C’è una norma europea che potrebbe costarti fino a 600 euro l’anno
Una nuova norma UE sul riscaldamento domestico potrebbe far schizzare i costi alle stelle: si tratta di un sistema pensato dall’Unione Europea per ridurre le emissioni di CO2, che in cambio farebbe spendere alle famiglie europee fino a 600 euro in più ogni anno. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
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Uno degli argomenti più caldi degli ultimi mesi in UE riguarda la normativa europea ETS2, che entrerà in vigore nei prossimi anni che avrà una ricaduta diretta sulle bollette domestiche per il riscaldamento. Si tratta di un sistema che nasce con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2, ossia l’inquinamento prodotto dall’uso di combustibili fossili come gas, gasolio e GPL, ma che avrebbe, come rovescio della medaglia, un notevole aumento nei costi per il riscaldamento domestico.
In particolare, si parla di circa 600 euro in più all’anno. Ecco di cosa si tratta nel dettaglio, quali sono le previsioni per il prossimo futuro e quali conseguenze avrebbe questa nuova normativa sulla vita quotidiana delle famiglie europee, sia in termini di impatto ambientale che di ricaduta finanziaria.
Nuova norma UE sul riscaldamento domestico

Con ETS2 si fa riferimento alla nuova normativa europea che nei prossimi anni entrerà in vigore su tutto il territorio dell’Unione Europea, e che ha come obiettivo finale quello di ridurre le emissioni di CO2 provenienti da:
- gas,
- gasolio,
- GPL.
Nonostante le nobili intenzioni, però, questa normativa potrebbe avere effetti non particolarmente positivi sul costo del riscaldamento di casa, poichè questi potrebbero aumentare di 600 euro all’anno. Fino ad oggi, il sistema di scambio delle emissioni europeo riguardava principalmente le grandi industrie, le centrali elettriche e l’aviazione.
Con la nuova normativa, il meccanismo includerà anche il riscaldamento domestico e il trasporto su strada. All’atto pratico, ETS2 non si tradurrà in una nuova tassa in bolletta, ma a pagare il costo della CO2 emessa saranno le aziende venditrici di combustibili.
Queste, per ogni tonnellata di CO2 legata ai prodotti che immettono sul mercato, dovranno acquistare quote di emissione. Questo aumento di costi di produzione però, potrebbe finire sulle spalle dei consumatori finali, i quali non avrebbero altro da fare se non mettere mano al portafoglio.
600 euro in più all’anno per gli europei

Le famiglie europee, quindi, potrebbero arrivare a pagare molto di più rispetto ad oggi per stare al caldo nelle proprie case, per il semplice fatto che le aziende possono decidere di far pagare il prezzo maggiorato delle quote di emissione.
Importi anche di piccola entità, potrebbero incidere notevolmente sulla spesa totale per il riscaldamento domestico, in particolar modo nei territori meno efficienti, e tradursi a spese aggiuntive per le famiglie.
A questo proposito, la Bip Consulting per Assogasliquidi-Federchimica, ha realizzato uno studio che traduce in somme concrete l’effetto di ETS2 sui bilanci delle famiglie europee: nelle aree non collegate alla rete del metano, dove ci sono case poco isolate o si utilizzano solamente gasoli e GPL, la spesa può arrivare a salire anche di 600 euro per ogni singola abitazione.
Come sottolinea Assogasliquidi-Federchimica, la transizione energetica procede più velocemente dei cambiamenti nelle abitazioni, con il risultato di pesare maggiormente su chi ha meno possibilità di cambiare il proprio impianto di riscaldamento domestico o migliorare l’efficienza della propria casa. In Italia, a questo scopo, si possono ancora sfruttare diversi bonus, e vista la direzione presa dall’Europa, pare quanto mai necessario muoversi per tempo.