Box doccia: quando e come scegliere il piatto semicircolare


Il bagno è la stanza dove la comodità e la praticità devono farla da padrone. Per questo è importante scegliere il box doccia adatto tra quelli presenti sul mercato. Stavi pensando di preferire il piatto semicircolare ai più classici rettangolari? Leggi la pratica guida sottostante per scoprire se è l’opzione migliore per la tua stanza da bagno.

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I piatti doccia semicircolari

In generale, esistono due tipologie di piatti doccia semicircolari:

  • asimmetrico
  • simmetrico, il più classico e usato.

Quest’ultimo è maggiormente adoperato nelle case italiane perché i box doccia asimmetrici sono più costosi e difficili da trovare, anche per questo motivo sono presenti sul mercato poche varietà, dunque poca scelta stilistica.

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Generalmente le misure dei piatti semicircolari sono 80×80 e 90×90 per quelli simmetrici e 70×90 per quelli asimmetrici.

Sfogliando i cataloghi o leggendo notizie online sarai sicuramente incappato nella famosa ‘curvatura’: la 55 è quella più scelta perché più compatibile con i box. Per calcolare la curvatura si applica la formula R=A-B, dove R sta per il raggio di curvatura, A per la lunghezza del lato lungo e B per la lunghezza del lato corto.


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È importantissimo fornire l’esatta dimensione della curvatura poiché altrimenti in fase di montaggio si andrà in contro a notevoli problemi.

I materiali

Spesso, soprattutto in tempi recenti, vengono penalizzati aspetti quali la funzionalità, la qualità e la durevolezza per prediligere invece l’estetica. Non c’è niente di più sbagliato di questo in una stanza come il bagno: la qualità dei sanitari deve essere eccellente poiché questi sono elementi soggetti all’usura e a detergenti spesso aggressivi.

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Se il prodotto è scadente, a lungo andare, i sanitari si macchieranno o spaccheranno con conseguente accumulo di germi e batteri e l’effetto sarà esteticamente poco gradevole oltre che per niente igienico.

Per questo motivo il consiglio che caldeggiamo è quello di optare per un piatto doccia – vale anche per gli altri sanitari – in ceramica.

Corner shower base / ceramic / extra-flat

Potrebbe sembrare una soluzione antiquata e poco al passo con i trend ma è sicuramente quella più sicura e con una comprovata efficacia nel tempo.

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Qualora si volesse optare per un materiale diverso, c’è da scegliere tra: grès, acrilico, acciaio e resina. L’acrilico è, dopo la ceramica, la formula più usata. Essendo leggero e di facile modellazione, è adatto ai piatti doccia a filo pavimento.

Purtroppo questo materiale è soggetto a macchie: si scolora se esposto al sole e a causare inestetismi impossibili da correggere è persino lo shampoo. Se dovesse restare qualche residuo di prodotto sul piatto e non venisse immediatamente risciacquato, il piatto si macchierà inevitabilmente.

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Anche l’acciaio è tra i materiali opzionabili per il piatto doccia, viene smaltato e personalizzato. Scelto perché offre la possibilità di creare la doccia “walk in”: senza binari, un unico vetro fisso da un lato e aperta per i restanti. Solitamente questo tipo di doccia si realizza in stanze da bagno molto ampie.

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In ogni caso, qualora il piatto venisse scheggiato, l’acciaio tenderebbe ad arrugginirsi per via dell’acqua, fino a bucarsi. Anche in questo caso è da porre attenzione sui prodotti da bagno che potrebbero macchiare il piatto.

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La resina è senza dubbio la soluzione preferita dagli addetti ai lavori. Durevole, sottile, elegante e che ben si adatta ad ogni stile di arredamento poiché ha un ampio margine di personalizzazione. Se si dovesse malauguratamente scheggiare, questo materiale consente anche la riparazione fai da te, senza bisogno di chiamare un professionista.

Ottimo soprattutto quando si devono progettare dei box dalle misure non standard.

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Diverso il discorso per il grès, scelto perché con questo materiale è possibile realizzare e coordinare anche gli altri sanitari. Ovviamente l’estetica di insieme del bagno sarà migliore, senza sottovalutare i vantaggi di questa opzione: resiste a macchie, funghi, prodotti chimici aggressivi ed è di facile manutenzione.

Quando usare il piatto doccia semi angolare

É la soluzione giusta se si necessita di sfruttare al meglio tutti i punti ciechi della stanza. Con questa soluzione si recupera e risparmia tutto la metratura disponibile – il piano rettangolare, così come quello quadrato, hanno bisogno di un’area ampia.

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Ottimizzare gli spazi non significa sempre penalizzare l’estetica: sul mercato vi sono molti piatti e cabine semicircolari con una bella estetica. Ad esempio la scelta può ricadere su delle vetrofanie, sul vetro opaco o su un cristallo trasparente.

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Per variare dal punto di vista del design, si possono scegliere anche porte differenti. Apertura a libro, doppia porta, porta scorrevole, una sola anta mobile con apertura laterale e altre pratiche soluzioni su questo genere. Vi è anche la possibilità di scegliere un piatto semiangolare sì, ma pentangolare.

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In linea generale, il piatto e box doccia semicircolare sono utilizzati quando il bagno è davvero di dimensioni ridotte. L’ingresso più agevole sicuramente è quello a due ante scorrevoli che rendono l’ingresso in doccia più comodo.

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È importante non sottovalutare l’aspetto salva-spazio: è pur vero che il piatto/box rettangolare offre più libertà di movimento quando si è in doccia, ma è pur vero che di questo spazio si godrà una volta al giorno. Meglio usufruire dello spazio esterno ricavato dalla cabina doccia semi-angolare ogni volta che si entra nella sala da bagno.

Piatto doccia semicircolare: foto e immagini

Ilaria Rita Iannone

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