Caro-energia a casa: cosa cambia con la riforma elettrica 

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 5 minuti

Lo scorso 2 ottobre il Consiglio dei Ministri ha varato due provvedimenti che impattano fortemente sul caro-energia a casa: la delega per il ritorno all’energia nucleare sostenibile e l’attuazione della direttiva europea 2024/1711, soprannominata riforma elettrica. Ecco cosa cambierà per le bollette.

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Caro-energia a casa: cosa cambia con la riforma elettrica 
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Il caro-energia a casa è una delle tematiche che da sempre sono più a cuore dei proprietari immobiliari. Questa è infatti una voce di spesa considerevole, che pesa sul bilancio familiare e che influisce parecchio anche quando si deve decidere se comprare o meno una casa. I rincari degli ultimi anni hanno reso la vita difficile alle famiglie italiane, e proprio per questo è importante capire la portata dell’impatto dei due provvedimenti che il Consiglio dei Ministri ha approvato lo scorso 2 ottobre.

Da un lato c’è il varo della delega che consente il ritorno all’energia nucleare sostenibile, mentre dall’altro c’è l’attuazione della direttiva europea 2024/1711, che intende riformare il mercato elettrico. Queste andranno ad influire direttamente non solo sul prezzo finale in bolletta, ma anche sulle tutele dei consumatori e sulla stabilità dei sistemi. Ecco in cosa consistono.

Caro-energia a casa: si torna al nucleare

Caro-energia a casa: cosa cambia con la riforma elettrica 
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Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri consente il ritorno all’energia nucleare sostenibile in Italia. Grazie a tecnologie di ultima generazione, progettate appositamente per ridurre i rischi e aumentare la sicurezza, il provvedimento traccia il percorso con cui tornare a sfruttare il nucleare per l’elettricità, ma non solo. Trattandosi di una materia delicata, sono previste anche la redazione di un Programma nazionale per il nucleare sostenibile, la nascita di un’Autorità indipendente per la sicurezza, il rafforzamento della ricerca scientifica e industriale e la formazione di nuove competenze attraverso campagne di informazione sia per i cittadini che per le imprese.

Così facendo, si punta a garantire l’indipendenza energetica da altri Paesi e a raggiungere gli obiettivi europei in materia di decarbonizzazione. Il 2 ottobre però, il Consiglio dei Ministri ha approvato anche l’attuazione della direttiva europea 2024/1711, chiamata riforma elettrica.

La riforma elettrica

Risparmiare con la riqualificazione energetica
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Il decreto legislativo che recepisce la direttiva UE introduce diverse novità che interessano direttamente i consumatori:

  • i contratti multipli: si potranno stipulare più contratti di fornitura per lo stesso immobile;
  • il cliente attivo: si potrà condividere l’energia prodotta da fonti rinnovabili, come nei condomini dotati di impianti fotovoltaici;
  • le tutele rafforzate per i clienti vulnerabili: garanzie specifiche per chi si trova in condizioni di povertà energetica e/o economica, per evitare interruzioni di fornitura;
  • i contratti con condizioni e prezzi trasparenti: i fornitori dovranno dare più informazioni ai consumatori ed essere più chiari e trasparenti verso i consumatori;
  • la digitalizzazione: i fornitori dovranno fornire aggiornamenti digitali sullo stato delle richieste di connessione alla rete.

Le bollette in Italia sono tra le più alte d’Europa, e gli italiani si affannano per trovare modi per risparmiare. Grazie a questi provvedimenti, però, la riduzione dei costi diventa tangibile, e sia le famiglie che le imprese potranno beneficiare di un mercato elettrico più competitivo e, di conseguenza, più accessibile ed equo. Il problema, finora, era stato duplice: da un lato la difficoltà di comprensione delle componenti in bolletta, dall’altra il mercato chiuso, sebbene questo garantisse comunque prezzi certi.

I proprietari, d’ora in poi, potranno monitorare le nuove opportunità e scegliere liberamente e senza clausole nascoste a chi affidare la fornitura di energia per la propria casa, ottenendo un risparmio reale in bolletta. Si tratta anche di una scelta strategica da parte del governo, volta a raggiungere gli obiettivi UE fissati per il 2030 e il 2050, che mette l’Italia sulla strada giusta per un’energia più pulita.

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