Riscaldamento, quanto si risparmia con un grado in meno: i numeri e le temperature giuste
Abbassare il termostato di un solo grado taglia i consumi dal 5 al 10%. Ecco quanto vale in euro, quali temperature tenere e i limiti fissati dalla legge.
Guarda il video

Con l’arrivo del freddo la tentazione è alzare il termostato di un paio di gradi per stare in maglietta. È anche il modo più rapido per far crescere la bolletta del gas.
Secondo l’ENEA, l’Agenzia nazionale per l’efficienza energetica, ogni grado in meno può ridurre i consumi per il riscaldamento dal 5 al 10%. Tradotto in euro, il risparmio non è affatto trascurabile, soprattutto quest’anno. Ecco quanto vale un grado, quali temperature sono consigliate nelle diverse ore della giornata e cosa prevede la legge.
Un grado in meno: quanto si risparmia davvero

Secondo le simulazioni di Facile.it dell’ottobre 2026, una famiglia che consuma 646 metri cubi di gas l’anno spende in media circa 1.016 euro per il riscaldamento, il 26% in più rispetto all’anno precedente a parità di consumi. In questo scenario, abbassare il termostato di un grado può far risparmiare fino a quasi 95 euro a stagione, mentre ridurre di un’ora al giorno il tempo di accensione vale circa 32 euro. Lo stesso confronto mostra però che il comportamento non è l’unica leva. Passare da una delle offerte a prezzo fisso meno competitive a una delle più convenienti può ridurre la spesa fino al 27%, cioè circa 157 euro sullo stesso profilo di consumo. Conviene quindi fare entrambe le cose: rivedere le abitudini e controllare il proprio contratto.
Le temperature consigliate in casa
Per il comfort non serve superare i 19-20°C nelle ore in cui la casa è abitata. Di notte o durante le brevi assenze si può scendere a 16-17°C: spegnere del tutto e riaccendere al massimo, invece, costringe la caldaia a un lavoro maggiore per riscaldare pareti e pavimenti ormai freddi.
Un cronotermostato programmato sugli orari della famiglia permette di gestire questi passaggi senza pensarci. Per cambiare l’aria, poi, meglio aprire le finestre del tutto per pochi minuti piuttosto che lasciarle socchiuse a lungo, così da non raffreddare muri e arredi.
Gli errori che fanno salire la bolletta

Oltre alla temperatura, contano alcune abitudini. Tende pesanti, mobili e copritermosifoni davanti ai radiatori ostacolano la diffusione del calore e, secondo le stime più citate, possono aumentare la spesa fino al 5%. Di sera conviene abbassare tapparelle e persiane, che riducono le dispersioni attraverso i vetri.
Le stufette elettriche vanno usate solo per brevi periodi: accese di continuo possono costare fino a 2 euro al giorno. Infine, una caldaia sottoposta regolarmente a manutenzione lavora meglio e consuma meno di una trascurata. La manutenzione, del resto, è anche un obbligo: chi la trascura rischia sanzioni che possono arrivare fino a 3.000 euro.
Cosa prevede la legge
Nelle case la temperatura massima consentita è di 20°C (con una tolleranza di due gradi). Anche le ore di accensione hanno un limite, che dipende dalla zona climatica. In questo caso si va da un massimo di 14 ore al giorno nella zona E (tra cui Milano, Torino e Bologna) alle 8 ore della zona B. I Comuni possono inoltre modificare le date di accensione con ordinanze proprie, per esempio rinviandole quando l’autunno è mite. Per abbassare la temperatura solo dove serve, senza rinunciare al comfort nelle stanze più vissute, sono utili le valvole termostatiche.