Pensavi di installare una stufa a pellet senza canna fumaria? Non funziona proprio così
La stufa a pellet senza canna fumaria è una soluzione che incuriosisce molti, soprattutto chi cerca un sistema di riscaldamento facile da installare. Ma attenzione: l’assenza di una canna fumaria tradizionale non significa che si possa fare a meno del sistema di evacuazione dei fumi.
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Si parla spesso di stufa a pellet senza canna fumaria, ma questa definizione può essere fuorviante. Una stufa a pellet non può funzionare senza un sistema per l’evacuazione dei prodotti della combustione.
Per le nuove installazioni, la normativa prevede in linea generale il collegamento a un apposito camino, canna fumaria o sistema di evacuazione dei fumi con sbocco sopra il tetto dell’edificio.
Stufa a pellet senza canna fumaria: come funziona davvero e cosa bisogna sapere prima di installarla

La stufa a pellet senza canna fumaria è una soluzione che suscita sempre maggiore interesse, soprattutto tra chi vive in appartamento o in abitazioni prive di un impianto fumario già predisposto.
Il nome, però, può creare un po’ di confusione. Una stufa a pellet completamente priva di un sistema di evacuazione dei fumi non esiste: la combustione produce infatti fumi che devono essere convogliati all’esterno in condizioni di sicurezza.
Quello che viene comunemente chiamato “senza canna fumaria” può quindi riferirsi all’assenza di una canna fumaria tradizionale già presente nell’abitazione. In caso di nuova installazione è comunque necessario realizzare un sistema di evacuazione dei prodotti della combustione conforme alle disposizioni previste, con sbocco sopra il tetto quando richiesto dalla normativa.
Prima di procedere con l’acquisto, quindi, è fondamentale verificare la possibilità di realizzare correttamente il sistema fumario e valutare le caratteristiche dell’edificio.
Esistono infatti precise regole da rispettare per la realizzazione del sistema di evacuazione dei fumi, per la sua corretta installazione e per la sicurezza dell’impianto.
Fumi, combustione e sistema di evacuazione: come funziona questo sistema di riscaldamento

In questa tipologia di apparecchi, i fumi prodotti dalla combustione del pellet non possono essere dispersi liberamente all’esterno, ma devono essere convogliati attraverso un apposito sistema di evacuazione.
Il sistema deve essere progettato e installato in modo da garantire la corretta evacuazione dei prodotti della combustione. Per le nuove installazioni soggette all’obbligo, lo sbocco deve essere realizzato sopra il tetto dell’edificio, alla quota prevista dalla normativa tecnica.
È proprio questo aspetto a chiarire cosa si intende realmente quando si parla di “stufa a pellet senza canna fumaria”: non si tratta di un apparecchio che può essere installato senza scarico dei fumi, ma di una soluzione che può essere adottata anche in abitazioni dove non esiste già una canna fumaria, purché venga realizzato un sistema di evacuazione conforme.
La normativa di riferimento
La UNI 10683, norma tecnica di riferimento per gli apparecchi alimentati a biocombustibili solidi fino a 35 kW, disciplina i requisiti relativi all’installazione in certi ambienti e al sistema di evacuazione dei prodotti della combustione.
Tra gli aspetti considerati rientrano anche il camino, la quota e il posizionamento dello sbocco.
Anche il D.P.R. 412/1993, all’articolo 5, stabilisce come regola generale che gli impianti termici installati successivamente al 31 agosto 2013 siano collegati a camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione con sbocco sopra il tetto dell’edificio, alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente.
Per questo motivo, lo scarico diretto dei fumi attraverso la parete non deve essere presentato come la normale alternativa alla canna fumaria. Le possibilità di deroga alla regola generale sono specifiche e devono essere valutate caso per caso in relazione alle caratteristiche dell’edificio, dell’intervento e alla normativa applicabile.
Prima dell’installazione è quindi necessario verificare la fattibilità dell’intervento con un tecnico qualificato e affidare i lavori a un’impresa abilitata quando previsto.