Vivere in affitto in Italia è diventato impossibile? I numeri fanno paura

Autore:
Erika Fameli
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Tempo di lettura: 5 minuti

Qual è il rapporto stipendio/affitto in Italia? Quanto dello stipendio mensile, quindi, se ne va unicamente per pagare il canone di locazione della casa? Purtroppo, la situazione nello Stivale non è affatto rosea, e a pagare lo scotto maggiore sono i giovani e i fuori sede: ecco una panoramica.

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Rapporto stipendio/affitto: quanti soldi se ne vanno per la casa?
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Un recente studio di Locare ha analizzato i costi medi dell’affitto nelle principali città italiane, confrontandoli con gli stipendi netti medi dei residenti, per capire quanto, di quello stipendio, se ne va per pagare il canone di locazione.

Purtroppo, le notizie non sono affatto confortanti, e i dati emersi dipingono una geografia diversificata del rapporto stipendio/affitto, evidenziando profonde differenze territoriali e un mercato immobiliare che si muove a velocità ben diverse lungo la Penisola.

Rapporto stipendio/affitto

Rapporto stipendio/affitto: quanti soldi se ne vanno per la casa?
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Che in Italia pagare l’affitto stia diventando sempre più complicato non è certo un mistero. I prezzi delle locazioni sono costantemente al rialzo, e aumentano anche le difficoltà di accesso al mercato. A tutto ciò, infine, si somma la stagnazione degli stipendi netti medi degli italiani, che non permettono di stare al passo con gli aumenti dei canoni di locazione. Proprio il rapporto tra stipendio e affitto è stato al centro di una recente analisi di Locare, che ha studiato i dati reddituali degli italiani e i prezzi medi delle locazioni nelle principali città italiane, evidenziando forti disparità. Quella che emerge maggiormente è quella tra le diverse aree geografiche:

  • al Nord si trovano canoni molto elevati e una forte domanda abitativa;
  • al Centro i prezzi sono comunque alti, ma con un equilibrio migliore;
  • al Sud gli affitti sono più sostenibili, nonostante i salari mediamente più bassi.

A questo punto è doverosa una precisazione: un affitto è sostenibile, secondo gli analisti, quando non supera il 30% o il 35% del reddito disponibile (proprio come accade con il mutuo). Se il canone incide di più sullo stipendio mensile, aumentano le difficoltà economiche e cala la capacità di spesa delle famiglie e, purtroppo, questo è esattamente ciò che accade in molte grandi città italiane.

Città top e flop

Rapporto stipendio/affitto: quanti soldi se ne vanno per la casa?
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Dal punto di vista del rapporto tra stipendi e canoni di affitto, la città peggiore in cui vivere è Milano, dove paradossalmente le case si affittano più velocemente che nel resto d’Italia. Stando allo studio di Locare, infatti, un bilocale milanese di 60 mq in zona semicentrale costa mediamente 1.380 euro al mese. Rapportando questa cifra agli stipendi netti medi, si arriva ad una copertura del 65,7% del reddito mensile: un’incidenza che va ben oltre la soglia di sostenibilità. A vivere in questa situazione sono principalmente i fuori sede, che anche con stipendi bassi devono pur vivere da qualche parte, e non possono far altro che destinare due terzi dello stipendio all’affitto.

Altra città critica è Roma, dove una casa di 60 mq in una zona semicentrale costa il 55,3% dello stipendio netto mensile. Fortunatamente però, esistono anche realtà decisamente più abbordabili, come Torino, dove un bilocale analogo prende il 37,3% dello stipendio. Ancora meglio è la situazione di Palermo, dove la spesa per l’affitto si ferma al 29,6% del reddito mensile.

Questa è una delle pochissime grandi città in cui il rapporto stipendio/affitto è sostenibile, e che mantiene un mercato immobiliare ancora abbordabile anche per i redditi più bassi, che altrove faticherebbero enormemente a trovare una soluzione abitativa dignitosa, considerando i prezzi record dei canoni attuali.

Rapporto stipendio/affitto: foto e immagini