazione atto a regolare la quantità di aria in ingresso nella camera di combustione, che permette di regolare il calore prodotto. Completano il loro funzionamento una canna fumaria, dove far confluire i fumi da combustione, che vengono fatti risalire per essere espulsi all’esterno della casa.

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Stufe con catalizzatore

Le evoluzioni tecnologiche delle stufe vanno nella direzione dell’efficienza, della sicurezza e del controllo delle emissioni di gas incombusti e del monossido di carbonio. Il seguito di queste nobili intenzioni ha condotto all’applicazione di un catalizzatore nelle stufe a legna, il cui obiettivo è quello di bruciare il fumo, che diviene a sua volta un’ulteriore fonte di energia.

I gas che in una stufa dal normale funzionamento vengono tirati all’esterno tramite la canna fumaria vengono canalizzati in un sistema di filtraggio a nido d’ape che riutilizza le particelle incombuste bruciandole. I catalizzatori sono inseriti all’interno delle stufe e sono tarati per entrare in funzione solo all’interno di un range di temperature alte e specifiche.


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Catalizzatore è dunque sinonimo di ecologico, poiché agisce per riqualificare il particolato, notoriamente insano e perché la stessa combustione del fumo determina altro calore. Un catalizzatore montato su una stufa a legna ne aumenta notevolmente l’efficienza e la rende rispettosa dell’ambiente. In America e in Canada la stufa a legna catalitica è in uso già da tempo, in Italia si sta diffondendo questa innovazione tecnologica di indiscusso valore ecologico.

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Stufe canadesi: come funzionano

Dopo questa introduzione nel mondo della combustione guidata, vediamo come funziona una stufa canadese. Nelle stufe comuni l’avvio avviene da spente e deve essere ripetuto più volte, anche all’interno di una stessa giornata. Dopo la prima accensione la stufa canadese resta sempre attiva, grazie al ricco braciere che non si spegne mai completamente.

L’accensione a freddo, che vedremo in dettaglio tra poco, occorre farla solo una volta, all’inizio della stagione invernale. Le autonomie eccezionalmente durature fanno sì che la stufa resti sempre accesa. La prima accensione è a freddo, le successive saranno invece su braci, con tutti i vantaggi che ciò comporta.

Per orientarsi all’acquisto vi sarà utile sapere che per una stufa canadese con una potenza di 10,5 kW il costo di acquisto è di circa € 1.250, per una potenza di 12 kW si spendono € 1.400.

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Stufe canadesi: vantaggi

La combustione la qualifichiamo come ecologica, poiché sono stufe che bruciano a tutte le andature in maniera pulita per l’ambiente. Sono concepite per ospitare grossi carichi di legna, ma risultano ben funzionanti e performanti anche con cariche medie e modeste di legna, nel caso vogliate un effetto più limitato di emissione di calore. Accolgono nel vano combustione fino a circa 40 kg di legna da ardere, una capacità molto grande rispetto ad altre stufe in commercio.

Qualunque sia l’andatura non emettono fumi inquinanti dal camino, come da certificazione dei modelli Regenzy che montano un catalizzatore incorporato nel sistema.

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La catalizzazione fa sì che ci siano meno perdite termiche rispetto ad una stufa comune. In questa tipologia il calore, che si disperderebbe attraverso la canna fumaria per confluire all’esterno, viene trattenuto in casa.

Ulteriore caratteristica è l’emissione pressoché costante di calore. La curvatura dell’emissione termica non segue il consueto andamento, con un tetto alto nelle prime ore di funzionamento per poi diminuire nelle ore successive. La curva termica delle stufe canadesi è lineare nel periodo di attività, che sono circa 30 ore con una singola ricarica di legna.

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Stufe canadesi: come si usano

La prima volta all’inizio del periodo di utilizzo si provvede ad accensione, detta a freddo. Le operazioni seguono questa sequenza di azioni:

  1. si lascia il portello socchiuso, favorendo la vitalità della fiamma;
  2. dopo qualche minuto si chiude il portello, mantenendo aperto il bypass ad andatura vivace;
  3. 10 minuti dopo la combustione dovrebbe essere avviata, come può confermare il termometro posizionato in zona attività;
  4. chiuso il bypass e mantenendo l’andatura, si dà il via alla combustione catalizzata;
  5. per ultimo si modifica l’andatura, agendo sulla leva di comando dell’aria in ingresso.

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Stufe canadesi: ricarica su braci

Il riavvio al mattino avviene dunque sulla brace, in che vuol dire evitare tutte le operazioni di accensione consuete, poiché ci si deve limitare a reintrodurre legna per ridare piena attività alla stufa.

  1. Agendo con le dovute cautele per primo aprire il bypass fumi;
  2. aprire poco alla volta la porta per il ricarico della legna, con l’obiettivo è di far circolare l’ossigeno, in grado di attivare il tiraggio dei fumi verso l’esterno;
  3. smuovere le braci per ravvivarle e creare un letto dove adagiare la nuova legna deputata alla combustione. In base all’attività del braciere sarà possibile caricare legna più o meno grande, legnetti per braci modeste, legna grande per braci attive e ricche.

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Fiorella Petrocelli

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