A Paris Deco Off, Parigi manda in scena i nuovi trend del tessile

Autore:
Francesca Guerini Rocco
Tempo di lettura: 7 minuti

Matericità tattili, colori naturali, saturi e una sostenibilità “che rigenera”, integrando tecnologia e artigianato. Ecco i nuovi trend del mondo tessile, che a Parigi vanno in scena tra Maison&Objet e Paris Deco Off.

A Paris Deco Off, Parigi manda in scena i nuovi trend del tessile
Kvadrat, Mylla e Myr

Il 2026 si apre nel segno del tessile come linguaggio primario dell’abitare. Superfici da toccare, leggere, ascoltare. Lane soffici, mohair luminosi, fibre botaniche e superfici hi-tech dettano il nuovo codice della sostenibilità che evolve in “rigenerazione colta” in linea con il tema “Past Reveals Future” di Maison&Objet. I colori si fanno naturali ma intensi – terracotta, verde oliva, blu petrolio – mentre filati riciclati e saperi artigianali potenziati dalla tecnologia restituiscono un’idea di comfort profondo, consapevole e decisamente sensoriale. Tra il grande ritorno del fatto a mano e l’intervento dell’intelligenza artificiale nei laboratori di bioingegneria, i tessuti diventano vere e proprie interfacce che ci parlano di memoria, economia circolare e identità. Le anteprime che anticipano i trend del 2026 mandano un messaggio chiaro: il tessuto, oggi, si fa progetto, racconto e visione per dare voce e carattere allo spazio domestico. Una seconda pelle che intreccia emozioni, natura e tecnologia.

Sul filo del racconto

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C&C Milano, Kaleidos

Come un vero caleidoscopio contemporaneo, Kaleidos racconta la bellezza del cambiamento attraverso trame che vibrano, colori che dialogano e geometrie “in movimento”. La nuova collezione di C&C Milano è un esercizio raffinato tra rigore e libertà che non smette di sorprendere: righe, scacchi e micro-disegni si intrecciano con naturalezza tra toni della terra e accenti sofisticati, mentre la materia – corposa, tattile, consapevole – prende la scena. Kaleidos non detta regole: suggerisce possibilità. Invita a mescolare, a osare, a vivere gli interni come spazi sensibili e personali.

Praticità d’altri tempi

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Alessandro Bini, Dedalo

Prezioso, come suggerisce il nome stesso: Dedalo, dal greco Daidalos – lavorare con perizia –  è il nuovo e pregiatissimo tessuto lampasso di Alessandro Bini, naturale e lavorato artigianalmente secondo tecniche antiche. I disegni che lo caratterizzano sono ottenuti direttamente in tessitura, con una lavorazione laboriosa che risale addirittura al Medioevo. Questo tessuto, infatti, ha tutto il fascino dell’antichità, potenziato però dalla ricerca tecnica e dallo sviluppo grafico che oltre a studiare il colore e le tecniche di tessitura Jacquard, restituiscono un tessuto resistente alla luce e agli strappi, perfetto per imbottiti e complementi.

Atmosfera tropicale

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Lelievre, Îles du Vent

Dici Caraibi e pensi subito al sole, all’allegria e alla vegetazione rigogliosa e viva. Poi guardi la collezione Iles du Vent di Lelièvre, che veste lo spazio all’aperto con palme lussureggianti, riflessi cangianti e texture capaci di restituire il calore del sole, e ai Caraibi ti sembra di esserci davvero. Questa nuova collezione pensata per stare all’aperto è un bel connubio tra la creatività decorativa tipica del brand e la tecnicità performante del tessile outdoor. E il risultato è un’oasi tropicale a tutto comfort: per sentirsi sempre in vacanza, sul terrazzo o sotto il portico.

Quinte scenografiche

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Fischbacher, Homa

Homa prende il nome dal mitico grifone persiano: metà leone e metà aquila, è un talismano protettivo che si ritiene porti fortuna. Proprio quel che ci vuole a inizio anno, per dare alla casa un’allure magica – un po’ di scaramanzia non guasta. Se poi aggiungiamo gli elementi floreali circolari che si ispirano agli antichi simboli sogdiani e zoroastriani tipici del Tagikistan e dell’Uzbekistan, lo stile della nuova collezione di Fischbacher 1819 diventa aristocratico e scenografico tout court. Questo jacquard con intrecci intricati reinterpreta arte antica e mitologia in una scala contemporanea: un mix studiato di fibre che dà al tessuto corpo, morbidezza e una delicata lucentezza, lo fa cadere magnificamente e ne sublima la definizione di opera d’arte intrecciata. In 12 colori, dai toni neutri delicati allo zafferano, pistacchio, oliva, indaco e oro, per chi vuole dare alle classiche tende un sottile e raffinato tocco drammatico.

La forza impalpabile dell’abaca

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CMO, Abaca 3

Ci vuole un giorno per tessere un solo metro di Abaca 3, il nuovo tessuto naturale di CMO che punta tutto su leggerezza e trasparenza, senza trascurare la resistenza. La fibra vegetale, reinterpretata per vari usi, è da sempre il marchio di fabbrica di CMO e questa collezione ne è l’emblema: ottenuta attraverso il processo ecologico di tuxying (da coltivazione sostenibile) e intrecciata su telai a mano da artigiani che tramandano i gesti antichi di generazione in generazione, la fibra di abaca, o canapa di Manila, è una delle fibre tessili vegetali più robuste. A dispetto della sua corposità che alla vista appare quasi evanescente, può essere utilizzata per tende, divisori giapponesi e persino per rivestimenti murali: luminosi, sofisticati e praticissimi.

Geometrie ad effetto

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Kieffer gruppo Rubelli, Berber

Nelle mani di Kieffer del gruppo Rubelli i tessuti diventano codici sensoriali che esplorano le infinite possibilità della materia e del colore. Come lo jacquard Berber proposto da Formafantasma, che mescola juta, cotone e lana richiamando le coperte nuziali handira marocchine con motivi geometrici e fasce effetto pelliccia. La costruzione tessile è insolita: la tecnica della trama lanciata e cimata a dritto fa emergere gli inserti di lana pelosa sul fondo in juta e cotone. Il tessuto, però, risulta leggero perché dove non c’è il disegno, la lana viene tagliata ed eliminata. L’effetto materico tridimensionale e irregolare sprigiona tutta la sua bellezza quando si spazzola, perché il pelo acquista rilievo come avviene per il velluto.

Abitare la natura

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Kvadrat, In Nature We Trust

Con In Nature We Trust, Kvadrat ci invita a cambiare prospettiva: invece di osservare la natura per trarne ispirazione, adottiamola come metodo da abitare. La nuova collezione tessile creata in collaborazione con Patricia Urquiola nasce da questa visione sistemica: tende e rivestimenti non si limitano più alla funzione decorativa, perché ogni fibra diventa parte di un concept dell’abitare a 360°. “La natura non va vista come qualcosa di separato da noi, ma come qualcosa di cui siamo parte integrante. Non siamo fuori a guardare dentro. Noi siamo la natura, collegati attraverso sistemi di scambio e trasformazione” spiega Patricia. Ed ecco allora che le nuove tappezzerie Forestview e Regos e i nuovi tessuti per le tende Woodtrace, Grassland e Daybreak 3 dialogano con lo spazio e con chi lo vive attraverso paesaggi astratti, interagiscono con la luce e offrono emozioni tattili che restituiscono al progetto d’interni una nuova dimensione sensibile.

Grafismi inaspettati

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Dedar, Annodo Arcobaleni

Il nome, ironicamente evocativo, svela una visione inaspettata quanto vivace della tradizione degli arazzi francesi. Annodo Arcobaleni, il nuovo tessuto di Dedar, riesce a essere caleidoscopico, geometrico e labirintico al tempo stesso: i filati disegnano un policromo intricato e all’apparenza ordinato, ma basta uno sguardo per cogliere incroci imprevedibili che spezzano la simmetria grafica. La struttura solida e materica evoca la tradizione francese tra i Beauvais e i Gobelins, mentre le sfumature di colore sono disposte in sequenza. Ma è il gioco tridimensionale dell’ordito a lasciare stupefatti: l’effetto tra lucido e opaco supera il figurativo e approda, a sorpresa, a un astratto colto e concettuale, tra echi storici e rimandi all’astrazione strutturale di Renzo Piano per il Centre Pompidou.

A Paris Deco Off, Parigi manda in scena i nuovi trend del tessile: foto e immagini