Assegnazione della casa coniugale: come funziona in caso di separazione

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 5 minuti

L’assegnazione della casa coniugale è un diritto che riguarda sia i rapporti tra i coniugi, quando questi si separano o divorziano, sia la tutela dei figli. Si tratta di una materia assai delicata, poichè deve garantire la sicurezza dei più piccoli e, contemporaneamente, il diritto di abitazione dei due genitori.

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Assegnazione della casa coniugale: come funziona 
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Quando un matrimonio finisce, oltre a dividersi due vite, si devono dividere anche i beni materiali che la coppia ha condiviso durante il periodo di unione. Tra questi, spicca senza ombra di dubbio la casa familiare, ossia l’abitazione principale dove il nucleo familiare ha vissuto per la durata del matrimonio.

A decidere a chi spetta il diritto di assegnazione dell’immobile familiare è un giudice, che solitamente lo indirizza verso il genitore collocatario dei figli minorenni, o che convive con i figli maggiorenni non autosufficienti.

Si tratta di una prevalenza di un genitore sull’altro che non ha nulla a che fare con i due coniugi, ma che punta a tutelare il diritto di abitazione dei figli, e che ha come obiettivo quello di mantenere la continuità, per loro, dell’habitat domestico. Il diritto di assegnazione della casa coniugale si caratterizza per diversi aspetti fondamentali:

  • non è un diritto reale tipico,
  • è un diritto personale di godimento atipico, nato da una decisione giudiziale,
  • non è cedibile, affittabile o vendibile,
  • dura finchè permangono le condizioni che lo giustificano, come stabilite dal giudice.

Assegnazione della casa coniugale

Assegnazione della casa coniugale: come funziona 
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Come anticipato, la durata dell’assegnazione della casa coniugale perdura fintanto che sussistono le condizioni che l’hanno resa necessaria. Finchè, ossia, i figli diventano maggiorenni o economicamente autosufficienti, il genitore assegnatario convive stabilmente con un nuovo partner o si risposta, si trasferisce l’abitazione altrove, ecc.

A definire la base normativa del diritto di assegnazione della casa familiare è l’articolo n. 337-sexies del Codice Civile, che tratta la materia della tutela della prole in caso di separazione o divorzio. Se non ci sono figli, per decidere a chi spetta la casa coniugale si devono guardare la proprietà e i diritti reali sull’immobile.

Per realizzare la tutela del diritto di assegnazione, si passa attraverso lo strumento giuridico della trascrizione nei registri immobiliari, in modo da garantire l’opponibilità del provvedimento anche verso terzi. Questo vuol dire che una casa assegnata tramite questo diritto, non può essere venduta dal proprietario, né pignorata da parte dei creditori. A sottolineare ciò è un’importante sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite (la n. 11096/2002), con cui si specifica che l’assegnazione trascritta è opponibile a chiunque, nei limiti di 9 anni, salvo rinnovazione della trascrizione.

Pignoramento e spese da dividere

Assegnazione della casa coniugale: come funziona 
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Come visto, se l’assegnazione viene trascritta, la casa non si può pignorare e l’acquirente che l’abbia ottenuta da un’asta deve rispettare l’assegnazione fintanto che permangono le condizioni stabilite dal giudice.

In poche parole, quindi, in caso di pignoramento, la casa è al sicuro dai creditori fino a che non decadono le condizioni imposte dal giudice per la sua assegnazione, sempre allo scopo di tutelare i figli. Quando ci si separa o si divorzia, oltre ai disaccordi che possono nascere sull’assegnazione della casa coniugale, l’abitazione può far nascere una serie lunghissima di altri dissapori.

Per esempio, a chi spetta pagare l’IMU sulla casa assegnata, oppure chi è che deve sostenere le spese condominiali, ecc. Si tratta di una situazione sempre molto delicata, a maggior ragione quando ci sono dei figli nel mezzo, e che va trattata con il massimo riguardo. Per questo, è necessario conoscere cosa prevede la legge e cosa è concesso al collocatario dei figli.

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